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Bosch: il richiamo dell’elettroutensile

Condividi Segnala a un amico 15 June 2009
Dopo dieci anni di assenza, Davide Doda torna nel settore con un ruolo prestigioso: il nuovo direttore commerciale elettroutensili Bosch ci fa una panoramica del mercato, con un occhio rivolto in particolare al canale tradizionale della ferramenta.

Da circa quattro mesi è il nuovo direttore commerciale divisione Bosch Elettroutensili Europa del sud. Davide Doda, 44 anni, milanese, ha l’impegnativo compito di sostituire Eugenio Perrella, che per quasi 15 anni ha ricoperto questo ruolo in Bosch, e che oggi ha assunto invece l’incarico di general manager della neo acquisita Freud con sede a Udine.
Abbiamo incontrato Davide Doda per conoscere il punto di vista di chi è tornato nel settore degli elettroutensili a distanza di esattamente dieci anni dalla sua precedente esperienza nell’altro colosso del comparto, Black&Decker, di cui è stato direttore commerciale della Divisione Professionale dal 1995 al 1999.
Ovviamente l’incontro non poteva non toccare fin da subito l’argomento più delicato e al tempo stesso più attuale: la crisi economico-finanziaria che sta mettendo in ginocchio il mercato italiano e mondiale.

ELETTROUTENSILI IN SALUTE


MondoPratico: In un momento così complicato per il mercato è davvero difficile parlare di progetti, programmi, iniziative: eppure il comparto elettroutensili sembra aver resistito abbastanza bene in questi primi mesi del 2009…
Dadive Doda: È inutile girarci attorno. La crisi c’è e sarebbe miope far finta di nulla. È anche vero però che il nostro settore ha delle caratteristiche peculiari che lo rendono diverso da tanti altri. Per fare un esempio concreto, nel comparto degli elettroutensili in momenti difficili come questo spesso il calo di vendite nel professionale viene in parte compensato dall’aumento di fatturato della fetta di mercato rappresentata dall’utilizzatore hobbista. L’equazione in fondo è semplice: ho meno soldi ma più tempo libero, di conseguenza non mi rivolgo all’impresa ma svolgo da solo i piccoli lavori all’interno della mia abitazione.

MondoPratico: Qualcuno però potrebbe pensare che nel momento in cui cala il potere d’acquisto c’è maggiore propensione verso i numerosi prodotti a basso costo che affollano gli scaffali, a discapito di prodotti di qualità che si inseriscono in una fascia medio/alta di prezzo…
Dadive Doda: Tutt’altro. Proprio in un momento del genere aumenta la consapevolezza e la responsabilità del consumatore nella fase dell’acquisto. Ciò che stiamo rilevando, è proprio questa maggiore attenzione del consumatore hobbista al prodotto di marca, che garantisce un elevato rapporto qualità prezzo. Le risorse economiche sono sicuramente calate: in molti casi in passato il consumismo ha portato ad acquisti di impulso a basso prezzo, per i quali il consumatore non si poneva domande su durata e affidabilità. Oggi non è più così, e noi garantiamo prestazioni elevate nel tempo: acquistare un prodotto Bosch equivale ad acquistare in maniera consapevole. Come azienda siamo focalizzati sui nostri pilastri: qualità, orientamento al servizio, innovazione.

MondoPratico: Proprio in termini di innovazione Bosch ha sempre dato forti segnali al mercato, primo tra tutti il successo su scala mondiale della tecnologia al litio.
Dadive Doda: Il mercato determina il successo delle innovazioni, e nell’ultimo decennio l’ambito dell’utensile a batteria è stato caratterizzato dal più alto livello di tecnologia: il litio ha dato la maggiore spinta per l’innovazione, e il boom di vendite del nostro IXO, che a oggi vanta ben nove milioni di pezzi venduti grazie al giusto mix di funzionalità e aspetto estetico, rappresenta l’esempio più tangibile.

MondoPratico: Torna in Bosch dopo un’esperienza in Black&Decker lontana ormai un decennio. Quali cambiamenti ha colto nel settore elettroutensili e nell’approccio con il mercato della rivendita tradizionale di ferramenta?
Dadive Doda: Torno nel settore elettroutensili dopo un autentico “colpo di fulmine” con Bosch. Nonostante un’assenza di circa dieci anni da questo comparto devo ammettere che non ho trovato particolari differenze; ho rilevati sviluppi nella grande distribuzione specializzata, mentre nel canale tradizionale diverse realtà sono rimaste immutate rispetto al passato.
Mi sento di poter affermare che il nostro è un mercato più orientato alla evoluzione che alla rivoluzione.

MondoPratico: Non sono cambiate, invece, le differenze in termini di servizio al cliente tra la ferramenta e la gds…
Dadive Doda: Servizio e competenza sono ancora le carte vincenti della ferramenta rispetto alla gds. Il negozio di ferramenta per l’utente professionale è visto ancora come il canale di riferimento: riagganciandomi al discorso fatto precedentemente, forse l’elemento di maggiore cambiamento verificatosi negli anni è l’evoluzione di alcuni centri distributivi di ferramenta che si sono aggregati ed evoluti, adottando gli schemi e gli approcci della grande distribuzione, ma più orientati a soddisfare le esigenze dei professionisti.
Oggi è ancora un giudizio forse prematuro, ma, togliendo alcune eccezioni, vedo un mercato distinto: da una parte la classica ferramenta che punta al cliente professionista, dall’altra grossi punti vendita in cui si implementano schemi di distribuzione moderna.