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Analisi » La protezione si veste di comodità

La protezione si veste di comodità

Condividi Segnala a un amico 24 October 2011
Fibre naturali e tecnologie all’avanguardia permettono di produrre capi di abbigliamento che siano confortevoli ma anche duraturi. Così li vogliono i clienti, attenti al design, alla comodità e al prezzo.

Talvolta sembrano capi per il tempo libero, e spesso si possono utilizzare anche a questo scopo, ma ciò che si ricerca quando si indossa un indumento da lavoro è che “resista nel tempo, che sia comodo e sicuro”, come dichiara Stefania Brotto, sales and export manager Diadora Utility. E le certezze non mancano, come spiegano di seguito le aziende di questo settore, che è sostanzialmente stabile nonostante le difficoltà nel settore edile.

L’ANDAMENTO DEL COMPARTO

A fronte di un andamento del comparto abbigliamento da lavoro piuttosto positivo non si può dichiarare che la ripresa ci sia stata, anzi, Fabrizio Bacchiavini, titolare di Ariete Group, accenna a un calo e che “specialmente nell'edilizia i consumi si sono dimezzati” e anche Roberto Viglietta, amministratore delegato di Viglietta Matteo, Vuemme, Ferramenta Sardo Piemontese, lo conferma affermando che “l'edilizia ormai da alcuni anni non sta attraversando un momento felice”.
Andrea Baita, direttore commerciale di Industrial Starter, dichiara che sono riusciti “a mantenere le quantità a fronte di un incremento sostanziale del prezzo di vendita a causa dell'impennata di quotazioni registrate dal cotone; in sintesi questo ci ha permesso di registrare un andamento positivo”. Stesso discorso in Delta Plus, dove Stefano Camilotti, direttore di filiale, afferma che “il mercato dell'abbigliamento è stato in forte crescita fino alla primavera, gli incrementi dei prezzi dovuti alle variazioni delle materie prime hanno rallentato il trend nel periodo estivo”. In Pigal si sottolinea, infatti, come “rimane molto forte l'oscillazione da un mese all'altro, nel senso che alcuni mesi vanno bene, anche molto bene, e altri male, a volte decisamente male”. Un fattore che giustifica tale oscillazione è che molte aziende hanno preferito non reinvestire nella dotazione di vestiario, come evidenzia Domenico Esposito, responsabile commerciale Italia di Cofra.
L’analisi della situazione da parte di Paolo Costa, ufficio marketing di Kimberly-Clark Professional, è che “tra luci ed ombre l’andamento continua a mantenersi sui livelli dello scorso anno con qualche sensibile segnale di ripresa che resta comunque condizionato dalla situazione economica generale. La crescita del comparto, sostenuta dalla maggior attenzione alle tematiche legate alla sicurezza grazie a normative più rigorose in materia, è sicuramente frenata dalla contrazione della produzione industriale nel nostro Paese”.

COSA CHIEDONO I CLIENTI FINALI?

Estetica e comfort sono al centro dell’attenzione degli utilizzatori secondo Alberto Minarelli, amministratore delegato di Seba Protezione, e anche quando si ricerca la novità c’è “sempre con una forte attenzione al prezzo”, dichiara Andrea Baita, direttore commerciale di Industrial Starter.
Anche Marta Roberta, responsabile marketing di Siggi Group, concorda che “attualmente gli utilizzatori pongono molta attenzione al prezzo ma nel contempo sono anche disponibili all’acquisto di nuovi prodotti. La richiesta che riceviamo è quella di proporre prodotti innovativi a prezzi contenuti. Ad essa rispondiamo continuando nella ricerca di nuovi materiali, linee e soluzioni e orientando le nostre scelte verso l’ottimizzazione del rapporto qualità/prezzo”.
Massimiliano Tomasoni, responsabile mercato italiano di Blaklader Italia, evidenzia come oltre alla comodità il capo debba essere duraturo, elementi su cui l’azienda ha sempre puntato molto, unendo “una progettazione e produzione propria, all'avanguardia per quanto riguarda i materiali e le caratteristiche tecniche di un indumento da lavoro”. E per soddisfare le diverse richieste degli utilizzatori, Beta Utensili “prosegue nel progetto di sviluppo della linea di abbigliamento da lavoro dedicata ai professionisti più esigenti aumentando il panorama d’offerta. Confermato l’utilizzo di materiali di alta qualità e tecnologia, l’attenzione al design, al taglio e all’ottimizzazione degli accessori: il risultato è una collezione di forte appeal e posizionamento di mercato assolutamente competitivo”.
Prodotti di qualità, certificati e specifici per cantieri sono proposti da Viglietta Group.
“La nostra è una produzione standard - afferma Paolo Costa, ufficio marketing di Kimberly-Clark Professional - ma capita spesso di ricevere richieste o suggerimenti per apportare modifiche tese a rendere i dpi più comodi da indossare. I nostri responsabili di prodotto raccolgono questi feedback dal mercato tenendone conto per lo sviluppo e l’ingegnerizzazione di nuove soluzioni maggiormente in linea con i bisogni dei clienti finali”. Per andare incontro alle esigenze e alle richieste della clientela, Sir SafetySystem ha messo a punto una serie di linee dai prodotti innovativi, come la serie ignifuga Flame Retardant; la serie di indumenti antistatici Polytech e Supertech, l’Anticalore con la linea Metal Splash e la serie di protezione chimica che comprende un’ampia varietà di tute, fra cui l’ultima nata Chemfor Max. Tutti capi molto tecnologici, estremamente innovativi e dalla sicurezza incrementata.
Per Stefano Camilotti, direttore di filiale in Delta Plus, “l'abbigliamento da lavoro è diventato una componente dell'immagine aziendale sia nei confronti dei dipendenti che dei clienti”.

IL COTONE MA NON SOLO

Nella produzione di Seba Protezione buona parte dei prodotti rientrano già nella categoria prodotti ecologici e si lavora su prodotti Ecolabel, dichiara l’amministratore delegato Alberto Minarelli.
Sono poche le eccezioni all’uso del cotone, la materia prima più ecologica e confortevole, in Industrial Starter: “meno eccezioni facciamo a questa regola (obbligatoria per esempio per l’alta visibilità) meglio è” dichiara Andrea Baita, direttore commerciale.
“Anche se il mercato ha cominciato solo recentemente a sviluppare la richiesta di capi ecologici - precisa Stefano Camilotti, direttore di filiale - il Gruppo Delta Plus ha sviluppato una particolare attenzione all'ambiente. A riprova di ciò, nel nostro catalogo sono presenti alcuni articoli tra cui la Safe Sophora, una T-shirt realizzata interamente in cotone biologico 100% che riduce i rischi di allergia; è fornita con un imballaggio interamente riciclabile e senza plastica”.
“A parte la tutela dell'ambiente in generale (certificazione europea Oeko-Tex) - afferma Massimiliano Tomasoni, responsabile mercato italiano di Blaklader Italia - per mentalità nordica siamo stati la prima azienda a produrre una linea di abbigliamento da lavoro in poliestere riciclato”.
Valutando però i costi, Domenico Esposito, responsabile commerciale Italia di Cofra sottolinea che “il problema è che hanno un costo più elevato dei normali tessuti che il consumatore italiano è ancora poco disposto a pagare. Fa parte della cultura del nostro Paese, che molto lentamente sta adeguandosi a questo nuovo modo di concepire i propri acquisti. In altri mercati europei, invece, tale coscienza è già più radicata e da parte dei clienti vi sono specifiche richieste non solo circa la sostenibilità dei tessuti, ma anche circa l'assoluta assenza di elementi chimici o emissioni inquinanti anche durante le fasi di tintura e di produzione del capo finito. Cofra, da sempre attenta ad una condotta aziendale orientata a preservare l’ambiente, oltre ad essere certificata ISO 14000 si impegna certificando Oeko-Tex molti dei suoi capi (il che garantisce l'assoluta assenza di elementi inquinanti nella realizzazione dei capi) e proponendo prodotti realizzati completamente in fibre tessili naturali come la maglia Denmark, composta da fibre di cotone, Modal (ricavato dalla cellulosa del legno) e soia”.

PITTOGRAMMI: UTILI E NECESSARI

Le etichette sono molto esplicite con tutte le informazioni relative alla normativa CE e per l'uso e la manutenzione corretti dei capi d'abbigliamento. “I pittogrammi - spiega Sir Safety System - sono da sempre riportati in modo chiaro innanzitutto sul catalogo prodotti accanto alla descrizione di ciascun capo, poi all’interno del capo sull’etichetta che riporta anche la norma di riferimento e in alcune serie anche all’esterno, tramite etichette in stoffa che riportano loghi e simbologie specifiche”.
In Blaklader Italia si cerca di “rendere il più semplice possibile anche questa cosa” e “ci limitiamo ad etichettare una certa linea di prodotti (quelli con la tripla cucitura) dando una garanzia a vita sulle cuciture”.
Stefania Brotto, sales and export manager di Diadora Utility dichiara che “tutti i nostri capi certificati riportano i pittogrammi come da normativa per aiutare al massimo il nostro cliente nella scelta del capo più idoneo”.
In Siggi Group, infine, ad alcuni capi della linea multi-protettiva Multipro è stato aggiunto il pittogramma dell’Arco Elettrico, che indica i requisiti dpi di 3° categoria contro l’effetto termico derivante dall’arco elettrico, e quello della normativa Atex, relativa a capi che non creano il rischio di innesco esplosione da parte di cariche elettrostatiche. “È utile a tal proposito ricordare - conclude Marta Roberta, responsabile marketing - che indossando un completo di capi con diversi livelli di protezione, il capo con il livello di protezione inferiore determina il livello di protezione complessivo. Il dpi deve infatti vestire interamente l’operatore”.