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Analisi » Monitoraggio commercio moderno: la crisi frena lo sviluppo nel primo semestre

Monitoraggio commercio moderno: la crisi frena lo sviluppo nel primo semestre

13 October 2009
L’aggiornamento al 30 giugno 2009 del nostro “Monitor”, dedicato all’evoluzione del commercio moderno, evidenzia un rallentamento nella crescita delle “insegne”. La crisi ha colpito anche i moderni distributori?

La recessione condiziona anche il commercio moderno specializzato nel brico-garden: è questo il dato che emerge con maggior importanza dalla Monitoraggio semestrale dell’evoluzione delle insegne del commercio moderno specializzato italiano. Stiamo naturalmente alludendo alla GDS (Grande Distribuzione Specializzata) e ai Gruppi d’Acquisto, specializzati nel bricolage e/o nel giardinaggio.
Al 30 giugno 2009 erano attivi in Italia 831 punti vendita riconducibili a 25 insegne, con un tasso di sviluppo annuale del 6,9% rispetto ai 777 negozi del 30 giugno dello scorso anno.
Sottolineiamo che - pur in tempo di crisi - si tratta di una buona crescita; ma molto lontana dal +17% e +18,2% degli ultimi semestri (al 30/12/08 e 30/6/07).
Tradotto in numeri si nota meglio la differenza: nell’ultimo anno (dal 30/6/08 al 30/6/09) la rete è aumentata di 54 punti vendita, mentre negli ultimi due semestri rispettivamente di 118 e 120 negozi.
Gran parte di questi 54 negozi sono stati aperti nel 2008: solo 21 nei primi sei mesi di quest’anno (contro i 33 del secondo semestre 2008 e gli 85 del primo semestre 2008).
D’altra parte era facile intuire che non sarebbero state tante le insegne pronte a investire in un clima di forte incertezza: i progetti già avviati sono giunti all’inaugurazione e molta parte della crescita è stimolata da franchising e affiliazioni. Una formula a cui molti rivenditori indipendenti stanno ricorrendo poiché, proprio in tempi di crisi, il lavoro di “gruppo” gioca un ruolo fondamentale.

NUOVI NOMI E VECCHIE CONFERME


Una novità di quest’ultimo anno è senza dubbio la nascita di nuove insegne.
Dopo Joho e Bricoman, si sono infatti affacciate sul mercato le esperienze di Sibrea con l’insegna Italbrico e Cib (Centro Italiano Bricolage).
La prima ha inaugurato il suo primo punto vendita a Erba (CO) e ha in programma aperture in Lombardia ed Emilia.
Centro Italiano Bricolage nasce invece da una scissione avvenuta all’interno del Consorzio Puntolegno e conta su una rete di 26 punti vendita, con 2 nuove aperture in programma.
Salgono così a 25 le insegne del settore, anche se più del 50% dei punti vendita è controllato dai primi 5 players.
Le insegne che sono cresciute maggiormente negli ultimi 12 mesi sono state Tuttogiardino (9 punti vendita in più), Bricocenter (5), Punto Brico (5) e Brico Io (4).
Tra gli eventi più significativi segnaliamo l’apertura del primo punto vendita al sud (un affiliato di Benevento con 2.500 mq) di Brikò, l’insegna che per ora era presente solo in Piemonte (1) e Lombardia (3).
Il 18 aprile Viridea, affiliata di Garden Team, ha fatto il suo ingresso in Veneto, con il centro di Torri di Quartesolo (VI) su 6.800 mq. Non è il primo centro veneto di Garden Team poiché conta sull’attività di 3 centri Flover.
Obi ha riaperto il punto vendita di Piacenza (su 6.340) danneggiato da un incendio e ha aperto a Guidonia (RM) e Biella.
Il 25 giugno Self ha aperto il punto vendita di Osasco (TO) di 5.000 mq (nella foto di apertura), mentre Puntolegno ha inaugurato un interessante punto vendita a Orzinuovi (BS) di 3.500 mq.
Interessante infine lo sviluppo di Punto Brico, che ha raggiunto 4 Regioni in cui non era presente: Lombardia (con il centro di Chiari BS su 2.170 mq), Umbria (con il centro di Energiko con insegna Brico Point a Città della Pieve PG su 1.500 mq), Toscana (Sinalunga SI - 1.500 mq) e Calabria (Jonadi VV - 3.700 mq).

CRESCE IL BRICOLAGE ITALIANO


Pur condizionato dalla recessione, il bricolage italiano cresce e aumenta la sua presenza sul territorio. Mediamente in Italia ci sono 3.238 mq espositivi ogni 100 mila abitanti (+9% rispetto ai 2.955 mq del 30 giugno 2008) con picchi oltre i 5.000 mq in Lombardia, Trentino e Umbria. L’ultima della classe è la Puglia, con 1.149 mq ogni 100 mila abitanti, ma va detto che le Regioni del sud hanno fatto registrare la crescita maggiore: lo spazio a disposizione ogni 100 mila abitanti è infatti aumentato del 12% (da 1.705 mq del 30/6/08 ai 1.920 mq attuali), in linea con l’11% del nord ovest, ma meglio del 7% del nord est, del 6% del centro e del 9% di media nazionale.
Una pura curiosità statistica: da quest’anno tutte le Regioni italiane hanno superato il traguardo dei 1.000 mq ogni 100 mila abitanti (un anno fa la Puglia e la Basilicata non avevano ancora raggiunto questo traguardo).
Rispetto agli 831 negozi totali, l’affiliazione (trainata dal franchising e dai gruppi d’acquisto) rappresenta il 62% dei negozi e il 42% della superficie espositiva.