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Analisi » Dare vita a un punto vendita con un arredo funzionale

Dare vita a un punto vendita con un arredo funzionale

Condividi Segnala a un amico 02 February 2011
Oltre ad arredare secondo determinati criteri, le componenti che costituiscono un punto vendita sono studiate per comunicare un’immagine. Le soluzioni cercano quindi l’equilibrio tra attrattiva e funzionalità.

Dare movimento all’allestimento del punto vendita significa scegliere l’arredo più adatto alle merceologie proposte, modernizzarlo per rendere più facili le vendite, ma anche mantenere una certa “tradizione” per creare quel luogo familiare in cui molti clienti si riconoscono.
Naturalmente è partendo dal target di riferimento di un punto vendita che è possibile stabilire quale sia la soluzione migliore d’arredo, quindi procedendo in un lavoro di collaborazione con il cliente.
E il progetto che viene implementato deve tener conto di ogni particolare: dalla tipologia di materiale da immagazzinare ed esporre nel punto vendita alle eventuali aggiunte di prodotti che possono essere decise con il passare del tempo.
Ottimizzare è la parola chiave di ogni progetto di allestimento, tanto da essere considerato spesso un vantaggio competitivo.

PARTIAMO DALLA SCELTA DEI MATERIALI


Se C&C Arredamenti Metallici predilige scaffalature in ferro, James Cowell, marketing manager di Cefla Arredamenti Group spiega che la proposta d’arredo per i punti vendita bricolage prevede due tipologie di scaffalature. “Secondo la tipologia di negozio e merce esposta - prosegue James Cowell - possiamo sviluppare delle proposte con sistemi ad alta portata e ottimizzazione dello spazio, oppure privilegiare il merchandising con scaffalature di altezza più bassa.
Nella maggioranza dei casi combiniamo e integriamo le due tipologie. Il materiale principale è la lamiera; vengono inoltre abbinati altri materiali, in particolare legno che contribuisce a creare l'ambientazione del punto vendita, sia esso Hard o Soft Brico.
Nel mondo degli accessori poi possiamo utilizzare il filo metallico, il pet riciclato oppure l’illuminazione (led o tradizionale) per sostenere l’approccio merchandising dell’insegna. Una cura particolare è posta alla comunicazione integrata nelle scaffalature, tramite porta cartelli, porta prezzi, pannelli per segnalazioni didattiche sui prodotti ecc.”.
Parlando degli interventi annuali sul punto vendita, per C&C Arredamenti Metallici sono una trentina, suddivisi tra 10 nuove aperture e 20 riammodernamenti.
Cefla Arredamenti Group durante quest’anno ha realizzato circa 40 punti vendita bricolage completi, della grande distribuzione specializzata di medie e grandi dimensioni, cui si aggiungono diversi punti vendita nel canale privato grazie ai propri rivenditori specializzati. E le nuove aperture si stimano intorno al 60%.

RIVENDITA TRADIZIONALE E GD: QUALI SONO LE ESIGENZE?


Molti sono i motivi che portano alla scelta di un determinato arredo per il punto vendita e certamente la tipologia di cui si tratta crea ulteriori differenze.
Ben si comprende quindi come le esigenze di una rivendita tradizionale siano diverse da un punto vendita della grande distribuzione.
Precisa però James Cowell, marketing manager di Cefla Arredamenti Group che “obiettivo di entrambi è quello di ottimizzare gli spazi, le soluzioni di esposizione e l’ambiente del punto vendita. Nella rivendita tradizionale è importante integrare l’arredo all’interno di un’offerta completa per il punto vendita e dare un buon servizio. L’area del bancone e lo stoccaggio sono chiavi per il successo del punto vendita, oltre alla disposizione razionale dello spazio. Nella GD siamo chiamati a privilegiare gli aspetti della scelta, la massificazione del prodotto (e quindi lo stoccaggio) la stagionalità e il self service, attraverso la comunicazione e il layout distributivo”.
Cefla ha quindi puntato all’introduzione di soluzioni che permettessero una riduzione dello spazio occupato dall’arredo e il miglioramento della comunicazione sul punto vendita.

Tutto ciò che non è “scaffale”: l’offerta di Geck
In un punto vendita anche i particolari sono molto importanti e così nell’ambito degli accessori per l’arredo dei punti vendita abbiamo raccolto il contributo dell’azienda Geck.
Elisa Macchiavelli, responsabile vendite Italia, ci racconta che Geck effettua in Italia più di trecento interventi all’anno e che nel 60-70% dei casi si tratta di nuove aperture e il restante sono rinnovi o ri-allestimenti.
L’offerta è molto ampia: dai ganci, supporti e appenderia agli stender per il tessile, i cesti, i tavoli e le bancarelle per le zone promozionali e bazar, gli espositori e i display, fino a tutti gli accessori in plastica (portaprezzi e portaetichette). Si completa la proposta per il punto vendita con la cartellonistica, piantane, pedane, reti per testate con i relativi ganci, e i carrelli per la spesa e per il trasporto interno.
Il filo metallico e la lamiera in tutte le sue declinazioni, la plastica, l’acrilico e anche il legno sono i materiali maggiormente utilizzati per questi prodotti, ma quello privilegiato è il filo, che l’azienda lavora da molti anni.
Parlando dei vari canali di vendita, Elisa Macchiavelli spiega che “nella GDO il rapporto con il cliente è meno stretto e personale, quindi è più forte la richiesta di supporti all’informazione e alla didattica; ad esempio sono molto richiesti i supporti porta-info, le piantane porta-cartello, i porta-prezzo, e tutto quanto serva a comunicare in maniera immediata, veloce, ma soprattutto visiva con la propria clientela. Nella rivendita tradizionale la comunicazione è di tipo personale, ci si affida alla parola detta invece che scritta, al “sentito”, nel senso di udito e raccontato, e non al “visto”; la comunicazione è affidata direttamente al personale di vendita e quindi è più ridotta l’esigenza di questo tipo di supporti “visuali””.