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Cina: il fai da te non prende piede

Condividi Segnala a un amico 20 April 2011
Le grandi catene bricolage internazionali che hanno tentato la conquista del mercato cinese stanno facendo retromarcia: i cinesi - un po’ come gli italiani - non hanno alcuna esperienza o preparazione tecnica per affrontare gli interventi di miglioramento domestico e preferiscono affidarsi ai piccoli artigiani, che si accontentano di compensi molto bassi.
“Il fai da te non è popolare in Cina - ha spiegato Shaun Rein, direttore di Cina Market Research Group, al giornale Taipei Times -. La sensazione è che in Cina chi fa il bricolage venga giudicato come un contadino: non il robusto e virile bricoleur comunicato dalle insegne statunitensi”.
Nonostante la crescita del mercato (nel 2009 le vendite di bricolage sono cresciute del 15% per un giro d’affari di 100 miliardi di dollari), molte catene occidentali stanno rivedendo i propri progetti di sviluppo: B&Q nel 2009 ha chiuso 22 dei suoi 63 negozi, Home Depot è entrata in Cina nel 2006 e ha già chiuso quasi la metà dei suoi centri (ne sono rimasti 7) e il gruppo francese Saint Gobain nello scorso marzo ha chiuso tutti i suoi negozi di materiale edile La Maison.