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Tre Emme: Think green be different

Condividi Segnala a un amico 07 September 2012
Con i suoi 30 anni di ricerca e innovazione tecnologica, attraverso il marchio Geko la marchigiana Tre Emmesi è conquistata una posizione di primo piano in tutto il mondo. Il suo successo lo deve alla costante attività di ricerca, progettazione e strategia di marketing, basata quest'ultima sulla centralità assoluta del consumatore. L'export manager Leonardo Nepi ci ha raccontato la dinamica evoluzione di questa affermata realtà di Macerata, che si è guadagnata un ruolo di primo piano nel mercato mondiale dei paraspifferi e non solo.
 
Mondo Pratico: Dalla sua nascita Tre Emme ha avuto uno sviluppo esponenziale, allargando la propria attività di produzione a diverse categorie merceologiche. Come si definisce oggi la società?
Leonardo Nepi: Era il 1982 quando Tre Emme (Manifattura Marchigiana Macerata) iniziò la sua attività come grossista di articoli destinati al settore tradizionale della ferramenta. Nel corso degli anni ha acquisito quattro aziende di produzione che si articolano in due settori principali, che vanno dalla lavorazione delle materie espanse a quelle plastiche. Grazie a queste acquisizioni, Tre Emme è diventata una holding capace di offrire una variegata gamma di articoli che ben rispondono alla domanda dei mercati nazionali e mondiali del fai da te. Ogni azienda del gruppo lavora in maniera indipendente dal punto di vista produttivo; Tre Emme rappresenta il loro centro organizzativo, di progettazione e di ricerca sulla base delle linee strategiche delineate dall’evoluzione dei mercati.
 
Mondo Pratico: La svolta della società avviene nel 2004 con la nascita del marchio GEKO. Quanto ha influito la realizzazione del brand per la vostra crescita?
Leonardo Nepi: Il processo di acquisizione di maggiori quote di mercato è dovuto in gran parte alla realizzazione del marchio GEKO, nato da un’attenta analisi di mercato e dell’offerta proposta dalle maggiori insegne internazionali del diy. La successiva implementazione di un business plan efficace ha permesso uno sviluppo orizzontale della gamma dei parafreddo, che oggi si può definire completa e capace di soddisfare le particolari esigenze del consumatore in ogni parte del mondo.
 
Mondo Pratico: Come viene distribuito il marchio e qual è la sua penetrazione nel mercato nazionale e in quelli internazionali?
Leonardo Nepi: Oltre a coprire circa il 96% del mercato nazionale della ferramenta, il marchio GEKO è presente anche nella grande distribuzione specializzata operante in Italia. A titolo di esempio, cito i vari punti vendita Leroy Merlin che propongono un vastissimo assortimento della nostra linea parafreddo. Inoltre il nostro marchio viene distribuito in diverse nazioni della comunità europea e in altri paesi del mondo come Stati Uniti, Sud America, Africa, Cina, Australia, Nuova Zelanda, Israele, Giordania. È importante sottolineare che Tre Emme gestisce una strutturata rete distributiva con la divisione “private labels” attraverso la quale i nostri prodotti (soprattutto la gamma dei paraspifferi e isolanti vari) vengono venduti capillarmente presso tutte le più importanti catene del diy mondiale.
 
Mondo Pratico: Il core business dell’azienda è rappresentato dalla linea parafreddo per porte e finestre. Com’è strutturata tale gamma e quali sono gli articoli di punta?
Leonardo Nepi: La gamma dei profili parafreddo si articola su diverse tipologie di prodotti e materiali utilizzati. La linea più venduta e conosciuta nel mondo e che risulta avere anche un giusto equilibrio tra costo ed efficienza è quella rappresentata dai profili adesivi in gomma EPDM per porte e finestre. I vari modelli (comunemente chiamati tipo E – P – D – V) si differenziano tra loro per la capacità (dovuta al loro spessore) di coprire le fessure su porte e finestre da dove passano le infiltrazioni d’aria, polvere, umidità e rumore. Oltre alla pregiata gomma in EPDM offriamo anche altre soluzioni, come i profili in PVC espanso e quelli più economici in poliuretano. Inoltre abbiamo un vasto assortimento di sottoporta adesivi paraspifferi: dai classici in PVC con spazzola fino a quelli più particolari con spazzola flessibile, ideali per superfici irregolari dove la spazzola si autoregola a seconda del dislivello della superficie.
 
Mondo Pratico: Da cosa è supportata la vostra crescita?
Leonardo Nepi: Tre Emme è il perfetto esempio di sinergia tra tradizione artigianale e industriale, ricerca e innovazione tecnologica. Sono questi i punti di forza dell’azienda che, uniti a una strategia di marketing dinamica, ci ha permesso in pochi anni di raggiungere i nostri obiettivi soprattutto in ambito internazionale. Non è dunque un caso che l’esercizio 2011 sia stato chiuso con un +38% rispetto al 2010 per il settore export e che il 2012 si possa già definire una sfida interessante che porterà sicuramente nuove soddisfazioni. Da sempre attenti alle novità e precursori di innovazioni, sfruttiamo l’utilizzo di macchinari realizzati su progetto, lanciando ogni anno sul mercato prodotti rivoluzionari che si impongono trasversalmente nel settore di riferimento, mantenendo un alto grado di competitività.
 
Mondo Pratico: Dunque ricerca e innovazione sono la vostra “mission” aziendale?
Leonardo Nepi: Esattamente, la nostra mission è innovare e dinamicizzare il mercato prima che lo facciano i nostri concorrenti. Questa strategia ci permette di mantenere una costante leadership e un notevole apprezzamento da parte del mercato mondiale. Spesso decidiamo di cannibalizzare
i nostri prodotti immettendo evoluzioni degli stessi, che siano al passo con le nuove esigenze del mercato. L’intera “orchestra” si basa sulla massima interrelazione tra i vari strumenti la nostra disposizione: ricerca, progettazione interna, collaborazione con i nostri key partners internazionali, sales team altamente professionale e soprattutto importanti investimenti riversati nelle strutture produttive. Tutto ciò ci ha permesso di essere una delle poche aziende in controtendenza rispetto agli eventi scaturiti dall’attuale crisi mondiale dei mercati.
 
Mondo Pratico: Possiamo quindi dire che, per voi, ricerca e sviluppo non solo soddisfano i mutamenti del mercato ma servono a contrastare la crisi mondiale. Qual è stata l’innovazione dominante che avete apportato agli articoli della vostra gamma?
Leonardo Nepi: L’incessante dinamismo dei mercati e soprattutto l’andamento altalenante delle materie prime ci costringono ad analizzare continuamente la nostra gamma prodotti allo scopo di trovare soluzioni efficaci che possano mantenere la loro competitività. L’esempio più importante è l’evoluzione che abbiamo apportato al nostro prodotto di punta della gamma parafreddo, ovvero GEKO Universal Evo. Fino ad oggi il profilo parafreddo di alta gamma nel settore diy era rappresentato dal profilo in silicone; l’unico problema era il prezzo, troppo alto per il consumatore finale sebbene il prodotto fosse di indiscussa qualità. La soluzione: abbiamo studiato un materiale alternativo in grado di garantire le caratteristiche fondamentali del silicone, ma con la possibilità di avere un prezzo al consumo decisamente più basso. Questo materiale è un termoplastico e offre tutte le qualità necessarie al consumatore finale: universale per tutte le fessure (da 1 a 7mm); resistente a più di 100.000 aperture e chiusure di porte e/o finestre; utilizzabile sia in inverno (contro il freddo) e d’estate (contro il caldo); durata media di 15 anni e soprattutto il materiale è riciclabile al 100%. Ma vogliamo andare anche oltre, puntando a prodotti biodegradabili.
 
Mondo Pratico: Volete quindi rendere i vostri prodotti già reciclabili anche biodegrabili?
Leonardo Nepi: Da diversi anni, Tre Emme sta studiando la possibile implementazione su prodotti di largo consumo di additivi capaci di renderne biodegradabile la struttura molecolare. Quasi tutte le materie plastiche sono definite “sintetiche” e non si dissolvono facilmente nell’ambiente. Infatti i polimeri non esistono in natura e ciò se da un lato rende la plastica utile, dall’altra crea problemi per la mancata biodegradabilità. La nostra ricerca in tal senso ci ha portati ad aggiungere in fase produttiva degli additivi: una sorta di materiali organici capaci di attivare la biodegradazione degli idrocarburi all’interno della catena polimerica. La catena molecolare del polimero attrae i microbi che si nutrono della stessa plastica. In poche parole l’aggiunta della componente biodegradabile permette al prodotto in plastica di essere distrutto strutturalmente qualora venga collocato in un
ambiente microbiologicamente ricco e attivo. I microbi infatti permettono di abbattere quelle “sintetiche” catene di polimeri in monomeri organici. L’aggiunta di sostanze nutritive invoglia
i microbi a insediarsi dentro e intorno alla plastica e ne determina la secrezione di acidi che rompono le lunghe molecole. Abbiamo notato che le soluzioni di plastiche biodegradabili con l’aggiunta di tale componente sono assolutamente compatibili per esempio con il polipropilene
(PP), polietilene tereftalato (PET), polietilene (PE), cloruro di polivinile (PVC) e molti altri tipi di polimeri.
 
Mondo Pratico: Come hanno reagito i mercati di fronte alla vostra nuova proposta?
Leonardo Nepi: Gran parte dei mercati hanno reagito positivamente, soprattutto quelli che sono da tempo trascinatori del rispetto ambientale come Germania, Austria, Svizzera e altri paesi nord europei ma recentemente anche Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Irlanda hanno dimostrato un certo interesse verso questi temi. La stessa distribuzione diy in Europa da tempo propone prodotti “green”, ecosostenibili e rispettosi dell'ambiente. Noi di Tre Emme abbiamo anticipato i tempi in questa ricerca rispetto a molti nostri competitor. Siamo riusciti inoltre a rendere diversi prodotti di punta della nostra gamma non soltanto biodegradabili, ma allo stesso tempo riciclabili, lasciando al consumatore stesso la scelta sullo smaltimento del prodotto. La scelta strategica di Tre Emme è quella di poter offrire al mercato un fai da te verde, un “concept” studiato per le nuove generazioni dove la cultura del rispetto ambientale diventerà una componente del loro stesso stile di vita, un nuovo modo di pensare: THINK GREEN, BE DIFFERENT.