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Prodac: 'l'acquariologia richiede competenza'

Condividi Segnala a un amico 23 September 2010

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Mentre il mercato pet cresce, l'acquariologia presenta performance meno esaltanti. Le cause sono tante: ce ne parla Giovanni Zanon, titolare di Prodac International.

Come ha confermato recentemente Assalco (www.assalco.it), il pet e il pet food in particolare hanno registrato interessanti tassi di crescita nel 2009, nonostante la tanto temuta crisi dei consumi. La stessa situazione non è riscontrabile nel mercato dell'acquariologia, frenato dalla mancanza di punti vendita di grandi dimensioni e soprattutto da quella specializzazione della distribuzione indispensabile per coinvolgere i consumatori.
L'acquariologia, infatti, non è semplicemente un 'mercato' ma un 'hobby, una vera e propria 'passione': per avere successo, i punti vendita non possono dimenticare questa pregiudiziale. 'Buttare' dei prodotti sugli scaffali serve a poco; meglio invece coinvolgere i consumatori con assistenza qualificata, corsi, iniziative, ecc. tipiche dei mercati 'passionali'.
Per saperne di più abbiamo incontrato Giovanni Zanon, titolare di Prodac International.

TRA CRISI E 'OFFERTA SELVAGGIA


MondoPratico: Nonostante la crisi, mi sembra che il mercato del pet italiano stia 'tenendo'. Qual è l'esperienza di Prodac?
Giovanni Zanon: Anche se storicamente l'acquariologia viene inclusa nel settore pet, il nostro mercato di riferimento è completamente diverso, come diverso è il profilo del consumatore. Tale precisazione è importantissima perché, mentre il settore pet sta 'tenendo', il nostro invece ha sofferto moltissimo negli ultimi anni e non soltanto per la crisi dei consumi, ma anche per l'offerta selvaggia di prodotti non adatti al mantenimento di pesci ornamentali.
A maggior ragione siamo molto fieri dei risultati del 2009, anno in cui siamo andati molto bene sia in Italia sia all'estero. In Italia, in particolare, grazie anche alla scelta di un'ottima rete di vendita tramite agenti, stiamo guadagnando consistenti fette di mercato Posso dire che la crisi ci ha appena 'sfiorato' ma, avendola prevista, eravamo preparati ad affrontarla. Da tempo abbiamo investito in macchinari, in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e abbiamo puntato su una nuova immagine e nuovo design nel packaging. Siamo pronti a ripartire, però abbiamo lavorato molto!

MondoPratico: Nella vostra pubblicità di Biofood avete sottolineato il rispetto per l'ambiente: quanto sono importanti i temi dell'ecosostenibilità per Prodac? C'è attenzione da parte dei dealer?
Giovanni Zanon: Dal mese di maggio 2010 tutti i mangimi Prodac International sono venduti in barattoli di plastica al 100% biodegradabile, inclusi etichetta e coperchio. Si tratta di un prodotto brevettato: un risultato ottenuto con notevole lavoro di ricerca e sviluppo e, ovviamente, notevoli investimenti finanziari.
La questione ambientale sta uscendo dalla retorica del passato per entrare nella fase operativa: sta aumentando la sensibilità delle persone verso i numerosi disastri ambientali.
I negozianti sono sempre cauti nell'esprimere la loro valutazione sulle vendite di un prodotto innovativo anche se migliorativo rispetto al passato, ma siamo molto fiduciosi nello straordinario interesse che abbiamo riscontrato nei clienti finali per questi barattoli unici, innovativi ed ecologici. Saranno loro a spingere gli acquisti e, di conseguenza, le vendite.

GARDEN CENTER O CENTRI BRICOLAGE?


MondoPratico: Mi sembra che i garden center siano il canale con le maggiori possibilità di crescita nei prossimi anni: qual è la Vostra esperienza con i garden center italiani?
Giovanni Zanon: Il garden center sono un buon canale per la distribuzione soprattutto perché sono aperti di domenica nella maggior parte dei casi e perché riescono a proporre prezzi concorrenziali. Però i prodotti per l'acquariologia non possono essere venduti senza il supporto di una persona competente. Consigliare un trattamento che riduca il pH dell'acqua non è come consigliare uno shampoo per cani, l'ecosistema dell'acquario richiede una buona competenza, quindi necessita di una persona dedicata quasi esclusivamente al settore acquariologia. Questo purtroppo non sempre avviene e in molti casi il personale non è specializzato, ha contratti a termine e un forte tasso di rotazione. Quando il settore acquariologia viene lasciato in mano al personale generico è garantito che i risultati siano pessimi, danneggiando così tutto il mercato.

MondoPratico: Anche i centri bricolage potrebbero avere buone chance di successo, specialmente nella vendita di attrezzature e petfood. In che modo potrebbe migliorare?
Giovanni Zanon: Non posso che ribadire quanto detto per i garden center facendo notare che anche la semplice attrezzatura, come un acquario, non è un contenitore per pesci o una struttura come la cuccia per il cane. Il sistema di filtraggio, il termoriscaldatore, la pompa di ricircolo il sistema di illuminazione vanno consigliati adattandoli alle esigenze dei pesci che lo andranno ad abitare; il cliente dev'essere aiutato nella scelta soprattutto se è un neofita.
Se sfortunatamente perde i pesci un paio di volte, poi abbandona completamente questo hobby e così si perde un cliente e purtroppo non lo perde solo il negozio ma il mercato stesso dell'acquariologia.
Per questo motivo la nostra strategia è di vendere i nostri prodotti soltanto in un punto vendita con personale competente e 'fisso', privilegiando, per ovvi motivi, i negozi specializzati.

E LA CULTURA DEL LAGHETTO ITALIANA?


MondoPratico: Una domanda sul giardinaggio acquatico: l'Italia sconta tradizionalmente un forte ritardo rispetto ai Paesi nord europei nel 'consumo' di laghetti. Come mai nel nostro Paese manca la cultura del giardinaggio acquatico?
Giovanni Zanon: Se il giardinaggio acquatico stenta ad affermarsi in Italia non è una questione di ritardo ma di diversità ambientale, meteorologica, lavorativa, rispetto ai paesi nordici. Dalle Alpi in su è una grande pianura che arriva fino alla Scandinavia e più del 70% delle persone ha un piccolo giardino perché possiede una casa singola; In Italia siamo ammassati lungo le coste e nella pianura padana e più del 70% delle persone vive in appartamento.
Nel nord Europa le temperature primaverili durano in pratica tutta l'estate; in Italia, soprattutto al sud, i mesi di luglio e agosto hanno temperature così elevate che obbligano le persone a restare in casa piuttosto che uscire.
La giornata lavorativa dei paesi Nordeuropei inizia mediamente dalle 8,00 alle 9,00 con orario continuato fino alle 16,00 ­ 17,00; in Italia abbiamo la pausa pranzo che obbliga le persone a uscire dagli uffici alle 18,-18,30. E questi sono solo alcuni esempi di diversità.
In questa situazione è abbastanza difficile pensare a uno sviluppo del giardinaggio acquatico nel nostro Paese, o almeno non ai livelli nordeuropei.