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Analisi » L'andamento del settore bricolage nel triennio 2014-2016

L'andamento del settore bricolage nel triennio 2014-2016

Condividi Segnala a un amico 12 January 2018
Competitive Data ha completato, come ogni anno, l’analisi dei bilanci delle prime 175 società di capitali appartenenti al settore della Distribuzione di Prodotti per Bricolage, per il triennio 2014-2016.  
 

Ricavi in aumento

I ricavi complessivi registrano una crescita del 5,8% nel 2016, con il Centro che registra la crescita più sostenuta (+6,7%), seguito dalle regioni del Nord Ovest (+6,2%), e dal Nord Est (+4,2%), sostanzialmente stabile invece Sud e Isole con una lieve crescita dello 0,1%.
A livello regionale la regione Lazio mostra la crescita maggiore, +10,4%, mentre invece la regione Val d’Aosta registra una flessione del 17,6%. Se guardiamo all’EBITDA le variazioni sono ancora più marcate con le regioni del Nord Ovest che registrano un aumento del 21,5%, seguite dalle regioni del Nord Est con una crescita del 10,8%, più distanziate le regioni del Centro con un aumento del 4,3%, mentre le regioni del Sud e Isole segnano una flessione del 5,28%.
Raggruppando le aziende per classi di fatturato otteniamo una crescita maggiore nel cluster di fatturato superiore ai 30 milioni di euro, con +6,4%, seguite da una variazione positiva del 5,6% dalle aziende con fatturato compreso tra 10-30 milioni di euro, sono in leggera crescita (+0,7%) le aziende con fatturato inferiore ai 10 milioni di euro.
 

Crescono gli utili e diminuiscono le aziende in perdita

Per quando riguarda gli utili, il dato cumulato del 2016 è di 133.981.000 euro, con un aumento del 66,6% rispetto al valore del 2015.
L’utile medio per regione vede la Lombardia segnare il valore più alto con 3.104.000 euro mentre la regione Piemonte registra una perdita media pari a 1.166.000 euro.
L’incidenza degli utili sui ricavi è del 2,0% nel 2016, di poco superiore rispetto all’1,3% del 2015.
Nel 2016 aumentano le aziende che chiudono l’esercizio in utile, sono pari a 136, mentre sono 21 quelle che hanno chiuso in perdita. Nel 2015 avevamo 131 aziende in utile, 24 in perdita, ed 2 in pareggio.
 

Gli indici di redditività

Aggregando i bilanci delle società che realizzano nel settore una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.
 
In calo la redditività degli azionisti
Il ROE medio nel 2016 è stato del 2,3%, in flessione rispetto al valore del 2015 (3,0%).
L’indice, che è dato dal rapporto tra Utile e Patrimonio netto, rappresenta la redditività per i soci.
 
In lieve miglioramento il ROI
Il ROI evidenzia la capacità di generare reddito operativo, cioè il risultato ottenuto senza considerare gli oneri finanziari, il reddito della gestione straordinaria e le imposte, utilizzando al meglio, e in modo efficiente, gli investimenti.
Il ROI medio è stato del 4,3% nel 2016, in lieve aumento rispetto al 4,0% del 2015.
 
Migliorano leggermente i margini sulle vendite
Il ROS è il margine operativo sulle vendite. La media del 2016 è stata del 1,1%. Questo significa che per ogni euro di ricavi, tolti tutti i costi operativi, quello che rimane sono 1,1 centesimi. Il valore è il più alto del triennio, infatti è stato dello 0,9% nel 2015, e negativo nel 2014.
Segue lo stesso andamento l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o margine operativo lordo, passato dal 3,3% del 2015 al 3,4% nel 2016.
 

Rischio finanziario stabile

Il rapporto di indebitamento, o leverage, rappresenta indirettamente la proporzione esistente tra risorse proprie e risorse di terzi utilizzate per finanziare gli impieghi ed è pari al rapporto fra totale capitale investito e il patrimonio netto, misurando il cosiddetto “effetto leva”. Nel 2016 il rapporto di indebitamento evidenzia un valore di 3,7 in tendenziale calo rispetto al 4,0 del 2015 e 4,1 del 2014, il che delinea una situazione in miglioramento, ma siamo ancora in un’area di squilibrio finanziario.
L’incidenza media degli oneri finanziari sul fatturato è stata dello 0,2%, anch’essa in miglioramento  rispetto allo 0,3% del 2015.
Il report completo e personalizzabile è disponibile all’indirizzo http://www.competitivestore.it/distribuzione-di-prodotti-per-bricolage

Competitive Data è una società specializzata nella realizzazione di ricerche di mercato e nella consulenza strategica di Marketing; i suoi servizi supportano le aziende nei processi di analisi, valutazione, e scelta, delle decisioni più efficaci e appropriate per crescere, in Italia e all’estero, attraverso una lettura intelligente dei dati, l’interpretazione dei risultati raggiunti, e l’impiego di metodologie tradizionali unite a quelle più innovative legate al mondo digitale.