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Analisi » Per gli italiani la casa non conosce crisi

Per gli italiani la casa non conosce crisi

Condividi Segnala a un amico 18 September 2009

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Pur risentendo della situazione economico/finanziaria, gli investimenti per la propria casa non conoscono battute d’arresto: è quanto afferma una ricerca realizzata dall’Istituto Makno & Consulting, di prossima pubblicazione nell’Osservatorio a cura del Centro Studi e Formazione ASSIRM (l’Associazione tra Istituti di Ricerche di Mercato Sondaggi di Opinione Ricerca Sociale) del numero 2/2009 della rivista Micro&MacroMarketing.
Secondo la ricerca quantitativa (1.800 interviste personali a domicilio condotte somministrando un questionario della durata di circa 60 minuti) in tempo di crisi gli investimenti per la casa risultano l’unico indicatore di soddisfazione di qualità della vita in costante crescita.
Negli ultimi anni, mentre tutti gli indicatori di soddisfazione di qualità della vita (dal lavoro ai consumi, dal reddito ai servizi) sono stati fermi o in perdita, quelli che riguardano la casa e l’abitare si sono rivelati in controtendenza: in una scala da 1 a 10 (in cui 1 rappresenta il livello minimo di soddisfazione e 10 il massimo) si è passati da un punteggio di 7,7 di soddisfazione per la casa del 2000 all’8,2 del 2008.
Una casa che deve essere un patrimonio economico e allo stesso tempo un investimento ‘psicologico’: un luogo in grado di rappresentare se stessi e il proprio stile di vita.
Nel 2008, alla domanda “qual è l’ambiente più importante della futura casa”, la cucina viene menzionata dal 42% degli intervistati, guadagnando 11 punti percentuali rispetto al 2007. Al secondo posto si posiziona il soggiorno col 35% nel 2008 rispetto al 42% dell’anno precedente. Anche la sala da pranzo e il bagno perdono quota (-4% l’una e -3% l’altro rispetto al 2007), e la camera da letto non presenta variazioni di interesse da un anno all’altro, mentre la camera da letto per i figli, già di per sé di scarso interesse nel 2007 (solo il 2%), nel 2008 si azzera completamente.
Gli italiani concentrano nella propria casa interessi personali polivalenti che riguardano aspetti economici, simbolici, culturali, psicologici e sociali. Non si rinuncia alla casa, ma si guarda anche all’attuale situazione socio-economica in base alla quale si definisce una nuova scala di valori: più case vengono acquistate come investimento finanziario, si afferma un maggiore utilizzo di fondi personali e si ricorre sempre meno a forme di finanziamento bancario, mentre si allunga l’orizzonte d’acquisto. Il processo d’acquisto di una nuova casa, quindi, si iscrive nel quadro generale di forte tensione economico-finanziaria.