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Pet: tendenze, novità e punti fermi

Condividi Segnala a un amico 11 September 2008

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I garden center sono a tutti gli effetti un canale distributivo privilegiato per il mercato dei prodotti per la cura e l’alimentazione degli animali da compagnia (pet). Ma come sta andando il mercato? Quali sono le tendenze future?

Il mercato del pet sta naturalmente evolvendosi e i reparti dedicati all’interno dei garden non fanno eccezione; sarebbe facile pensare che i prodotti cosiddetti “non indispensabili” siano i primi a risentire di un momento di crisi generalizzata, ma questo non risponde del tutto a verità. Infatti, se è vero per esempio che il food raramente può subire modificazioni, è anche vero che in quel settore (come del resto in alcuni altri) è salita l’attenzione del consumatore verso il costo, e quindi, quanto mai oggi, possono rivelarsi vincenti strategie di offerte e sconti che incentivano a non cambiare prodotto, anche se non si è abituati ad acquistare il più economico. Detto questo resta immutato il fatto che il garden center, proprio perché può disporre solitamente di grandi spazi, debba offrire prodotti di diversi costi e qualità, mettendo sempre “in mostra” il fatto di poter disporre di marchi top ma anche di prodotti altamente concorrenziali. Infine è doverosa una nota sul fatto che il food a più lunga conservazione, quindi il secco, registra degli aumenti maggiori rispetto all’umido, per l’inevitabile convenienza data dalla comodità, nonché dai consigli dei veterinari specializzati.

Pet non food: gli accessori


Anche nel campo del non food la crescita dell’ultimo anno è stata più moderata rispetto agli anni precedenti, anche se sul mercato si continuano ad affacciare prodotti nuovi e nuove versioni di prodotti già esistenti, che spesso “conquistano” il consumatore per i ritocchi di prezzo o i pack più accattivanti. Il mercato di gabbie e accessori si sta adattando all’avvento di nuovi pet e in questo percorso di evoluzione le gamme di prodotto si stanno sempre più diversificando, offrendo prodotti più specifici e meno generici. “L’associazione di un brand ai prodotti per la cura degli animali domestici è vincente da un punto di vista emozionale - spiega Luigi Ceccato, marketing manager di Rinaldo Franco -. Immagini e sentimenti a esso associati e presenti nella memoria del consumatore, infatti, vengono riproposti nelle referenze di uso quotidiano, soprattutto quelle dedicate a cani e gatti. Ciotole, coperte e trasportini, in questo modo, diventano non solo estremamente identificabili, ma acquistano valore aggiunto dal punto di vista estetico e affettivo. In linea con questa filosofia, Rinaldo Franco ha introdotto sul mercato dei prodotti che raffigurano alcuni tra i protagonisti del classico Disney, come, non a caso, Pluto, gli Aristogatti e Lilli e il Vagabondo. Il nostro obiettivo è coprire i vari segmenti che il consumatore, in questo caso il proprietario dell’animale, si aspetta di trovare in un punto vendita di grandi dimensioni, come può essere un garden center. Con i nostri prodotti, cerchiamo di soddisfare sia le esigenze di utilità sia l’acquisto d’impulso. A tal proposito, la linea Disney è facilmente identificabile”. Il cliente tipo che si rivolge al brand non è certo quello che vuole risparmiare: parte del prezzo finale, più alto rispetto ad altri prodotti, è infatti costituito anche dalle royalties, ma anche dalle certificazioni di qualità. Non solo, quindi, un prodotto divertente, ma soggetto a elevati controlli di sicurezza in fase di produzione e distribuzione, proprio perché legato a brand soggetti alla legislazione internazionale. Sicuramente, il target preposto è chi si aspetta di trovare qualcosa di coinvolgente, legato al divertimento e che possa coniugare il proprio animale a un noto brand. Questo consumatore non è l’unico presente sul punto vendita, ma l’ottima visibilità di questi prodotti consente di attirare anche target differenti. “Il garden center ha ottime potenzialità di vendita per questa tipologia di prodotti - continua Luigi Ceccato di Rinaldo Franco - soprattutto grazie all’ampiezza degli spazi a disposizione. Non mancano, a questo proposito, strumenti espositivi forniti dalle stesse aziende, tanto più quando si parla di prodotti particolari, legati a un marchio o che comunque vogliono emergere dagli scaffali per l’elevato grado di professionalità. Primi fra tutti gli espositori in cartone: semipermanenti, ideali per chi voglia sperimentare il business e, soprattutto, perfetti per referenze che si rinnovano di collezione in collezione, proponendo all’atto dell’acquisto (d’impulso) nuovi soggetti e nuovi colori. Plus che, combinati fra loro, non possono che risultare come ottima vetrina per l’azienda e un’occasione imperdibile di business per il rivenditore più accorto, che sarà in grado di conquistare nuovi clienti, e fidelizzare maggiormente gli abituali, con una proposta non solo completa, ma anche puntualmente aggiornata”.

Parlando di “vivo”


La realtà del “vivo” nel garden sta prendendo sempre più piede e, dato per scontato che le vendite di food e non food sono strettamente legate a esso, dobbiamo anche riflettere su di un punto importante: fino a pochi anni fa il reparto dei pet, fatta talvolta eccezione per il settore acquariologia, era considerato una nicchia utilizzata più per fare vetrina che per vendere. Oggi questo aspetto sta radicalmente cambiando, con i vantaggi e gli svantaggi che questa tendenza comporta. Proviamo a inquadrarne qualcuno.
I vantaggi:
  • il volume di affari si sta muovendo verso l’alto, e questo può incidere positivamente su tutto il bilancio;

  • la presenza di animali vivi attira specialmente i più piccoli, ma non solo, creando un interesse intorno al reparto che è sempre positivo;

  • certi accessori e certi strumenti, se visti in uso all’interno di box o espositori con animali vivi (luci per rettili, neon, casette ecc.) attraggono molto di più l’attenzione rispetto all’alternativa di presentarli inscatolati sugli scaffali;

  • l’acquisto di un animale vivo si accompagna in più dell’80% dei casi all’acquisto di uno o più prodotti (cibo, snack, accessori, vasca per il pesce rosso, ecc.).

Gli svantaggi:
  • la presenza del vivo comporta una gestione di tipo pratico notevole (pulizie, disinfezioni ecc.), dato che una cattiva immagine in questa sezione risalta particolarmente;

  • approvvigionarsi di animali vivi non è come ordinare della “merce”; bisogna essere molto più attenti a tanti fattori, fra questi lo stato di salute degli animali, la quarantena, le modalità di vendita ecc;

  • spesso sono coinvolti degli aspetti legali, come per esempio gli animali inclusi nelle liste Cites, gli animali vietati in genere perché autoctoni ecc;

  • la preparazione del personale dei reparti pet è quanto mai delicata; infatti il cliente, sempre più erudito da pubblicazioni, libri, colloqui con il veterinario di fiducia, diventa molto più esigente e “tenergli testa” dal punto di vista delle conoscenze è fondamentale per un operatore del reparto. In più l’avvento di tanti nuovi “componenti” di questo gruppo deve fare sì che gli aggiornamenti di chi li tratta siano continui. Solitamente i garden sono un po’ carenti; è radicata l’idea che il personale di questi reparti possa farsi benissimo “sul campo” l’esperienza necessaria e che corsi e meeting siano tempo perso. Niente di più errato: anche qui dovremmo imparare dal nord Europa, dove questo aspetto è sempre privilegiato;

  • ultima ma non per importanza, è necessaria una assistenza veterinaria e delle consulenze di esperti di settore, soprattutto se si vuole essere sempre all’avanguardia e non correre rischi.


Integratori: questi sconosciuti


Gli integratori alimentari stanno subendo una vera e propria rivoluzione. I motivi sono molteplici: sono sempre più consigliati dai veterinari specializzati e dagli allevatori e offrono una quasi unica fonte di “salute” per quelle specie di cui non esiste un alimento specifico. Per saperne di più abbiamo incontrato Gino Conzo, veterinario specialista in patologia aviare di Gea International.

MondoPratico: Cosa sono gli integratori alimentari?
Gino Conzo: Comunemente intendiamo un complesso di vitamine, minerali e aminoacidi formulati in modo da integrare l’alimentazione di una determinata specie animale con quegli elementi nutritivi indispensabili per l’organismo e non presenti nella dieta usuale.

MondoPratico: A quali specie sono destinati?
Gino Conzo: Tutte le specie considerate “pet”. Ogni specie animale, tuttavia, presenta particolari esigenze nutrizionali, talora molto distanti. Di conseguenza gli integratori vanno formulati nel pieno rispetto dei fabbisogni alimentari dei vari animali ed è quindi consigliabile che siano altamente specifici. Sappiamo, per esempio, che le cavie hanno necessità di assumere quotidianamente una certa quantità di vitamina C, poiché il loro organismo non è in grado di sintetizzarla, a differenza di altri animali domestici. Un integratore per cavie, quindi, dovrà avere un buon livello di vitamina C, ma non potrà essere utilizzato in quelle specie aviari (merli indiani, tucani, lorichetti) che sono particolarmente sensibili all’ emocromatosi, patologia caratterizzata dall’accumulo di ferro in vari organi, dal momento che la vitamina C incrementa l’assorbimento di tale minerale.

MondoPratico: Le aziende del pet food sono ormai orientate alla produzione di alimenti completi e bilanciati tanto per cani e gatti quanto per altri animali d’affezione. L’impiego degli integratori non diviene quindi superfluo?
Gino Conzo: L’impiego degli alimenti formulati è molto diffuso nei cani e gatti, ma ci sono proprietari che usano cibi “casalinghi”. In altre specie, come uccelli ornamentali, roditori e rettili, si usa, in gran parte, seguire un’alimentazione tradizionale basata, a seconda del caso, su semi, vegetali o insetti; alimenti carenti in numerosi elementi nutritivi. Bisogna poi considerare che, anche nel caso in cui si alimentino gli animali con cibi formulati, può essere necessario somministrare integratori in alcune particolari condizioni fisiologiche (gravidanza e allattamento nei mammiferi; cova, imbecco e muta del piumaggio negli uccelli) in cui l’organismo richiede elementi nutritivi supplementari per svolgere al meglio le proprie funzioni. Da non dimenticare, poi, che gli integratori possono svolgere un ruolo molto importante come coadiuvanti nel trattamento di numerose affezioni metaboliche, osteoarticolari, cutanee, infettive oltre a fungere da ricostituenti nei soggetti convalescenti o sottoposti a prolungati trattamenti farmacologici.