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Il boom dell’orto: allunga la vita e salva le tasche

20 March 2009
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L'ecosostenibilità, gli stili di vita naturali e una maggiore attenzione alla qualità della vita e degli alimenti sono trend che ormai si stanno ben affermando anche presso i consumatori italiani.
Non deve quindi stupire la crescente attenzione degli italiani (e quindi dei media) verso l’orticoltura. Abbiamo letto in questi giorni sui giornali che il Papa ha un orto biologico nei giardini Vaticani, che Michelle Obama lo ha imitato alla Casa Bianca, che fare l’orto allunga la vita, che in Inghilterra finanzieranno la nascita di 2012 nuovi giardini entro il 2012, anno delle Olimpiadi di Londra. Il progetto Capital Growth è sostenuto dall’amministrazione londinese, che incentiverà economicamente i cittadini al fine di riqualificare aree verdi abbandonate della città e convertire i tetti delle case in veri e propri orti cittadini. Il sindaco di Londra vuole promuovere la coltivazione di cibo kmo O, combattere l’aumento dei prezzi e salvaguardare l’ambiente. Anche il National Trust, in Gran Bretagna, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi di lattuga.

LA VERA “FILIERA CORTA” DELLA QUALITA’


L’orto domestico è la vera “filiera corta di qualità”: è più ecosostenibile dei farm market e del km O. L’orto domestico è il “metro O”.
I centri giardinaggio americani, australiani e nord europei hanno già ampliato da tempo l’offerta verso l’orticoltura e la frutticoltura, diventando i “guru” dei loro clienti. Come ci ha spiegato John Stanley negli Stati Uniti funzionano benissimo i reparti “Grown & Cut” (coltiva e taglia) in cui le piante orticole vengono vendute già con i frutti sviluppati: piante con pomodori che il consumatore può già cogliere la sera stessa.
“Se in Italia sono sempre più numerosi i comuni che mettono a disposizione piccoli appezzamenti da assegnare per la coltivazione soprattutto a pensionati, negli Stati Uniti l'orto in terrazzo sta appassionando - spiega Coldiretti - l'upper class con insalate e pomodori che crescono anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston”.
Perché l’orto si può fare in un giardino ma anche su un terrazzo o un semplice balcone, poiché il mercato offre moltissime varietà (nane e non) adatte per la coltivazione in vaso: cetrioli, melanzane, peperoncini, pomodori, fagiolini, ecc.
“Non so se è vero, come sostiene una ricerca dell’Università di Uppsala, che coltivare un orto o un giardino allunghi la vita - ha scitto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, il 19 marzo sulla Repubblica -, ma è certo che potrebbe rivoluzionare in positivo le nostre abitudini alimentari e innescare processi virtuosi dalle ricadute che andrebbero molto al di là della nostra casa o del territorio di cui si fa parte. Ci voleva Obama per aprirci gli occhi? Ben venga, a patto però che quegli occhi restino bene aperti, e questo sta solo e soltanto a noi renderlo possibile”.

UN ITALIANO SU QUATTRO


Secondo un’analisi di Coldiretti su dati Istat, in Italia quasi 4 italiani su dieci (il 37%) si dedica al giardinaggio e alla cura dell’orto. Un hobby che coinvolge indifferentemente maschi e femmine. Molto diffuso al nord come in Veneto, Valle d'Aosta, e Friuli Venezia Giulia dove interessa oltre il 50% delle famiglie e meno nel sud dove si scende su valori inferiori al 25%.