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Axel premia i migliori

Condividi Segnala a un amico 12 September 2011

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Ancora una volta l'uomo è al centro del progetto Axelgroup e del suo piano di sviluppo, elemento indispensabile e sempre più riferimento per coloro che vorranno seguire il gruppo da protagonisti.

Il riconoscimento è un momento che suscita forti emozioni, dal quale trarre le energie da reinvestire per il futuro e al tempo stesso è un momento di aggregazione: l'uomo si sente parte integrante di un gruppo di lavoro affiatato e quindi unico. È un'affermazione forte ma assolutamente calzante con quanto organizzato da Axelgroup durante la kermesse di tre giorni itinerante sul territorio italiano alla quale ha partecipato l’intero gruppo. Palermo, Foggia e Reggio Emilia: sono queste le tre tappe che hanno dato il via alla campagna autunno/inverno di Axel Group, e che ha avuto il suo momento clou nella tradizionale premiazione della forza vendite di ogni socio Axel e nel riconoscimento del III premio Paolo Bernardinello per il miglior agente nazionale. Il Presidente Biagio Delle Cave, soddisfatto per l’ottima riuscita degli eventi, ha dichiarato: “La nostra crescita passa assolutamente attraverso i nostri uomini; la consapevolezza che ognuno di noi ha raggiunto nel sentirsi parte integrante di questo gruppo è la vera leva che ci porterà verso nuovi traguardi. I nostri venditori stanno profondendo il massimo in un anno difficile ma le soddisfazioni raccolte ci ripagano. Siamo certi che possiamo fare ancora molto, se lavoriamo con ulteriore determinazione, volontà e condivisione comune”.
“In un momento particolare come questo - commenta la Direzione del Gruppo - dove quella che era stata definita “crisi” è diventato il nuovo modo di lavorare nel mercato, (un contesto sempre più veloce, aggressivo, in certi momenti addirittura bulimico) il poter contare su un gruppo forte di persone che quotidianamente opera nel territorio è importante. Da tre anni ricordiamo il nostro amico Paolo, scomparso prematuramente, premiando un collega con un premio che porta il suo nome. È un gesto importante, che dà il metro del nostro essere squadra, del ricordarsi e contarsi tutti, uniti. Non è un approccio facile, ma solamente perseguendo con questo spirito, con la volontà di spogliarsi delle proprie divise e indossare la stessa maglietta, si potrà guardare al domani da vincenti. Perché questa è la nostra ‘benevola’ condanna: crescere, crescere, crescere”.