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Ridurre i furti in negozio: si può

Condividi Segnala a un amico 06 May 2011

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I furti nel retail sono in calo, grazie anche all’introduzione crescente di sistemi antitaccheggio: ecco cosa ci ha detto Pierpaolo Lambrini, responsabile vendite Checkpoint Systems Italia, in merito ai furti nel nostro settore.

Checkpoint Systems, specialista nel controllo delle differenze inventariali, svolge ogni anno un’indagine sul numero e la tipologia di furti commessi all’interno dei punti vendita e della grande distribuzione.
Lo studio evidenzia che il livello dei furti nel retail nel 2010 ha raggiunto globalmente una cifra pari a 87,506 miliardi di Euro, con una diminuzione del 5,6% rispetto allo scorso anno. La riduzione delle differenze inventariali - ossia delle perdite causate da furti di clienti e dipendenti ma anche da errori amministrativi - è stata registrata in tutte le aree geografiche oggetto d’indagine e ha trovato maggior riscontro in Nord America (-6,9% rispetto al 2009).
In Italia, la percentuale di differenze inventariali è stata pari all’1,28% rispetto al fatturato del retail, con una diminuzione del 5,9% rispetto allo stesso dato del 2009. Tuttavia le perdite che i responsabili dei punti vendita subiscono sono ancora molto alte, pari a 3,205 miliardi di euro.
Confrontando i dati europei, è opportuno evidenziare due aspetti. Il primo riguarda un record positivo: dopo Turchia (-9%) e Grecia (- 6,5%), l’Italia risulta essere la nazione che ha maggiormente ridotto il livello di differenze inventariali.
Abbiamo intervistato Pierpaolo Lambrini, responsabile vendite Checkpoint Systems Italia, per scoprire l’andamento dei furti nel nostro settore e capire la recettività dei responsabili punti vendita in merito ai sistemi antitaccheggio.

Mondo Pratico: Quali sono le tipologie di furti che si realizzano maggiormente nel canale brico in Italia?
Pierpaolo Lambrini:Nel settore del fai da te/bricolage, vi sono sostanzialmente tre categorie di ladri, tutti con caratteristiche specifiche. Cominciamo con chi commette il furto d’impulso, quello del piccolo avvitatore per intenderci, che rappresenta un piccola fetta del mercato.
Gran parte dei furti nei negozi di grande distribuzione specializzata nel bricolage è invece costituita da altre due categorie. La prima è rappresentata dall’artigiano che, in un momento di difficoltà economica come quello attuale, non ha la liquidità per comprare gli strumenti utili al proprio lavoro e decide così di delinquere. La seconda è costituita invece da chi ruba per poi vendere a terzi, in maniera precisa e perfettamente organizzata.
Tra le altre fonti alla base delle differenze inventariali ci sono i furti dei dipendenti, le frodi da parte di fornitori/produttori e gli errori interni.

Mondo Pratico: C’è sensibilità e consapevolezza nel nostro settore in merito al problema taccheggio e protezione furti?
Pierpaolo Lambrini:Nell’ambito italiano si è fatto finora un lavoro soddisfacente. Nel nostro settore l’ideale sarebbe creare un gruppo di lavoro di utenti tutti dotati di sistemi di radiofrequenza. Grosse realtà straniere, come la catena inglese B&Q, già lo fanno da anni: stiamo procedendo attivamente per far lavorare insieme tutti gli attori della grande distribuzione specializzata.

Mondo Pratico: Quali sono i prodotti maggiormente soggetti a furti?
Pierpaolo Lambrini:il settore del fai-da-te subisce numerosi taccheggi durante l’anno, con importanti differenze inventariali strettamente legati ai picchi stagionali. In quest’ambito si nota ancora di più il furto dello specialista del comparto, che sostanzialmente sottrae l’utensile o il macchinario esclusivamente per lavorare.
E’ chiaro che il piccolo avvitatore, magari di design, può essere rubato anche dal cliente occasionale del negozio come furto d’impulso, mentre un articolo come il tassellatore, per ingombro fisico e caratteristiche tecniche del prodotto, può essere rubato solo da chi ha intenzione di rivenderlo a terzi o utilizzarlo personalmente.

Mondo Pratico: In che modo Checkpoint Systems interviene sul punto vendita?
Pierpaolo Lambrini:Facciamo un’attività sul punto vendita specifica per fornire dei sistemi idonei a esporre un prodotto senza rischi. Nei centri di grande distribuzione se non ci sono prodotti esposti, che i clienti possano toccare con mano, difficilmente si venderà. Il nostro compito è portare il cliente a contatto col prodotto, e a seconda della problematica realizziamo un’attività specifica tesa a far vendere di più, abbassando le differenze inventariali. E’ l’intero processo che abbassa le differenze inventariali: formazione del personale, organizzazione, dotazione. Non si tratta di un’azione spot, è un percorso continuativo.

Mondo Pratico: E il negozio tradizionale di ferramenta si sta adeguando a questo processo di protezione?
Pierpaolo Lambrini:Rispetto al resto d’Europa la situazione italiana è molto frammentata. Le catene si sono sviluppate in maniera minore rispetto al resto d’Europa, e in particolare nelle regioni del sud si lavora più col piccolo punto vendita.
Le catene di grande distribuzione di bricolage sono molto attente al problema taccheggio con un’elevata partecipazione e numerose richieste di incontri.
Altrettanto ricettivi sono i negozianti di ferramenta che conoscono i nostri prodotti, e mi riferisco soprattutto a quelli che si ispirano al modello della GD, con aree a libero servizio all’interno delle rivendite.