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Maurer e la Nazionale di rugby, un binomio che continua

Condividi Segnala a un amico 22 April 2015
Anche per il 2015Maurerha deciso di associare la propria immagine a quella della nazionale di rugby, una squadra che si è conquistata nel tempo le simpatie dell’opinione pubblica e che nell’immaginario collettivo rappresenta l’immagine dello sport “pulito”. Siamo stati ospiti di Maurer per il match finale della manifestazione, contro i fortissimi gallesi.
Maurer, il marchio degli attrezzi da lavoro di proprietà del gruppo Ferritalia, da sempre associa la propria immagine ai più importanti eventi sportivi. Da alcuni anni la scelta è ricaduta sulla nazionale italiana di rugby, una squadra che attraverso l’impegno e la serietà si è ritagliata uno spazio tra le grandi di questo sport. In questo senso la crescita dell’Italia del rugby è paragonabile a quella di Maurer, un marchio che “gioca” in un mercato tradizionalmente appannaggio di pochi colossi del settore, ritagliandosi il suo spazio grazie alla propria qualità. Lo stesso succede per la squadra nazionale di rugby, che da alcuni anni si è affacciata al mondo dei “grandi” conquistandosi il titolo di disputare il “Sei nazioni” e andando a scontrarsi regolarmente con le big del continente australe.

L’Italia sta conquistando sempre più credibilità in uno sport che da sempre è stato dominato da una decina di nazionali che sembravano inarrivabili. Ma con il cuore, la grinta e la serietà sta costantemente recuperando un gap tecnico che pochi anni fa sembrava incolmabile. Ogni anno l’Italia comincia il Sei Nazioni con l’obiettivo di dare del filo da torcere a tutti e puntualmente questo risultato viene centrato. E l’impegno e la grinta che vengono messi per arrivare a questo traguardo sono riconosciuti da tutti, tifosi, avversari e critica, come il grande valore aggiunto di una squadra che si confronta costantemente con i propri limiti.
Questa immagine è molto simile a quella che ha oggi Maurer nel mondo della ferramenta. Un marchio affidabile, che garantisce la possibilità di fare il proprio il lavoro al meglio e che spesso si confronta sullo scaffale con concorrenti dai nomi altisonanti. Maurer è il frutto di un lavoro di squadra, quella dei distributori Ferritalia, che sostengono i loro prodotti con gli investimenti e politiche commerciali mirate, nella convinzione di poter guadagnare costantemente fette di mercato sempre più importanti.
Ma soprattutto Maurer, proprio come la nazionale italiana di rugby, si è saputa guadagnare la stima dei suoi avversari, che riconoscono nel marchio con il bulldog, un concorrente pericoloso, ma leale, di cui avere il giusto timore, ma sempre da stimare.

Italia-Galles è stata ancora una volta una festa dello sport, in una Roma finalmente primaverile. Le squadre avevano obiettivi diversi, l’Italia aveva sostanzialmente già vinto il proprio torneo con il successo in Scozia nella terza giornata, ma cercava un’affermazione casalinga di prestigio dopo la pesante sconfitta rimediata da una Francia che sembrava più alla portata.
Il Galles invece si è presentato a Roma con ottime chance di vincere il torneo e aveva bisogno di una vittoria larga per superare i rivali irlandesi nella differenza punti. Il primo tempo sembrava poter assecondare le speranze italiane, gli azzurri infatti sono riusciti a replicare punto su punto agli attacchi gallesi e sono andati a riposo sul 13-14. Ma all’inizio della ripresa i gallesi sono riusciti a trovare due mete, per complessivi 14 punti, nel giro di 10 minuti e a quel punto la partita è cambiata. Per l’Italia la vittoria di “prestigio” appariva sfumata, mentre i dragoni continuavano a spingere sull’acceleratore, galvanizzati da un punteggio che li incoraggiava. L’Italia però non si è mai arresa e anzi, nei minuti finali è riuscita a realizzare un’ultima meta che ha fissato il risultato sul 20-61 per i gallesi e ha contribuito a far tornare il trofeo a Dublino per il secondo anno consecutivo.


La vittoria con la Scozia
Il punto più alto del Sei Nazioni 2015 è stato sicuramente la vittoria con la Scozia a Murrayfield, il terribile stadio di Edimburgo fortino della nazionale britannica.
Al termine di una partita epica, sempre giocata sul filo dell’equilibrio, la nazionale italiana è riuscita a portare a casa una vittoria di misura utile ad evitare il temuto cucchiaio di legno (il simbolico trofeo assegnato alla squadra che perde tutte le partite del torneo), ma anche a invertire una tendenza di risultati che ultimamente sembrava un po’ in calando.
L’Italia pur giocando complessivamente meglio, sembrava incapace di monetizzare la propria superiorità tecnica, ma gli ultimi dieci minuti della partita hanno ribaltato il discorso.
Per tutta la partita gli azzurri hanno faticato a trasformare in meta le tante buone giocate, mentre hanno subito quasi ogni volta che gli scozzesi si sono affacciati dalle parti della loro linea di meta. Sembrava che l’Italia fosse destinata a sciogliersi nel finale, come altre volte gli era capitato quando ad una buona prestazione iniziale non si abbinava un risultato altrettanto positivo, e invece gli ultimi dieci minuti del match sono stati un esempio di tenacia e intensità come se ne sono viste raramente. Gli azzurri hanno schiacciato gli scozzesi a ridosso della propria area di spingendoli con la mischia ad un passo dal capitolare. Ma gli avversari sembravano poter resistere, fermando per almeno tre volte l’azione italiana a pochi passi dall’agognata meta. Invece ad ogni tentativo fallito l’Italia ripartiva ancora più a testa bassa, senza mai perdere la lucidità necessaria per costruire una spinta di squadra e all’ultimo secondo finalmente la meta è arrivata e con essa il sorpasso per il 20-19 finale.