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45 anni di Fitt

Condividi Segnala a un amico 20 January 2015
FITTcompie 45 anni, per la precisione compie 45 anni l’avventura imprenditoriale di Rinaldo Mezzalira, il padre di FITT, che nel 1969 fondò a Vicenza la Viplast, intuendo già allora le potenzialità dei tubi monostrato per il giardino, diventata nel 1976 Fabbrica Italiana Tubi e Trafilati, oggi FITT.
Mi permetto di dire che Rinaldo Mezzalira era una persona fuori dalla norma, e non è un caso se ancora oggi è ricordato a Vicenza come un modello imprenditoriale del self made man del Nordest. L’indomabile Rinaldo Mezzalira non ha soltanto fondato la più importante industria europea di tubi per irrigazione e per uso tecnico, ma nella sua carriera ha investito nel rilancio delle aziende orafe (come la Origon), ha fondato il quotidiano La Nuova Vicenza e la televisione libera (si chiamavano così nei primi anni Novanta) TvA, fino ad arrivare all’avventura degli aero-taxy di AlpiEagle. Un uomo che ha vissuto nell’Italia del boom industriale e con la sua genialità e coraggio ha contribuito ad aumentare il botto.
Oggi il Gruppo FITT, che comprende Faraplan specializzata nel tubo rigido, sviluppa un giro d’affari di 200 milioni di euro con 7 impianti produttivi in Italia, Francia e Polonia e una produzione di oltre 320 milioni di metri di tubo all’anno. Con un ruolo di leadership in Europa e sedi commerciali negli Stati Uniti, in Brasile, Sud Africa, Giappone, Spagna e Australia.
Ho conosciuto personalmente Rinaldo Mezzalira nel secolo scorso e ho anche avuto il piacere di passare un pomeriggio con lui per un’intervista nei primi anni Novanta, in occasione del 25esimo anniversario di FITT: scoprii in seguito che fu un onore raro, perché Mezzalira detestava i giornalisti e le interviste. Purtroppo è scomparso il 15 agosto 2007 ma alla guida di FITT è subentrato il figlio Alessandro, che in questi 7 anni ha consolidato la crescita del Gruppo riuscendo a trasformare un’azienda verticistica (o padronale, se preferite) in un’impresa manageriale. Venti anni dopo, in occasione dei 45esimo anniversario, ho il piacere di intervistare Alessandro Mezzalira e nei suoi occhi rivedo la stessa insofferenza verso le interviste di suo padre. Infatti è una delle poche che ha concesso dal 2007 a oggi.
 
Mondopratico: Il tuo ingresso in azienda è precedente alla scomparsa di tuo padre nel 2007?
Alessandro Mezzalira: Nel ‘97 ho cominciato a lavorare in Faraplan affiancando il responsabile acquisti e nel 1999, in seguito al suo pensionamento, è stato spontaneo per mio padre affidarmi questa mansione. Una responsabilità importante per 23 anni: noi viviamo di acquisti, con quasi 50 milioni di euro di investimento.
Nello stesso anno, l’1 agosto 1999, mi viene affidato anche il rilancio dello stabilimento a Fara Vicentino ed è nata l’esperienza di Faraplan, cui mi sono dedicato fino al 2007.
 
Mondopratico: Un debutto ai massimi vertici: anche tuo padre pensava che il modo migliore per insegnarti a nuotare fosse buttarti in acqua?
Alessandro Mezzalira: In Faraplan all’inizio facevo tutto io, ma ho subito sentito l’esigenza di avere dei ruoli chiave ben “coperti” in azienda. Sono stati otto anni molto difficili a tutti i livelli: perché l’impegno era totale, anche da un punto di vista psicologico. In pochi anni siamo arrivati a 40 milioni di euro in un settore che non permetterebbe grandi investimenti. Differentemente da mio padre ho sempre pensato a un’azienda manageriale: se vuoi crescere devi avere un buona struttura.
 
Mondopratico: Il tuo ingresso “obbligato” in FITT nel 2007 ti avrà portato in un’azienda molto incentrata sulla figura di tuo padre…
Alessandro Mezzalira: Mio padre amava vivere in prima persona ogni aspetto della vita in azienda, mentre io ho creduto fermamente nell’opportunità di dotarci di un pool di manager e responsabili di funzione stimolando un processo di scambio e condivisione tra i team di lavoro che prima non esisteva.
Sia in FITT sia in Faraplan abbiamo creato dei momenti di incontro e di confronto, in cui le persone potessero fare squadra: non un uomo, ma un gruppo. Questo ci ha permesso di ottimizzare molte funzioni.
 
Mondopratico: In che senso?
Alessandro Mezzalira: Molte funzioni di FITT e Faraplan erano doppie. Abbiamo riunito il marketing, l’area finanziaria, il controllo di gestione, l’It, le risorse umane. Dal 2012 ho chiesto alle persone apicali di FITT di essere referenti sempre di più anche a livello di Gruppo. Il successo è avere un’azienda che prosegue oltre la vita di una persona. Arrivare a separare, anche se non del tutto, la proprietà dall’azienda. E per il futuro, avere un manager che è in grado di gestire l’azienda negli anni, senza un “padrone”. Un gruppo di persone che condivida le scelte strategiche e prima ancora una strategia pluriennale. Mio padre invece era un autostratega.
Ho chiesto ai miei collaboratori più importanti di essere parte del Comitato Direttivo, composto da 8 persone. Abbiamo una strategia a tre anni fino al 2016 con obiettivi di fatturato e marginalità e da lì sono nati i progetti riconducibili alla linea. Una strategia che negli ultimi due anni è stata divulgata anche alle filiali commerciali e produttive all’estero.
 
FITT E IL MONDO
 
Mondopratico: Ormai FITT è un’azienda globale e che guarda sempre di più ai mercati internazionali. Scelte necessarie per continuare a crescere?
Alessandro Mezzalira: Oggi il mercato è globale: un problema in una parte del mondo, genera effetti di cambio globali. Dobbiamo creare dei processi che, di fronte a certi fatti, trovino sempre percorsi diversi e condivisi.
È quello che permette all’azienda di vivere e affrontare sfide sempre nuove, con un contesto esterno rispetto al passato molto più dinamico. La competizione è globale: o sei vivo o muori in breve tempo. Una volta si riusciva anche a vivacchiare: oggi la sfida è la concorrenza globale ed è davvero importante saper reagire in modo efficace.
 
Mondopratico: Competere significa anche innovazione…
Alessandro Mezzalira: Non abbiamo smesso un minuto di investire: il 15 agosto 2007 è mancato mio padre e all’inizio di settembre abbiamo progettato una nuova logistica di 80.000 mq da 60.000 posti pallet, integrata al nostro Sap, con acquisizione dei dati in modalità wi-fi attraverso le frequenze RFID. Una punta di diamante della logistica. L’1 gennaio 2008 abbiamo iniziato a costruirlo e in agosto era già operativo.
 
INVESTIMENTI: NON SOLO GIARDINAGGIO
 
Mondopratico: Fitt nel mondo del gardening è nota per i tubi per irrigazione e per la tecnologia Nts, ma in realtà il vostro Gruppo è specializzato nella produzione di tubi professionali per l’industria. Quali sono i settori sui cui investirete maggiormente?
Alessandro Mezzalira: Il tubo tecnico è un business molto importante, perché sta crescendo molte velocemente e anche in Europa abbiamo grande spazio di crescita, a differenza del giardino. In Europa nel giardinaggio abbiamo raggiunto quote di mercato del 70-80% nei vari mercati ed è quindi difficile crescere ancora, anche se ogni anno registriamo piccoli incrementi. Diventa importante guardare verso altri mercati.
Stiamo mettendo in discussione i vecchi paradigmi del passato, perché il mercato è diverso. In tutto il mondo è così. Per esempio in FITT abbiamo riorganizzato la struttura aziendale tenendo conto dei due principali ambiti distributivi in cui operiamo, ovvero il canale GDO e quello del B2B/wholesalers.
Quest’ultimo in particolare, dedicato al mondo dei tubi tecnici per uso industriale e seguito da mio fratello Gianmaria, nell’ultimo biennio ha registrato una crescita significativa, conquistando mercati importanti per il business aziendale.
 
Mondopratico: Dal 2013 siete presenti in Polonia. Strategia o delocalizzazione?
Alessandro Mezzalira: Non si tratta di delocalizzare: questa collaborazione a noi serve per fornire la Polonia, la Russia e l’est Europa. Con le grandi distanze l’impatto del trasporto è rilevante per il nostro prodotto: produrre vicino ai mercati di sbocco è fondamentale.
 
Mondopratico: Oltre ad investimenti continui in nuove strutture e a collaborazioni con produttori locali, quali altre strategie realizzano la crescita del gruppo?
Alessandro Mezzalira: La nostra crescita negli ultimi due anni si sta completando anche con l’acquisizione di aziende già presenti sul mercato. Questo ci consente di acquisire know how e tecnologie in modo rapido, andando a coprire aree commerciali in cui siamo poco presenti o addirittura assenti, in tempi ridotti, con costi limitati ed un impatto gestionale sicuro.
 
UN’IMPRESA MONDIALE
 
Mondopratico: Sentite la concorrenza delle produzioni dei paesi emergenti?
Alessandro Mezzalira: Direi di no. Non in Europa, ma siamo leader anche in Australia, dove c’è un impatto con la Cina molto più forte rispetto all’Italia. I cinesi fanno tubi di una qualità ancora molto bassa, con una capacità di innovazione e di personalizzazione quasi inesistente. Noi facciamo i tubi per oltre 1.100 punti vendita di un colosso della grande distribuzione nel mondo con il marchio privato e abbiamo questo rapporto perché il cliente richiede molta innovazione, ma anche perché siamo in grado di fornire un servizio.
Che non è sempre lo stesso, perché il nostro cliente è una struttura complessa con molteplici business unit e molteplici modalità di piattaforme logistiche di distribuzione: sul punto vendita, sul distributore, su piattaforma diretta, ecc. Senza contare che la GDO fino a qualche anno fa faceva stoccaggio, adesso vuole il just in time: i produttori cinesi non possono offrire questa presenza.
 
Mondopratico: Il prodotto è solo una componente?
Alessandro Mezzalira: Noi forniamo in tre giorni i prodotti in tutti i punti vendita, dal Portogallo alla Russia, su una gamma di prodotti definita che va dal primo prezzo al super top di gamma, con tutte le innovazioni del caso e gamme strutturate in 4-5 livelli. Impensabile per un cinese. “Sentiamo” la Cina soltanto quando
ci copiano!
Oggi abbiamo un concetto multiplant sia da un punto di vista produttivo che logistico. Abbiamo unità produttive in Italia, Francia e Polonia, equidistanti fra i negozi che dobbiamo servire. Poi abbiamo filiali logistiche: in Francia, in Spagna e presto anche in Polonia, dove stiamo raddoppiando la sede per ospitare la logistica. In altri paesi abbiamo distributori partner, che operano come se fossero una nostra filiale commerciale, come in Germania per esempio.
Abbiamo anche sedi in Sud Africa e negli Stati Uniti e anche lì non si sente la concorrenza dell’Estremo Oriente nei tubi da giardino. Nel tubo tecnico ancora peggio perché la qualità tecnica è espressa all’ennesima potenza.
 
Mondopratico: Quali sono i paesi in cui state crescendo maggiormente?
Alessandro Mezzalira: Fuori dall’Europa. In Australia abbiamo triplicato il fatturato. In Europa sono cresciute Francia e Germania e la Spagna non perde. Sicuramente peggio l’Italia della Spagna: l’Italia si sta impoverendo, non solo a livello di quantitativo, ma anche qualitativo e non sto parlando di cinesi. Peccato perché per noi il mercato italiano è sempre stato un fiore all’occhiello, perché parlava di qualità, che per noi è importante.
 
Mondopratico: Nel mercato del tubo per giardino quando sono importanti le private label per FITT?
Alessandro Mezzalira: Nell’economia totale, parlando di tubo giardino, abbiamo un 70% di prodotto customizzato. Il 30% è standard FITT, in alcuni mercati e nel canale dell’irrigazione professionale.
Nella GDO la customizzazione sale fino al 90%.
Come sai noi non abbiamo mai fatto una politica di comunicazione a marchio FITT, puntando invece sul marchio tecnologico, come per esempio Nts. Sui tubi customizzati per le private label c’è il logo Nts, che certifica la qualità del prodotto ed è un nostro brand. Come posizionamento di prezzo, inseriamo le nostre tecnologie brevettate dal livello medio in su. I brand delle nostre tecnologie brevettate, come Nts, sono sui prodotti delle catene tedesche, russe o statunitensi.
 
Mondopratico: Una volta la private label puntava sul primo prezzo, oggi invece si ricerca la qualità?
Alessandro Mezzalira: Le catene diy francesi sono state le prime e da cinque anni è un valore assoluto anche per le catene tedesche, che prima avevano Gardenae il customizzato sul primo prezzo. Anche in Inghilterra: prima c’erano solo Hozelocke Tricoflex, mentre oggi noi forniamo Kingfisher.
 
Mondopratico: Un’ultima domanda sulle nuove tecnologie. In che modo interferiscono nel processo d’acquisto di un tubo per il giardino?
Alessandro Mezzalira: Rispetto a cinque anni fa, quando c’era la paura dell’e-commerce, mi sembra che i consumatori si dimostrino conservativi e il “negozio fisico” adesso è rivalutato. Sicuramente è un must essere visibili su internet, però con modalità diverse da quelle che si prospettavano qualche anno fa: un’ottima vetrina per chi compra effettivamente lì, oppure per chi vuole avere una visione globale su internet e poi va nel punto vendita.
Le nuove generazioni compreranno di più su internet, mi risulta ancora difficile pensare che il futuro del commercio sarà un furgone che mi consegna ogni giorni una scatola da 3 euro, moltiplicato per miliardi di persone: penso al traffico, all’inquinamento. Ma poi mi chiedo anche, perchè no?