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Chiavi: l’elettronica non esclude la tradizionale

Condividi Segnala a un amico 15 November 2007
Sono sempre tra le nostre mani per aprire e chiudere la casa, il garage, l’ufficio, il negozio… Le chiavi sono una sicurezza e testimoniano la nostra proprietà, oltre a essere una grande conquista per i ragazzi che le ricevono dai genitori. Perderle crea delle vere e proprie crisi di panico. C’è chi le tiene tutte insieme in un grande mazzo e chi preferisce suddividerle per luogo. La maggior parte di noi usa quelle tradizionali, ma anche quelle elettroniche si stanno diffondendo a partire dalle case automobilistiche fino ad arrivare agli alberghi.
La chiave tradizionale non è ancora stata sorpassata da quella elettronica ed è privilegiata rispetto alla seconda, poiché trasmette sicurezza nella sua semplicità. Spiegano da Errebi che “la ricerca e lo sviluppo dell’elettronica è importante sia nel campo delle chiavi che delle macchine duplicatrici, ma deve essere ponderata con la tipicità del nostro mercato”. Ecco perché alcune aziende ritengono che il proprio futuro sia orientato verso l’Home, in cui si trovano cilindri semplici e di sicurezza a cilindro europeo e doppia mappa.
Tra chiavi colorate per identificarle subito e macchine predisposte alla duplicazione, scopriamo di seguito che cosa pensano i produttori di questo mercato.

La proposta delle aziende


Dalla chiave nella sua forma più classica a quella elettronica, fino alle relative macchine per la duplicazione, la produzione delle aziende cerca di coniugare il meglio della tecnologia con un tocco di fantasia, dove possibile.
Nascono così chiavi che “trasmettono gioia” come le serie Humor, Fruits, Flower, Cuccioli e Crystal di Errebi dove colori e motivi si mescolano per identificare facilmente ogni chiave.
Nel catalogo Bierre esistono solo chiavi di maggiore diffusione nel mercato italiano. Il prodotto di punta al momento è la chiave colorata “Sirio”, in ottone con un inserto in plastica. Quest’ultima viene applicata tramite fusione della stessa sulla chiave che la rende piacevole al tatto, poco ingombrante nel portachiavi e sicura in quanto è impossibile che si stacchi.
Obiettivo di Cisa è offrire una gamma di cilindri e chiavi in grado di soddisfare diverse esigenze per differenti applicazioni. Le richieste possono variare in funzione del livello di sicurezza e di potenzialità di gestione dell’accesso.
Stv Serrature offre il prodotto finito, completo di chiavi già codificate, anche con card personalizzate.
Con le chiavi Protec è prevista la macchina duplicatrice Protec di Assa Abloy, gestite solo dai propri dealer autorizzati.
Il modello 883 è il codificatore di transponder che consente di collegarsi al Super Computer KeyLine e ricevere velocemente il codice per la programmazione di una chiave elettronica. Recentemente l’azienda ha lanciato sul mercato il GSM kit, un innovativo dispositivo che, collegato alla 883, permette la connessione automatica al sistema centrale senza bisogno di cellulare o collegamento internet, per la duplicazione delle chiavi con sistema transponder.
Multicode di Mottura è la duplicatrice elettronica per le chiavi dei cilindri "Champions". Ha la particolarità di duplicare sia a copia sia a codice e di poter marchiare le chiavi duplicate.
Per ciascuna tipologia di chiavi Errebi ha predisposto delle macchine duplicatrici con particolarità operative più o meno complesse, secondo le esigenze di duplicazione del cliente. Esiste quindi una serie di macchine che duplicano i chip: dalle più semplici come la LS 7 alla RT3 che permette di duplicare i chip criptati. Inoltre l’azienda ha elaborato una macchina elettronica per la duplicazione di chiavi per i cosiddetti cilindri ”normali” denominata Pro Code e una per la duplicazione di chiavi a cilindro europeo denominata X Code.
Pur non producendo macchine duplicatrici, Cisa collabora con i principali produttori al fine di sviluppare soluzioni e strumenti da integrare sulle macchine per rendere più facile, veloce e controllata la duplicazione della chiave per il punto vendita.

Parliamo di elettronica


Non tutti i produttori di chiavi trattano anche quelle elettroniche, pur ritenendo, come nel caso di Bierre, che “in un futuro acquisiranno una fetta importante di mercato associate ad altre tecnologie (impronte digitali, tastiere elettroniche ecc…)”. Lo conferma anche Mottura che parla di numeri in crescita, anche se ancora bassi. D’altro avviso Cisa, che prevede che il livello di conoscenza della catena distributiva e degli utilizzatori finali sia destinato ad aumentare molto rapidamente. Ne conseguirà quindi una maggiore consapevolezza della necessità di ricercare soluzioni di medio/alto valore rappresentate da modelli ad alte prestazioni di sicurezza, a scapito dei prodotti di fascia medio-bassa, per arrivare infine a soluzioni con contenuto elettronico. I tempi però saranno differenti per ottenere volumi produttivi significativi “mediamente lunghi per il settore residenziale, più brevi per altri settori, quali aziende e industria alberghiera ove il controllo accesso ha già abituato l’utilizzatore finale all'uso della credenziale elettronica”.
Invita a porre attenzione al mercato di riferimento l’azienda Errebi che, pur riconoscendo l’importanza della ricerca e dello sviluppo dell’elettronica nel campo delle chiavi come nelle macchine duplicatrici, sottolinea come il settore Home richieda soluzioni semplici.
Tra le novità per il prossimo anno Assa Abloy lancerà il nuovo cilindro elettronico Abloy e le relative chiavi elettroniche.
Dalla casa all’hotel, nel proprio catalogo, Cisa propone soluzioni mirate e all’avanguardia. L’esperienza maturata negli ultimi 15 anni nelle diverse tecnologie, dalla magnetica all'innovativa contactless, l’ha portata all’applicazione per esempio nella serratura elettronica Wave Mode e nella serratura elettronica Evolution per porte blindate.
Per KeyLine protagonisti del segmento elettronico sono le case automobilistiche e l’azienda ha deciso di affiancarsi a loro per fornire servizio all’utente finale senza comprometterne sicurezza e affidabilità. La chiave elettronica, infatti, è un microprocessore inserito nella testa della chiave, alimentato a batteria, che consente di emulare alcuni transponder a codice fisso e soprattutto Cripto, questi ultimi sono molto diffusi tra le automobili presenti sul mercato.

La tecnologia: come si impiega?


La tecnologia è un elemento fondamentale nella progettazione delle chiavi come dei sistemi per la loro duplicazione.
Per le aziende che non producono chiavi elettroniche, la tecnologia è riservata ai macchinari per la produzione di chiavi normali, così da permettere un utilizzo in automatico degli stessi. Esistono, infatti, macchine complete per la realizzazione dei cilindri e delle chiavi.
Chi invece ne produce guarda con attenzione le tecnologie emergenti in settori diversi quali la telefonia mobile e l'information technology. Tra esse è possibile valutare quelle che offrono prestazioni interessanti in termini di capacità di memoria, velocità di trasferimento dati e affidabilità così da adattarle ai propri articoli.
Essere informati sulle proposte del mercato e investire nella ricerca diventano perciò elementi indispensabili, se non si vuole rischiare di cedere il passo verso la crescita.
Parliamo infine di certificazioni. Come spiega Cisa “prima di tutto sviluppiamo soluzioni conformi con le normative esistenti. Per i cilindri e le chiavi esiste la norma europea EN1303 di Luglio 2005 che stabilisce i requisiti di questi prodotti e chiari parametri di classificazione. Per esempio stabilisce il grado di sicurezza della chiave "Key Related Security" da 1 a 6, del cilindro "Attack Resistance" da 0 a 2 e di durata "Durability", da 4 a 6. Maggiore è il grado, maggiore è la prestazione offerta”.

Meccanica ed elettronica, quale futuro?


Si nota un certo grado di sospetto da parte dell’utente finale che deve scegliere una chiave elettronica. Perché come spiega Errebi è “un mercato fatto di tante ferramenta, di “signore Maria” che chiedono semplicità, di specialisti nella sicurezza e duplicazione”. Le fa eco Bierre che dichiara che “in un futuro la meccanica avrà sempre un ruolo importante in quanto offre una buona sicurezza a costi contenuti rispetto all’elettronica”.
Contrapposta all’utente finale che privilegia la meccanica, c’è l’azienda che sceglie soluzioni elettroniche, automatiche ecc.
Mentre nella chiave l’elettronica ha livelli bassi, nella macchina duplicatrice può assumere valori notevoli. Il modo di duplicazione è molte volte sempre il medesimo, cioè la lettura dell’originale e la riproduzione (oppure la riproduzione da codice), ma l’elettronica aiuta sempre di più l’operatore nella duplicazione.
Se osserviamo il comparto delle duplicatrici, si nota un aumento della richiesta di macchine intelligenti che non abbiano bisogno di personale specializzato. La clientela si orienta verso prodotti tecnologicamente avanzati dove l’elettronica e l’informatica prevalgono, sia per il controllo del processo, sia per la precisione e la semplicità d’uso, consentendo alla duplicatrice di dialogare con altre unità dislocate e abilitate dal cliente.
“In generale non credo si possa parlare di meccanica senza elettronica o di elettronica senza meccanica, entrambi sono una al servizio dell’altra” dichiarano da KeyLine.
Secondo Cisa “rispetto alle soluzioni elettroniche, per le quali è possibile prevedere aumenti a due cifre, per quelle meccaniche prevediamo un aumento organico caratterizzato da un progressivo spostamento verso soluzioni della fascia medio/alta”.
E le vendite? Oltre all’Europa, le aziende segnalano altri mercati d’interesse. Dal Nord Africa al Sud America, dagli Stati Uniti alla Cina fino alla Russia, le prospettive per futuri sviluppi sono favorevoli.