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Analisi » La crisi tocca il florovivaismo italiano

La crisi tocca il florovivaismo italiano

Condividi Segnala a un amico 04 March 2009
Il consuntivo relativo al secondo semestre 2008 diffuso nei giorni scorsi da Ismea, illustra un quadro a tinte fosche per il mercato nazionale delle piante e del vivaismo.
Secondo Ismea infatti nella seconda parte del 2008 è stata registrata una “decisa flessione”. Le cause individuate sono essenzialmente tre: il fattore climatico, la contrazione generalizzata dei consumi e la “totale mancanza di programmazione delle produzioni stagionali”.

COLPA DEL TEMPO E DELLA CRISI.... E UN PO’ ANCHE COLPA NOSTRA


Il fattore climatico ha giocato un ruolo importante in quanto periodi molto piovosi si sono ripetuti in Italia per gran parte del semestre; ma il clima ci ha giocato un brutto scherzo anche in Europa: l’estate fresca e piovosa registrata nel nord Europa ha infatti danneggiato le esportazioni italiani, che sono calate del 7% nel terzo trimestre (lug/ago/set). Esportazioni che sono precipitate del 18% nell’ultimo trimestre a causa della crisi.
L’aspetto più grave è forse l’errata programmazione evidenziata da Ismea: un limite del mercato italiano che aggiungendosi a fattori esterni e non prevedibili (come la meteorologia e la crisi) ha peggiorato le performance del florovivaismo tricolore. Anziché limitarsi a invidiare tanto il “sistema olandese”, che con le Aste ha creato una macchina perfetta per il commercio, la logistica e - naturalmente - la programmazione, florovivaisti italiani e le loro tante Associazioni dovrebbero iniziare seriamente a porre rimedio a questa vaghezza. Che rischia di costarci molto cara nel prossimo triennio.
“Non vi è coesione tra i produttori - dice la relazione di Ismea - e si assiste continuamente alla carenza di alcuni prodotti e all’eccesso di altri. Un esempio su tutti è dato dai ciclamini, che rispetto allo scorso anno hanno segnato una sovrapproduzione, e dalle poinsettie risultate insufficienti nelle dimensioni medio/grandi (>14), per le quali è stato riscontrato un interesse maggiore rispetto alle taglie medio/piccole (<14) prodotte in eccesso”.
“Tutto ciò è avvenuto - spiega ancora Ismea - perché parecchi produttori hanno diminuito o eliminato le produzioni di poinsettia per aumentare quelle dei ciclamini. Il motivi in questo caso è sicuramente da ricercare nell’andamento del prezzo del gasolio di febbraio/marzo che ha sicuramente influenzato le scelte nell’inverno 2008”.
Agli errori umani si vanno poi a sommare con le imprevedibili condizioni climatiche: il settembre caldo ha infatti peggiorato la situazione causando fioriture anticipate su poinsettie e crisantemi (che peraltro hanno evidenziato un consistente invenduto).

CALANO GLI ORDINI ANCHE NEI VIVAI


Anche se sembrava un mercato al riparo da una “crisi da 27 del mese”, anche il vivaismo ha registrato un calo degli ordinativi nell’ultimo trimestre e la disponibilità di materiale nei vivai è ancora oggi molto elevata.
In calo anche le vendite all’estero, specialmente in Spagna, Francia e Germania, mentre sono in aumento le vendite nei Paesi Bassi che si stanno proponendo come mediatori di vendita verso l’Europa dell’est.

Consigliamo la lettura del rapporto Ismea che illustra anche l’analisi regionale.