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Edilizia: una crisi straordinaria

Condividi Segnala a un amico 12 April 2011
Come viene percepita la crisi dell'edilizia dal trade? Lo abbiamo chiesto ai più importanti distributori specializzati italiani: BigMat, il Gruppo Made e la società di servizi Deusitalia che, insieme, contano complessivamente 328 soci e 527 punti vendita.
di Laura Maffeis

La recessione ha investito con violenza il comparto delle costruzioni, che in Italia vale quasi 150 miliardi di euro e rappresenta nel complesso (nuovo + manutenzioni) il 12,8% del Pil. Gli investimenti in costruzioni e la produzione industriale sono enormemente diminuiti, tanto che Cresme stima che a fine 2011 il calo degli investimenti in edilizia sarà del 20% da inizio 2007.
Il peggioramento della congiuntura economica generale nel 2010 ha avuto pesanti ripercussioni anche sul trade, con un calo drastico delle occasioni di vendita nell’ambito dell’edilizia di nuova costruzione e il forte ridimensionamento della domanda per interventi di ristrutturazione.
Questo è il quadro della situazione. E per poter parlare di ripresa bisogna attendere - nella migliore delle ipostesi - il biennio 2011-2012.
Come viene percepita la crisi dal trade e come viene affrontata? Lo abbiamo chiesto ai maggiori operatori della distribuzione italiana, BigMat, il Gruppo Made e la società di servizi Deusitalia - ovvero le prime tre aggregazioni di rivenditori edili del nostro paese, che contano complessivamente 328 soci per 527 punti vendita - tutte concordi almeno su tre punti:
- la straordinarietà di una crisi che sta definitivamente cambiando il mercato,
- la collocazione della ripresa non prima del 2012,
- la necessità per il rivenditore di rivedere la propria politica finanziaria, di ripensare il proprio modello gestionale, puntando su risorse manageriali e imprenditoriali più qualificate, e di aumentare l’attenzione alla composizione del pacchetto d’offerta.


Come “gestire” l’emergenza?
“Non sono più sufficienti le consuete misure legate al mix per migliorare la marginalità, legate al magazzino per aumentare la rotazione, e alla gestione dei tempi di pagamento della clientela. E necessario poter contare, sempre di più, sulla qualità del management e sulla condivisione delle strategie aziendali, elementi chiave per salvaguardare la redditività dell’impresa. Soprattutto è necessario ripensare agli “ingredienti” della propria offerta, in termini di prodotto e di servizi, nella consapevolezza che i clienti non sono più guidati dall’impulso a consumare, ma guardano con sempre maggiore attenzione alla qualità dell’offerta”. (Alberto Bubbio, docente di Economia Aziendale alla Liuc di Castellanza)


I dati della crisi
2007-2010: investimenti in costruzioni -20% (Cresme)
2011: investimenti in nuovo residenziale -4%, recupero residenziale +0,5%, non residenziale privato -2,1%, non residenziale pubblico -6,1% (Ance)
2007-2009: compravendite immobiliari -27,9% (Agenzia del Territorio)
2008-2010: occupazione -180.000 addetti (Federcostruzioni)
2008-2010: produzione industriale - 17,3% (Federcostruzioni)



Mondo Pratico:In base al vostro punto di osservazione, a quanto rilevato dai rivenditori vostri aderenti, quanto è realistico il quadro congiunturale descritto dagli istituti di ricerca economica?

Matteo Camillini di Bigmat:
Il Gruppo BigMat segue con attenzione l’andamento del mercato delle costruzioni, a maggior ragione in periodi delicati come l’attuale. Sicuramente siamo nel mezzo di un importante calo del mercato, con un trend delle nuove costruzioni statico, in cui tuttavia, malgrado il ridimensionamento, il mercato della ristrutturazione rappresenta uno spiraglio a cui guardare. Le cause sicuramente sono da ricercare in uno scenario macroeconomico che è sotto gli occhi di tutti; tra i vari effetti, l’enorme quantità di immobili invenduti, che fa da “tappo” al nuovo. E poi pensiamo al Piano Casa, il cui auspicato effetto “volano” delle costruzioni continua purtroppo a ritardare i suoi risultati, tanto che si parla di flop.

Valerio Lermini di Deus:
Il quadro che descrivono gli istituti di ricerca è molto realistico, sia per quanto riguarda l’analisi degli ultimi anni, sia per quanto riguarda l’immediato futuro. I nostri soci sono stati testimoni, in modo piuttosto generalizzato, di una complessiva contrazione del mercato, soprattutto nell’ambito del nuovo, ma anche negli interventi di ristrutturazione, per quanto il settore del rinnovo “tenga” meglio. Le ripercussioni sul trade sono state inevitabili, si è trattato, anzi, si tratta, data la sua stringente attualità, di un fenomeno che ha riguardato l’intero paese e che ha colpito, a volte anche duramente, anche operatori che hanno mantenuto le posizioni anche in momenti di difficoltà congiunturali. Il rivenditore si è trovato impreparato di fronte a una crisi globale inedita e nessuno ha alle spalle una struttura aziendale talmente elastica da poter far fronte senza problemi alle dimensioni di questa crisi. Certo, questa congiuntura ha dello straordinario e ormai ci siamo resi conto tutti che quando si potrà assistere a una ripresa, e ci vorranno anni per tornare ai livelli del passato in termini di investimenti in costruzioni, comunque non sarà un ritorno al passato. In ogni caso siamo a una svolta, perché è l’intero mercato a essere cambiato, soprattutto dal punto di vista culturale.

Maurizio Morini di Gruppo Made:
I rivenditori aderenti a Gruppo Made nel biennio 2009-2010 hanno registrato andamenti delle vendite sicuramente non positivi, anche se con una media aritmetica leggermente meno negativa rispetto alla media di mercato. Questo per alcuni motivi fondamentali, tra cui l’adesione alle politiche di gruppo, soprattutto sul versante del rapporto con i fornitori da una parte e delle nuove merceologie dall’altra, e l’adozione di nuovi servizi di vendita per la rivendita verso i suoi clienti, spinta dalla forza vendita esterna, nonché per i vantaggi dell’integrazione logistica, da cui è possibile ottenere una fruttuosa azione di gruppo. In generale ci sentiamo di dire che per la ristrutturazione non parliamo di forte calo, ma di ridimensionamento per quanto sensibile (attorno al -5% annuo), mentre sicuramente per quanto concerne la nuova costruzione si può parlare di calo fortissimo a livello nazionale. Comunque, oltre il 10% di rivendite Made evidenzia crescite di fatturato anche nel biennio scorso, in ragione di posizionamenti innovativi e dell’estensione dell’offerta.

Mondo Pratico:È ottimistico o pessimistico collocare la ripresa già a partire da quest’anno, come prospettano gli istituti di ricerca economica?

Matteo Camillini di Bigmat:
La ripresa sarà da conquistare con grinta, energia e capacità; il 2011 non rappresenta un anno di vera svolta, forse arriverà qualche segnale positivo verso fine anno; in realtà non si parla di ripresa come ai “vecchi tempi”, ma di un nuovo mercato che ha cambiato pelle, dove molto difficilmente i volumi ritorneranno al livello precedente e nel quale gli operatori del settore sono chiamati ad aumentare il loro servizio e la loro professionalità per un cliente sempre più difficile ed esigente da intercettare.

Valerio Lermini di Deus:
Parlare di ripresa a partire già dalla fine di quest’anno è troppo ottimistico, bisognerà attendere ancora, che i mercati si stabilizzino e che i consumatori ridiano impulso alle vendite. Per questo la vera sfida per il trade attualmente è non perdere posizioni. Sarà già un grande successo se alla fine del 2011 saranno eguagliati i risultati del 2010. E dato che non si può creare la domanda se non c’è, è necessario che ogni impresa, che sia di distribuzione o di costruzione, ma anche di produzione, attui una politica di gestione finanziaria attenta e lungimirante. Nel nostro settore ci siamo per troppo tempo affidati alla “buona sorte”, quando le cose andavano bene, mettendo in campo delle ottime capacità commerciali, ma forse trascurando un po’ le capacità imprenditoriali e gestionali in senso stretto, che oggi devono stare in prima linea.

Maurizio Morini di Gruppo Made:
In generale riteniamo che sia ottimistico collocare la ripresa già quest’anno. In effetti il Piano Casa tarda mostruosamente a far vedere anche solo una parte dei pur ottimisticamente sperati effetti; per le rivendite edili l’effetto Expo Milano partirà tra 2012 e 2013; la gestione del credito sia alle famiglie che alle imprese fa ritenere dubbia la ripresa del mercato del nuovo. Possiamo stimare un contenimento del calo, con la ripartenza delle opere di ristrutturazione e una meno accentuata flessione delle nuove costruzioni.

Mondo Pratico:È vero che si costruisce meno ma meglio? Innalzare la qualità dell’offerta può costituire una strategia giusta per reagire alla contrazione della domanda? Altrimenti, quali sono secondo voi le alternative più efficaci cui il trade può attingere per arginare le ripercussioni negative della crisi?

Matteo Camillini di Bigmat:
Lo scenario di contrazione del mercato porta sicuramente a una riduzione della domanda, ma si tratta di una fascia di clientela medio/alta che ha capacità di spesa malgrado il periodo di difficoltà, quindi più esigente, attenta alle normative e consapevole che una ”costruzione” di qualità maggiore rappresenta un valore aggiunto per il proprio investimento casa. La qualità dell’offerta va innalzata, ma questo non significa ovviamente solo “prodotto” di qualità ma anche un’organizzazione basata su risorse umane sempre più specializzate e sempre più competenti; significa un aggiornamento continuo e puntuale, significa seguire i trend del mercato. La specializzazione anche in nuove aree di business rappresenta una risposta: l’efficienza energetica, il green building rappresentano un presidio di un mercato ancora limitato, ma su cui si punta a livello “global”. La vera sfida è coniugare investimenti e mercato con un’imprenditorialità a tutto tondo che deve saper investire, nonostante la crisi, ma in maniera molto oculata perché le risorse sono sempre più limitate, che deve mantenere un’attenzione spasmodica verso l’equilibrio finanziario, valorizzare e specializzare sempre più le proprie risorse umane. “Mission Impossible”? È quanto il mercato richiede e quindi dobbiamo renderlo “possible”! Le capacità imprenditoriali presenti nel nostro settore sono notevoli.

Valerio Lermini di Deus:
È vero che si costruisce meno ma meglio, ed è l’unica strategia che consente di “vendere” il bene-casa a un consumatore che ormai, anche quando non ha una capacità di spesa elevata, è disincantato. Credo che nei prossimi anni però sul mercato sarà protagonista non secondario molto “nuovo” di scarsa qualità che resterà invenduto, un po’ come oggi. E per affrontare la crisi e le sue conseguenze l’unica strada che il rivenditore edile può percorrere passa dall’innalzamento della qualità dei servizi erogati. È l’unica valvola di sfogo che abbiamo identificato e sulla quale stiamo investendo notevoli risorse.

Maurizio Morini di Gruppo Made:
Si costruisce sicuramente meglio rispetto al passato, in ragione di risparmio energetico, materiali innovativi, valutazioni avanzate di design ed estetica, vincoli e regole imposte dal pubblico. Ma rendiamoci conto - e questo noi lo sosteniamo da tempo - che ancora oggi si applicano solo in parte le innovazioni di prodotti e le soluzioni più avanzate disponibili sul mercato, perché il nostro sistema delle costruzioni è arretrato nella qualità delle sue relazioni: gli attori presenti nella filiera dialogano poco e male tra di loro e anziché pensare alla soddisfazione del cittadino cliente pensano al punto in più di margine per loro stessi. Questo dovrà cambiare se intendiamo svilupparci. Poi sicuramente la distribuzione di settore può trarre grande giovamento dall’ampliare la gamma e la qualità dell’offerta, al fine di non buttarsi esclusivamente in devastanti trattative di prezzo sui pochi prodotti noti bensì di offrire al mercato soluzioni a valore aggiunto e distintive, appaganti per progettisti, imprese edili, posatori e clienti. Oltre a ciò, la distribuzione può ampliare il proprio mercato con altre formule, soprattutto possibili laddove i gruppi organizzati possono mettere a frutto il valore dell’aggregazione, sia sul versante della vendita che sul versante della redditività.

WHO’S WHO

Maurizio Morini è Amministratore Delegato del Gruppo Made Casa.In, cui aderiscono 203 società di distribuzione di materiali edili (di cui una in Canton Ticino) con 242 punti vendita totali.www.gruppomade.com
Matteo Camillini è Direttore di Big.Mat Proma.Italia, gruppo di rivenditori edili che comprende 115 soci per un totale di 190 punti vendita. Il gruppo BigMat a livello europeo sviluppa un fatturato di 2,3 miliardi di euro. www.bigmat.it
Valerio Lermini è Presidente del centro servizi per rivenditori edili Deus, cui aderiscono attualmente 6 gruppi di rivenditori e 4 rivenditori indipendenti, per un totale di 74 aderenti e 95 punti vendita complessivi. www.deusitalia.it