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Come cambia la GD brico-garden nel 2026: tutti i numeri dei negozi in Italia!

28 August 2026
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Il network dei negozi legati ai gruppi distributivi organizzati e specializzati nel DIY e nel gardening conferma una certa stabilità anche quest’anno.
Ecco tutti i “numeri” delle catene e dei consorzi aggiornati al 30 giugno.


L’universo dei retailer specializzati nel bricolage e nel giardinaggio legati alle grandi catene e ai consorzi prosegue il suo processo di  ridimensionamento anche nel 2026. È una tendenza iniziata nel 2023, quando il totale dei negozi è sceso da 1.206 a 1.010, per poi proseguire nel 2024 e nel 2025, rispettivamente con 978 e 955 store.
I dati aggiornati al primo semestre del 2026 ci parlano di 950 punti vendita totali: 743 sono centri bricolage (erano 753 a fine 2025) e 207 tra
garden center e agri-garden (erano 202).
È interessante rilevare che il totale delle superfici espositive ha invece una tendenza positiva: al 30
giugno 2026 si tratta di 2,553 milioni di mq, con una crescita semestrale dell’1% e dello 0,54% rispetto al primo semestre 2025. Ciò significa
che i negozi aperti nel 2026 avevano superfici espositive maggiori rispetto a quelli “chiusi”. Usiamo le virgolette poiché in realtà nella maggior parte dei casi non si tratta di vere e proprie chiusure, ma di negozi che hanno interrotto contratti di franchising con le grandi insegne o di affiliazione con i consorzi, proseguendo l’attività come negozi indipendenti.

L’ITALIA DELLA GDS

Analizzando soltanto i centri bricolage – che sono il concept più numeroso – segnaliamo che più della metà dei negozi (54%) è ubicata nell’Italia settentrionale, il 32% nel nord-ovest e il 22% nel nord-est, percentuali che salgono al 58% se analizziamo le metrature espositive.
La regione che ospita il maggior numero di centri DIY è nettamente la Lombardia, con 139 negozi, seguita dal Piemonte (76) e dal Lazio (66).
Anche analizzando il totale dei punti vendita (brico+garden) troviamo la Lombardia al primo posto, con 168 negozi, ma in questo caso è seguita
dal Veneto (109) e dall’Emilia Romagna (103): sono anche le uniche regioni con più di 100 negozi. È però interessante segnalare che l’analisi delle
superfici espositive vede il Piemonte al terzo posto con 251.000 mq contro i 224.000 dell’Emilia Romagna.
Le regioni che sono cresciute maggiormente nel primo semestre 2026 sono il Friuli e il Veneto, con un saldo positivo di 2 store. La regione che ha
incrementato maggiormente la superficie espositiva, però, è nettamente la Lombardia con +21.558 mq. Al contrario, risultano in calo la Calabria
(-8,8% dei negozi e -7,9% delle superfici) e la Toscana (-3% i negozi e -1% i mq).
Le città che vantano il maggior numero di centri bricolage sono Roma, Milano, Torino, Brescia e Varese: ai primi cinque posti sia nella classifica
dei punti vendita sia in quella delle superfici espositive. Se invece analizziamo il totale dei negozi spicca la performance di Treviso, che conta 44 negozi.
I centri DIY e i centri giardinaggio si confermano come punti di riferimento delle periferie: solo il 23% dei negozi è ubicato nelle città, cioè i capoluoghi di provincia, ma rappresentano il 28% della superficie espositiva.
Come al solito, per effettuare paragoni congrui tra le diverse regioni, rapportiamo la presenza dei negozi in base alla popolazione. La media
nazionale nel primo semestre 2026 è di 1,57 negozi e 4.222 mq ogni 100.000 abitanti. Erano 4.176 mq a fine 2025 e 4.199 un anno fa,
al 30 giugno 2025.
Le regioni del nord-est rilevano una media molto più alta, pari a 5.720 mq ogni 100.000 abitanti, trainate dai picchi del Friuli (8.807 mq) e
del Trentino (6.341 mq). Un risultato simile alle regioni del nord-ovest, con una media di 5.541 mq ogni 100.000 abitanti, grazie alle performance
del Piemonte (5.752 mq) e della Lombardia (5.676 mq). L’area del centro Italia è, come accaduto in passato, allineata con la media nazionale
con 4.161 mq ogni 100.000 abitanti. In quest’area spicca l’Umbria (6.317 mq). In netto ritardo invece l’area “sud e isole”: solo 2.268
mq espositivi ogni 100.000 abitanti con l’eccezione della Sardegna che registra un risultato superiore alla media nazionale (4.858 mq). 

LE CATENE NEL 2026

Brico Ok è salita in testa alla classifica dei gruppi con il maggior numero di punti vendita: al 30 giugno di quest’anno sono 114, grazie anche
alle aperture di Nonantola (MO) e Sorbolo (PR) avvenute tra aprile e maggio. Anche Bricofer ha fatto un balzo in avanti, grazie al processo di conversione dei negozi Self che stanno adottando l’insegna storica dell’azienda romana.
Nel primo semestre di quest’anno Leroy Merlin, leader per le superfici espositive totali, ha inaugurato due nuovi store: il mega-centro di Arese
(10.000 mq) e il negozio di Elmas (CA), che ha aperto in seguito alla chiusura di Leroy Merlin Garden nello stesso comune.
Bricocenter ha aperto il 23 aprile un grande negozio diretto (3.300 mq) a Belpasso (CT).
A proposito di negozi diretti, segnaliamo anche l’apertura del nuovo Mondobrico di Broni (PV), inaugurato il 16 aprile. Evoluzione Brico ha
affiliato Brico Team con due negozi di medie dimensioni a Roma e Fonte Nuova (RM).
Tra i garden center segnaliamo l’acquisizione di Giardango di Carimate (CO) da parte della catena Giardineria, che sale così a 4 centri giardinaggio con una superficie espositiva totale di circa 25.500 mq. Garden Team ha registrato ben 4 nuove aperture nel 2026: grazie all’affiliazione di Verde Chiara di Oderzo (TV) e all’apertura di tre nuovi negozi da parte di alcuni dei suoi consorziati “storici”. In particolare, il nuovo Viridea di Carate Brianza (MB), l’acquisizione da parte di Fasoli Piante di un garden center a Verbania e l’inaugurazione a Pordenone del secondo punto vendita di Garden Anna. 




 

LA METODOLOGIA DELL’INDAGINE

Il “Monitoraggio Gds brico-garden” è un’indagine semestrale che l’autore Paolo Milani realizza, ininterrottamente, dal 1988.
Per analizzare l’evoluzione delle forme di commercio organizzato specializzato nel bricolage e nel giardinaggio operanti in Italia, abbiamo selezionato le insegne della Gds (Grande Distribuzione Specializzata) e i Gruppi d’Acquisto (consorzi, unioni volontarie, ecc.) rispondenti a due requisiti principali: la presenza di almeno 3 punti vendita e la propensione allo sviluppo, cioè l’apertura sistematica di nuovi punti vendita di proprietà (diretti) o in affiliazione.
Le superfici espositive indicate sono relative alle aree coperte destinate alla vendita: sono quindi esclusi i parcheggi, gli uffici e i magazzini.
Per punti vendita “diretti” intendiamo i negozi di proprietà del gruppo distributivo; per “affiliati” intendiamo i negozi di proprietà di imprenditori privati che aderiscono a formule di associazionismo distributivo (come il franchising) o di affiliazione a gruppi da’ cquisto e consorzi.
Tutti i dati sono forniti dalle stesse insegne ed elaborati dall’autore. Le rare stime sono sempre precisate nei grafici.
Per ulteriori informazioni: greenline@netcollins.com