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E-commerce e grossista: la strana coppia

Condividi Segnala a un amico 16 November 2018
Abbiamo organizzato, presso la sede del nostro Gruppo Editoriale Collins, un incontro tra Michele Tacchini, titolare del grossista milanese Malfatti&Tacchini e vicepresidente di Assofermet, e Alessandro Samà, CEO di BricoBravo, il principale player e-commerce del comparto ferramenta-DIY in Italia. Ne è venuta fuori una interessante chiacchierata a 360 gradi sulle opportunità dell’e-commerce per il nostro settore!

Qui pubblichiamo solo un abstract dell'intervista: la versione integrale sarà pubblicata sul numero di novembre/dicembre di Ferramenta&Casalinghi e sarà disponibile nei prossimi giorni a questo link

Circa un mese fa abbiamo partecipato al Convegno Nazionale di Assofermet, in cui si è discusso dei nuovi canali di vendita a partire, ovviamente, dall’e-commerce. Parlando con Michele Tacchini, vicepresidente di Assofermet Ferramenta, è emersa la necessità, da parte di tutta la filiera distributiva, a partire proprio dai grossisti, di un’apertura verso una cultura digitale che oggi, purtroppo, ancora manca. Per questo abbiamo organizzato un incontro presso la sede del nostro Gruppo Editoriale Collins a cui hanno partecipato lo stesso Tacchini e Alessandro Samà, CEO di BricoBravo, la più importante realtà e-commerce del nostro comparto. Quella che nelle intenzioni doveva essere una classica intervista a due nomi prestigiosi del settore, dopo pochi minuti, abbandonata la scaletta delle domande, si è trasformata in una piacevole e interessantissima chiacchierata in cui sono emerse le grandi opportunità che offre l’e-commerce e, parallelamente, i reali rischi che corrono i retailer che, oggi, stanno sottovalutando questo aspetto.
 

MondoPratico: Alessandro, se parliamo di e-commerce in Italia nel settore ferramenta-DIY sei, con tutta probabilità, la voce più autorevole. Qual è lo stato dell’arte attuale?

Alessandro Samà: Senza usare troppi giri di parole, vengo subito al dunque: in Italia manca la cultura digitale. E, nel nostro settore, questo problema è ancora più accentuato. Sono pochi i retailer preparati e pronti a un update del proprio lavoro, anche se, a loro parziale discolpa, va detto che le prime barriere non vengono poste da loro.
 

MondoPratico: E da chi, allora?

Alessandro Samà: Le prime barriere arrivano dai fornitori, che non riescono a fornire una struttura adeguata al rivenditore per la vendita online. L’e-commerce sta diventando il peggior incubo delle ferramenta ma, ribadisco, il problema va ricercato a monte: i fornitori sono pronti? Io personalmente seleziono i fornitori non più per il prezzo, ma per il livello di servizio che offrono. Tante aziende fornitrici usano in maniera distorta l’espressione “facciamo online”, perché ti garantisco che in media non sono per niente pronte a questo passaggio.
 

MondoPratico: Se i negozianti sono disorientati e i fornitori sono impreparati, come se la passano i grossisti?

Michele Tacchini: Direi che non se la passano tanto meglio, anzi! Da vicepresidente del sindacato Ferramenta di Assofermet ti assicuro che la maggior parte dei miei colleghi grossisti è ancora completamente a secco in fatto di “cultura digitale”. E il fatto che siano solo pochi quelli ad aver già affrontato questo passaggio conferma che siamo già in ritardo e rischiamo, in un futuro neanche troppo lontano, di venire tagliati fuori dalla catena distributiva.

Alessandro Samà: E aggiungo anche che tutto ciò è paradossale, perché questa rivoluzione digitale dovrebbe vedere come protagonisti proprio i grossisti, capaci di inglobare le ferramenta e sviluppare un sistema unico. Se non succederà, i fornitori, ovviamente mi riferisco a quei pochi che a oggi hanno fiutato il business, non avranno problemi a scavalcarli e, come dice giustamente Michele, a tagliarli fuori dalla filiera. E’ questo che i grossisti non hanno ancora capito e stanno anche sottovalutando un altro pericolo imminente.
 

MondoPratico: A cosa ti riferisci?

Alessandro Samà: Secondo i dati che circolano, il tradizionale rappresenta ancora circa il 60-65% del nostro mercato, mentre la GD occupa il 30-35%. La piccola fetta del rimanente 5% è proprio quella che spetta all’e-commerce, che è in ascesa e sta rosicchiando quote di mercato, con un’enorme differenza rispetto alla GD. Quest’ultima, infatti, per imporsi nel nostro Paese e guadagnare mercato a discapito del tradizionale, ha dovuto produrre negli anni piani strategici con grandi investimenti economici. Oggi il pericolo arriva sempre dall’estero, come quando è sbarcata la GD in Italia, magari rappresentato da un big retailer straniero che non porterà ricchezza né investimenti, perché potrebbe spedire tutto dall’estero senza alcuna necessità di prendere il prodotto in Italia e creare infrastrutture in Italia. E a quel punto quali saranno le armi del tradizionale per resistere a questo attacco?

L'intervista integrale sarà pubblicata sul numero di novembre/dicembre di Ferramenta&Casalinghi e sarà disponibile nei prossimi giorni a questo link