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Il DIY vs il DIFM in Europa e in Italia

19 March 2026
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Nel settore europeo del miglioramento della casa (home improvement), si osserva da tempo una dinamica interessante tra due approcci opposti: il DIY (Do-It-Yourself), ovvero il fai-da-te, e il DIFM (Do-It-For-Me), che prevede l'affidamento dei lavori a professionisti.

L'evoluzione del mercato: dal calo alla ripresa

Analizzando i dati storici, emerge un quadro chiaro:

  • Prima del 2019: Il settore registrava una crescita costante del modello DIFM. L'invecchiamento della popolazione e la minore propensione delle nuove generazioni ai lavori manuali spingevano i consumatori a rivolgersi a professionisti.

  • L'effetto Pandemia: Il COVID-19 ha invertito bruscamente questa tendenza. Nel 2020, il DIY è balzato al 62%, mentre il DIFM è sceso al 37% circa. Questo è accaduto perché le persone, passando più tempo in casa e avendo difficoltà a reperire ditte disponibili, hanno iniziato a occuparsi personalmente dei piccoli lavori.

  • La situazione attuale (2024): Il mercato sta cercando un nuovo equilibrio. Il DIFM è in lenta ripresa (risalito al 39,3%), ma il fai-da-te mantiene ancora la quota di maggioranza col 60,7%.

I fattori che influenzano la scelta

La decisione tra fare da sé o chiamare un esperto dipende da diversi fattori chiave:

  1. Competenza e Fiducia: Chi si definisce un "ristrutturatore esperto" tende a fare tutto da solo nel 76% dei casi. Al contrario, tra chi non ha esperienza, meno della metà si avventura nel fai-da-te.

  2. Costi e Carenza di Manodopera: L'aumento dei costi dei professionisti e la difficoltà nel trovarli disponibili in tempi brevi continuano a spingere molti consumatori verso il DIY, anche per necessità.

  3. Differenze Geografiche: L'Europa non è un mercato omogeneo. La Germania guida la classifica del fai-da-te (oltre il 70%), seguita da Austria e Francia. L'Italia, storicamente, ha sempre mostrato una propensione maggiore verso il DIFM rispetto alla media europea, pur avendo visto un incremento del DIY negli ultimi anni.

Non è una sostituzione, ma una diversificazione

L'idea che il DIFM stia semplicemente sostituendo il DIY è errata. Stiamo assistendo piuttosto a una diversificazione. Molti consumatori oggi scelgono una via di mezzo: gestiscono parte del lavoro da soli e si affidano a piccoli artigiani o aiuti informali per le fasi più tecniche.

Per i produttori e i rivenditori di materiali edili, è fondamentale capire che il consumatore moderno è ibrido. Le strategie di marketing non devono più rivolgersi solo al "privato" o solo al "professionista", ma devono intercettare quella vasta fascia di utenti che cerca soluzioni facili da installare (per il DIY) o servizi di installazione integrati (per il DIFM).