Accedi oppure registrati

Analisi » Véstiti di sicurezza

Véstiti di sicurezza

Condividi Segnala a un amico 30 October 2008
Nessuna sorpresa: il comparto dell’abbigliamento da lavoro cresce ed è sempre più apprezzato. In aumento la richiesta di capi certificati per le categorie di lavoratori più a rischio.

Qualità significa prima di tutto sicurezza. Ed è chiaro quando si tratta di indossare quei capi che non solo agevolano nello svolgimento del lavoro, ma soprattutto sono studiati per proteggere l’individuo da eventuali incidenti. Non si scherza quando si progetta un capo di abbigliamento, soprattutto se deve rispettare determinate leggi per poi essere certificato.
Osservare con cura un capo, dal tessuto alle cuciture, e controllare la presenza di loghi nelle etichette che certificano la conformità alle leggi significa fare un acquisto che risponde pienamente ai requisiti richiesti, nonché alle aspettative del lavoratore. Nello specifico, sono importanti la stabilità nel colore e nelle dimensioni anche dopo ripetuti lavaggi, le doppie e triple cuciture, ma anche l’abbondanza e la praticità di tasche, elementi sempre più discriminanti.
Se è vero che i capi sono studiati per essere indossati nei diversi ambiti professionali, è altrettanto vero che devono essere ergonomici e caratterizzati da uno stile piacevole e moderno.

Qualche capo sotto la lente


Il capo di abbigliamento più richiesto? Il pantalone, perché è presente in molte gamme, da quella tradizionale a quella tecnica, fino alle più specifiche, senza contare che si può abbinare ad altri articoli. Esteticamente belli, i pantaloni devono essere soprattutto comodi da indossare tutto il giorno, dotati di molte tasche, passanti e anelli per avere a portata di mano il cellulare e i piccoli attrezzi da lavoro. La proposta di Diadora Utility è in cotone 100%, anallergico, traspirante in fibra naturale, irrestringibile e resistente. Stesso materiale ma con un 2% di lycra, per garantire massima elasticità, ergonomia e vestibilità, anche nella linea Hot Stuff di Seba Protezione.
Nei modelli di Plano Europe viene utilizzato l’esclusivo tessuto Syrex, che oltre a essere estremamente traspirante è particolarmente resistente alle operazioni di lavaggio e, grazie al trattamento Teflon DuPont, anche idrorepellente e antimacchia. Tra i dettagli si notano i rinforzi in Cordura e Kevlar DuPont nelle tasche e sulle ginocchia.
Ma è sfogliando i cataloghi delle aziende che si scopre quanti modelli esistono per svolgere, in tutta sicurezza, le varie attività lavorative. Per esempio, la giacca in crosta per saldatore di Air Liquide Welding Italia offre una protezione ottimale della parte alta del corpo dagli spruzzi di saldatura, ma può essere utilizzata anche nelle operazioni di manutenzione e piccoli lavori meccanici.
La tuta Kleenguard A40 di Kimberly-Clark Professional è invece stata realizzata per la protezione da particelle e liquidi in vari settori. Il suo tessuto è composto esternamente da laminazione pellicolare e internamente da polipropilene che insieme garantiscono un’ottima protezione da un’ampia gamma di prodotti chimici e dal 99% di particelle a partire da un diametro di 1 micron. Il modello A45 si differenzia invece per la parte dorsale realizzata in tessuto sms che offre la massima traspirabilità e conseguentemente un elevato comfort durante l’uso.
Coran invece propone i camici unisex con bottoni di sicurezza, oppure i pantaloni e le salopette per i colorifici.
Il jeans tradizionale è perfezionato nella lavorazione di Cofra dalla presenza del 27% di poliestere, che rende il capo molto più resistente alle aggressioni fisiche, nonché alla tenuta del colore e della forma nei lavaggi.
Ma l’abbigliamento tecnico può essere esteticamente piacevole e moderno? I capi della linea Seriotech proposta da Rossini Trading, che rientrano in questa tipologia, garantiscono la comodità e la sicurezza necessarie in ogni attività, ma si distinguono per i colori accesi e gli inserti di un secondo colore a risalto.
A proposito di distinzione all’interno dei cataloghi, quello che presenta la linea Beta Workwear - il progetto presentato da Beta Utensili - si divide tra i capi (giacca, gilet, pantaloni, tuta e salopette) strettamente da lavoro, tra cui si trovano il gilet attrezzato, indispensabile per avere a portata di mano gli utensili più utilizzati durante l’attività ordinaria; il pratico e funzionale grembiule, direttamente derivato dal settore delle competizioni motoristiche; gli indumenti antipioggia. Al “tempo libero” è invece dedicata la seconda parte, per chi segue la moda e ricerca gli ultimi modelli di pantaloni multitasca, bermuda e gilet.
Ciascuno può trovare la sua taglia e scegliere i colori che preferisce, l’importante, come vedremo di seguito, è controllare il capo con attenzione prima dell’acquisto.

Come valutare un articolo


La vista e il tatto sono i primi e migliori alleati nella valutazione di un capo di abbigliamento. L’utilizzo di tessuti di prima qualità è fondamentale per l’azienda Coran, quindi devono essere prodotti e tinti in Italia. Morbidezza, traspirazione del tessuto e rifiniture accurate sono i criteri che guidano nella scelta del capo. “Sono utilizzate spesso fibre tecniche che assicurano protezione dagli agenti atmosferici ma garantiscono eccellente traspirabilità. Tutto ciò confortato successivamente dalla lunga durata dei capi” aggiungono da Timberland Pro.
Naturalmente è indossandolo che se ne apprezzano le qualità, come sottolineano in Rossini Trading, per esempio le soluzioni adottate “dai rinforzi nei punti di maggiore usura, all’imbottitura sulle ginocchia, al doppio fondo interno delle tasche per una maggior sicurezza”. In seguito si valuta la resistenza ai lavaggi; quest’ultima è garantita dalla certificazione Iso 9000, che garantisce la qualità costante testata dal numero di lavaggi, presentata per esempio da Delta Plus.
In Gruppo P&P Loyal tutti gli indumenti sono forniti di certificato Oeko-Tex (il documento normativo, pubblicato dall'Associazione Internazionale per la Ricerca e Prova nel campo dell'Ecologia Tessile) e il logo è riportato nelle etichette degli articoli. Ciò significa che sono perfettamente conformi ai recenti requisiti imposti dalla nuova UNI EN 340:2004 relativamente all’assenza di ammine cancerogene rilasciate dai coloranti azoici.
Anche dalla confezione si traggono importanti informazioni, come nel caso di quella predisposta da Plano Europe che spiega le caratteristiche tecnico-funzionali con descrizioni e disegni e aiuta il consumatore nella scelta del capo giusto per taglia e funzione d’utilizzo.
Negli articoli di Kimberly-Clark Professional si trova una scheda tecnica che, tramite informazioni essenziali e grazie al supporto di una semplice simbologia convenzionale, permette di riconoscere le prestazioni e i campi di utilizzo dello specifico prodotto. Altrettanto utile è il “selezionatore tute”, una scheda a piramide contenuta nella confezione, che permette di verificare, in base ai rischi cui l’indossatore si deve sottoporre, il corretto capo da indossare.

Utilizzatori, cresce la domanda?


A seconda del luogo di lavoro e del grado di rischio di infortunio, ogni lavoratore deve indossare il capo più adeguato. Esistono quindi le varie tipologie di abbigliamento che necessariamente devono rispondere a determinate caratteristiche. Da ogni settore arrivano richieste precise e nelle aziende si possono quindi allargare i target di riferimento ampliando la produzione.
Si può comunque individuare una differenza tra l’azienda di grandi dimensioni che privilegia il capo classico identificato dal buon rapporto qualità-prezzo e le altre aziende, come gli artigiani e quelle di manutenzioni fino a 10 dipendenti, dove si cerca qualcosa di più elaborato, colorato ed ergonomico e si è disposti a spendere un po’ di più.
Un maggiore impulso alla domanda deriva anche dai numerosi infortuni che avvengono e dagli interventi legislativi in materia. Formandosi quindi una migliore cultura della sicurezza sul luogo di lavoro, i professionisti sono spinti a porvi più attenzione e le aziende produttrici devono essere pronte a soddisfare le richieste provenienti da differenti settori.
In generale si nota un aumento di richiesta dei capi certificati, che rispondono a esigenze più tecniche e specialistiche di protezione individuale del lavoratore.
E per ampliare il proprio target di utilizzatori, Siggi Confezioni ha lanciato una nuova linea di abbigliamento professionale a marchio SpannerQ, che comprende capi in grado di coniugare il comfort e la funzionalità con l’estetica e la moda.
La versatilità è la carta vincente di Timberland Pro, così i capi possono essere impiegati nei settori lavorativi più diversi.

Dettagli per richieste specifiche


Oltre che in base agli sviluppi della ricerca, i capi di abbigliamento vengono modificati e perfezionati anche per esigenze specifiche e su disegno del cliente. È il caso dell’azienda Coran, che segnala che oltre ai soliti tessuti viene ricercato sempre più frequentemente il tessuto antistatico con filamenti di carbonio.
Altro esempio di richiesta è quella ricevuta dal Gruppo P&P Loyal riguardante capi multinorma, cioè con protezione multipla contro il fuoco e l'arco elettrico, le scariche elettrostatiche e i rischi di contatto con sostanze chimiche. L’azienda ha così realizzato e certificato diversi tessuti in cotone e in misto cotone-Kermel e fibra di carbonio. “La novità dei nostri tessuti - spiegano - risiede nel fatto che sono mescolati a livello di fibra intima da cui si produce il filato con vantaggi evidenti nelle prestazioni: maggiore resistenza al fuoco, maggiore resistenza alla rottura pur in presenza di un peso minore del tessuto, maggiore antistaticità e intrinseca resistenza agli acidi in quanto il Kermel è un antiacido naturale. Il capo così realizzato non necessita più quindi dei tradizionali trattamenti superficiali che inevitabilmente lo indeboliscono, ma di per sé nasce intimamente strutturato all'interno della sua stessa trama”.
Gli studi in Plano sono focalizzati sui pesi dei tessuti e sulla costruzione di capi differenziandoli tra quelli destinati a un utilizzo principale all’interno e quelli per l’esterno.
Certamente, il miglior modo per testare i capi è provarli durante le attività e di conseguenza migliorarli. Un esempio nato dall’uso pratico, ci spiegano in Cofra, “è l'E-Care, un dispositivo che protegge l'utilizzatore dalle onde dei telefoni cellulari. Si tratta di un tessuto che assorbe e respinge le onde elettromagnetiche, annullando il 99% della potenza del segnale, inserito nelle tasche porta-cellulare di tutti i capi”.
Ma come rimodernare una tradizionale divisa industriale? A questa domanda ha trovato una risposta Siggi Confezioni con una serie di dettagli in grado di valorizzare il capo: profili colorati, abbinamenti colore, bottoni personalizzati, taschini e altri particolari.
La presenza di tasche supplementari e portattrezzi è molto ricercata, mentre Diadora Utility segnala che in alcuni pantaloni è possibile l’inserimento di ginocchiere.

Una buona esposizione per una buona vendita


Come per qualunque capo di abbigliamento, anche questi indumenti vengono presentati tramite manichini, un’occasione per “toccare con mano” la qualità dei prodotti e la loro vestibilità.
Molto importante risulta la predisposizione di corner personalizzati, oltre al classico materiale promozionale che comprende dall’espositore da banco al leaflet, dal poster alle insegne interne ed esterne, le vetrofanie ecc.
Ma vediamo qualche esempio realizzato da alcune aziende.
Il Gruppo P&P Loyal propone espositori rigidi sia in display in cartone con crowner intercambiabile, particolarmente indicati per superfici di vendita ridotte. Vantaggio del secondo modello è di poter ritirare subito il capo e, terminata la scorta, il gestore può rifornire immediatamente l'espositore in tempo reale, dato che il display dispone di uno spazio per la ricarica sul retro.
Un buon consenso da parte dei rivenditori ha ottenuto anche il progetto “Pro Center” di Plano Europe. L’offerta ha catturato l’interesse poiché prevede l’esposizione pratica e funzionale del prodotto grazie a una serie di espositori modulari e di manichini e la personalizzazione grafica del punto vendita per mezzo di supporti, non solo standard ma anche realizzati appositamente su misura.
L’espositore di Rossini Trading presenta tutta l’ampia scelta di gamma. Non solo è pratico ma è anche un veicolo di comunicazione, poiché è possibile consultare il catalogo degli articoli e avere del materiale informativo utile per conoscere maggiormente l’azienda.
Tra le novità d’impatto è la parete espositiva con spogliatoio personalizzato di Cofra, per garantire massima visibilità al marchio ed esporre i capi della collezione nel modo migliore.

Un mercato in…


Al di là delle cifre fatte registrare dalle singole aziende, che talvolta mostrano risultati molto gratificanti come il 70% nelle vendite di Cofra, e quelle che si possono prevedere (le stime oscillano da una crescita del 5 al 30%), quello che è certo è che il trend positivo degli ultimi tempi proseguirà, dal momento che gli operatori di un maggior numero di settori mostrano di ricercare e gradire capi che siano frutto di una ricerca attenta e di una progettazione accurata. A livello legislativo, precisano da Gruppo P&P Loyal, “il recente Decreto Legislativo 81/08 in materia di "tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" ha reso più cogenti alcune norme che, se pur erano presenti anche prima, nella grande maggioranza dei casi venivano di fatto disattese. Pertanto riteniamo che la richiesta di capi "certificati" aumenterà soprattutto nelle categorie più delicate ovvero capi contro il fuoco, capi per le condizioni di scarsa visibilità, insomma per tutti quei capi cosiddetti "salvavita", senza dimenticare i capi più semplici che devono poter essere indossati dai lavoratori senza rischi per la salute”.
A questo si aggiunge la considerazione di Plano Europe, cioè che “l’abbigliamento rappresenta non solo un fattore di protezione ma anche un elemento in grado di comunicare un’immagine più professionale di sé e della propria attività”.

Dalle norme all’etichetta per non correre rischi
Dal 2005, quando sono state aggiornate le norme EN 340 ed EN 471, fino a oggi i costruttori hanno potuto smaltire la produzione già a magazzino, e per questo motivo, alla luce della maggiore attenzione richiesta in tema di prevenzione e infortuni sul lavoro a seguito dell'introduzione del Decreto Legislativo 81/08, diventa molto importante per l'utilizzatore acquistare un capo che sia certificato secondo le più recenti normative. 
Un esempio che ci pone il Gruppo P&P Loyal è che “in tutti i certificati relativi a capi di 2° categoria, oltre alla normativa di riferimento, dovrà essere presente la nuova norma UNI EN 340:2004. Al consumatore basterà dare un'occhiata all'etichetta o al foglio di istruzione, che sono obbligatori per legge, e controllare se riporta la dicitura UNI EN 340:2004”. La mancanza della dicitura indica che il capo è stato realizzato molto tempo prima con sostanze ritenute pericolose o addirittura proibite. In caso di assenza di certificato Oeko-Tex, tutti i capi che portano l’etichetta UNI EN 340:2004 (quindi anche un semplice dispositivo di protezione individuale come un indumento di cotone blu), devono essere confezionati con materiali che superino la prova di rilascio di sostanze nocive per poter rientrare in tale norma.


Il marchio Oeko-Tex
La storia del marchio Oeko-Tex inizia nei primi anni Novanta in seguito all’esigenza da parte dei consumatori di avere prodotti tessili che non causassero rischi per la salute.
Oggi i tessuti devono avere caratteristiche funzionali come colori alla moda, proprietà easy-care, lunga durata, proprietà che in alcuni casi sono fondamentali data la destinazione d’uso, come nel caso dell’abbigliamento da lavoro.
Dalla collaborazione tra l'Istituto Austriaco per la Ricerca Tessile (ÖTI) e l'Istituto di Ricerca Tedesco Hohenstein, sulla base delle metodologie di controllo esistenti, è nato l'Oeko-Tex Standard 100, che rappresenta per l’acquirente la possibilità di accertare le qualità umano-ecologiche dei tessuti e uno standard di sicurezza per le aziende del settore tessile e abbigliamento per una valutazione oggettiva delle sostanze potenzialmente nocive contenute nei prodotti tessili.
L'Associazione Internazionale Oeko-Tex, composta da 14 istituti di ricerca nel campo tessile in Europa e Giappone, è responsabile delle analisi indipendenti per la ricerca di sostanze nocive secondo l’Oeko-Tex Standard 100.