Accedi oppure registrati

Interviste » Quando il gardening diventa guerrilla

Quando il gardening diventa guerrilla

Condividi Segnala a un amico 07 October 2010
Pur avendo radici antiche, il guerrilla gardening nasce ufficialmente nel 1973 quando la statunitense Liz Christy fonda il gruppo Green Guerrilla per trasformare in un giardino un lotto abbandonato nell’area di Bowery Houston a New York. Oggi questo giardino esiste ancora ed è protetto dal Dipartimento Parchi di New York.
In poco più di trent’anni il fenomeno del guerrilla gardening è arrivato in Europa (dall’Inghilterra) e oggi è una realtà interessante anche in Italia, con un aumento costante dei praticanti.
Tra i tanti gruppi italiani, ci ha colpito l’esperienza dei Guerrilla Gardener (legati al blog www.guerrrillagardener.it) che, oltre a organizzare azioni sul territorio, produce una serie di interessanti prodotti e organizza corsi ed eventi dedicati ai bambini. Per saperne di più abbiamo incontrato il suo promotore, Giacomo Salizzoni.

IL GIARDINAGGIO VA ALL'ASSALTO


MondoPratico: Cosa è il guerrilla gardening?
Giacomo Salizzoni: Il guerrilla gardening, o “giardinaggio d’assalto”, può essere definito a grandi linee come un movimento proattivo che lotta contro il degrado urbano in ogni sua forma.
Le origini sono senz’altro britanniche e risalgono al diciassettesimo secolo, ma il termine vero e proprio venne coniato a New York negli anni Settanta. Tra Inghilterra e Stati Uniti diversi gruppi hanno dimostrato in varie occasioni forme di resistenza estrema alle politiche “cementificatrici” delle città, spesso prendendosi cura spontaneamente di spazi pubblici destinati al verde ma abbandonati all’incuria generale.
A metà degli anni Novanta, complice internet, il fenomeno è esploso a livello globale e ha raggiunto anche l’Italia.

Mondopratico: Come si sta sviluppando il guerrilla gardening in Italia?
Giacomo Salizzoni: Vi sono già diversi gruppi consolidati che operano a Milano, Torino, Roma, Catania e Firenze. Ma so che si sta muovendo qualcosa anche in altre città come Brescia e Bologna. Tutti i gruppi chiaramente fanno riferimento alla consolidata esperienza dei predecessori britannici e statunitensi, ma operano anche in maniera spontanea, autonoma e originale. Internet oggi ci permette di aprire le finestre sul mondo e condividere le nostre esperienze di giardinaggio metropolitano, imparando e insegnando a nostra volta.

LA GUERRILLA DIVENTA EDUTAINMENT


MondoPratico: Come è nato www.guerrillagardener.it?
Giacomo Salizzoni: Il sito-blog nasce con l’intento di condividere in maniera semplice e diretta un pensiero, una visione o un sogno comune legato al verde in città. Oltre a operare secondo le tradizionali modalità del guerrilla gardening, cioè attraverso la cura di certe aree urbane collettive, il nostro obiettivo è principalmente di educare i cittadini (soprattutto quelli più giovani) a riconnettersi con la natura e l’ambiente circostante in maniera divertente.
Produciamo e suggeriamo veri e propri giochi ecologici che hanno come protagonisti le sementi. Il sito ci permette di mostrare facilmente a chiunque le nostre esperienze e rimanere in contatto con altri blogger che si muovono in questa direzione.

MondoPratico: Nel blog ho visto le Seedbombs, le Seedcards e i Seedmatches. Di cosa si tratta?
Giacomo Salizzoni: Sono tutte idee che permettono di giocare coi semi avvicinando le persone in maniera originale al tema del verde urbano. Le Seedbombs, o “bombe di semi”, sono vere proprie bombe intelligenti. Sono composte da argilla, humus, semi e acqua in certe proporzioni e possono essere lanciate su terreni abbandonati o in un vaso di casa. “Esplodono” lentamente con l’ausilio di pioggia, tempo e calore: l’argilla garantisce la protezione dal freddo e dalle beccate degli uccelli mentre l’humus fertilizza il terreno circostante nutrendo i tanti semi contenuti all’interno di ciascuna bomba. Ha origini abbastanza antiche. Pare che le prime seedbombs, aventi solo argilla, fossero state create dagli indiani d’America: le usavano per seminare vaste aree impedendo agli uccelli di mangiare i semi. Masanobu Fukoka, pioniere della “agricoltura naturale”, fu il primo ad aggiungere humus al composto che ha dato origine alla seedbomb contemporanea.
Anche noi diffondiamo questa semplice idea producendole anche durante i laboratori coi bambini.
Le Seedcards sono carte contenenti dei semi che possono essere spezzate, interrate e fatte germogliare. La loro funzione è far riflettere sul valore che può avere una sola manciata di semi. La carta e colla usate sono completamente naturali e si disperdono nell’ambiente in maniera sostenibile. È un piccolo gesto simbolico, ma che offre un interessante spunto di approfondimento sul tema.
I Seedmatches sono “fiammiferi di semi”, cioè aventi la capocchia composta di semi invece che di zolfo. Anch’essi vanno semplicemente interrati per poi vederli germogliare.
Un altro esempio di come diversi oggetti già familiari si possono “contaminare” con i semi, che oggi il cittadino della città postmoderna si trova a dover riscoprire.
Questi oggetti vengono prodotti durante i nostri laboratori, ma ne produciamo anche per la vendita al pubblico. Al momento chi si occupa per noi della produzione è la cooperativa sociale Archimede, che si opera da tempo per l’integrazione sociale dei cittadini con particolare attenzione all’inserimento lavorativo di persone in difficoltà.

LE POSSIBILITA' DI COLLABORAZIONE CON I GARDEN


Mondopratico: Fornite questi prodotti ai garden center?
Giacomo Salizzoni: Oggi no, ma potremmo fornirli anche ai garden center previa ordinazione. Produciamo su richiesta pertanto i tempi di fornitura sono più lunghi del solito ma stiamo cercando partner per incrementare la produzione.

MondoPratico: Nel vostro blog sono illustrate alcune attività didattiche...
Giacomo Salizzoni: Abbiamo iniziato la nostra attività con dei laboratori rivolti a tutti.
Chiaramente i bambini sono particolarmente importanti per noi, perché iniziare da piccoli a giocare con la terra e i suoi frutti è un’esperienza fondamentale per la crescita dell’individuo. Finora abbiamo svolto laboratori fondamentalmente durante eventi e per iniziative o richieste private, ma stiamo iniziando a creare contatti anche con le scuole, per formare nuovi “guerriglieri del verde” fin dalle classi elementari.
Al termine dei workshop i partecipanti possono poi portarsi a casa il prodotto del loro lavoro e vederlo crescere a casa o nel proprio giardino.

MondoPratico: Queste attività potrebbero essere organizzate anche in un garden center?
Giacomo Salizzoni: I garden center stanno evolvendosi e diventano sempre più luoghi di sano intrattenimento educativo. Vedo benissimo le nostre attività in uno spazio del genere. In Inghilterra e nel nord Europa in generale mi sembra che siano molto all’avanguardia nell’aver colto questo enorme potenziale e già da tempo attrezzano i loro centri per farli essere negozi e al tempo stesso una sorta di museo. Ai bambini quindi sono rivolte una serie di esperienze sensoriali che altrimenti avrebbero difficoltà a vivere. Noi offriamo una serie di laboratori a tema: sulla preparazione delle seedbombs, delle seedcards, dei seedmatches o sull’orto appeso (una soluzione estrema per coltivatori metropolitani). Ma a seconda del caso creiamo anche progetti ad hoc, in base alle esigenze o i desideri del cliente.