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L’evoluzione della calzatura da lavoro
L’ingresso di Industrial Starter nel gruppo PIP (Protective Industrial Products) ha segnato un momento importante per il mercato dell’antinfortunistica in Italia.
Per saperne di più, abbiamo incontrato Gabriele Brucceri (marketing manager) e Danilo Peressini (commercial leader footwear): ecco cosa ci hanno raccontato.
Da 4 anni circa Industrial Starter, nome storico nel mercato italiano dell’antinfortunistica, è entrata a far parte del gruppo internazionale PIP Global Safety.
Un rapporto nato da una visione comune: mettere insieme la forza di un grande gruppo internazionale come PIP con la profonda conoscenza del mercato italiano di Industrial Starter. Da un lato, PIP ha portato solidità finanziaria, capacità produttiva globale, ricerca e sviluppo e una rete internazionale strutturata; dall’altro, l’azienda italiana offre una rete distributiva consolidata e una conoscenza capillare delle esigenze del mercato. Ne abbiamo parlato con Gabriele Brucceri (marketing manager) e Danilo Peressini (commercial leader footwear).
MondoPratico: Partiamo dall’identità. Per molti Industrial Starter è un’istituzione, ma oggi il brand “ombrello” è PIP Global Safety. Cosa significa concretamente questo cambiamento per il cliente finale?
Gabriele Brucceri: Industrial Starter rimane il cuore pulsante e la nostra ragione sociale in Italia, ma oggi siamo orgogliosamente parte di PIP Global Safety. La differenza rispetto ad altre acquisizioni nel settore è la filosofia di PIP: non assorbe aziende per lasciarle lavorare nel loro “piccolo orto”, ma integra eccellenze globali per portarle sul territorio.
Prima eravamo distributori e produttori multi-categoria con il marchio Issaline; oggi PIP ha acquisito i “Power Brand” mondiali leader in ogni specifica categoria. Queste integrazioni ci hanno permesso di arricchire know-how e tecnologie, ad esempio nel footwear, con competenze che prima erano impensabili.
Oggi un rivenditore che si affida a noi non acquista solo un prodotto, ma accede a soluzioni globali sviluppate da centri di R&D internazionali, tutte implementate dalla storica forza vendita di Industrial Starter.
MondoPratico: Il footwear è forse il settore dove il cambiamento è più visibile. Oggi si parla di scarpe che “non sembrano da lavoro”. È solo una questione estetica?
Danilo Peressini: Assolutamente no, l’estetica è solo la punta dell’iceberg.
Noi partiamo da un presupposto ortopedico: il lavoratore moderno vive nelle sue scarpe per 10, 12 ore al giorno. Si mettono al mattino per portare i figli a scuola, si tengono in officina o in cantiere, e spesso si portano fino alla birra con gli amici a fine turno. Se la scarpa non è progettata con standard esecutivi altissimi, il conto da pagare sono fasciti, talloniti e problemi posturali che colpiscono schiena e articolazioni. Per noi la sfida è l’equilibrio: creare calzature che abbiano il look di una sneaker o di una scarpa da running, ma che all’interno nascondano tecnologie protettive d’avanguardia.
Il mercato oggi chiede leggerezza e flessibilità, e noi rispondiamo a queste esigenze con un design che emoziona e con una struttura che protegge la salute nel lungo periodo.
MondoPratico: Spesso c’è tanta disinformazione riguardo alla morbidezza della scarpa: possiamo fare chiarezza su questo aspetto?
Danilo Peressini: È un punto fondamentale. C’è una tendenza non corretta a confondere la “morbidezza estrema” con la qualità tecnologica.
Molti competitor spingono su prodotti molto soffici che danno un’ottima sensazione nei primi 5 minuti di prova, ma che dopo due ore di lavoro non sostengono più il carico e la naturale forma del piede in tutte le sue parti.
Una scarpa tecnica deve essere anche sostenitiva: se lavori su terreni dissestati o passi ore in piedi, hai bisogno di tecnologie come l’IMPULSE.FOAM® o l’EFFECT.FOAM®, che restituiscono energia invece di “affondare”.
Noi siamo tra i pochi a realizzare calzature pensate per destinazione d’uso e ad investire ancora in suole in gomma HRO ad alte prestazioni: pesano qualche grammo in più rispetto al poliuretano economico, ma garantiscono una durata e una protezione termica superiore.
Chi sceglie la nostra qualità scegliedi stare bene anche a fine giornata, non solo al momento dell’acquisto in negozio.
MondoPratico: Il canale Ferramenta sta vivendo una trasformazione profonda. Come si inserisce PIP in questo contesto dove il tempo per la consulenza è sempre minore?
Gabriele Brucceri: Sappiamo che in molte grandi ferramenta strutturate il cliente tende a servirsi in autonomia, quasi in modalità self-service.
Per questo abbiamo rivoluzionato il modo di presentare il prodotto. Siamo stati pionieri nel packaging, portando l’abbigliamento Issaline® fuori dai tradizionali sacchetti di plastica e inserendolo in box di cartone curati, come un vero prodotto di moda o sportivo.
Una soluzione più sostenibile e meno inquinante rispetto alla plastica, che facilita anche lo stoccaggio e l’ordine nei punti vendita, rendendo i prodotti più organizzati e facilmente gestibili anche nelle ferramenta più piccole.
Da anni supportiamo i nostri partner anche nell’organizzazione dell’esposizione a punto vendita con soluzioni dedicate all’abbigliamento Issaline®.
Oggi abbiamo ampliato questo approccio integrando sistemi espositivi anche per le calzature da lavoro, con corner metallici dedicati e un focus particolare sui brand
Puma Safety® e Albatros®.
Queste soluzioni permettono di elevare il valore percepito del negozio, trasformando l’area vendita da semplice scaffalatura a uno spazio più moderno, ordinato professionale.
Inoltre mettiamo a disposizione dei rivenditori cataloghi e materiali tecnici pensati come veri strumenti di vendita. Non sono semplici listini, ma supporti che permettono al punto vendita di raccontare il prodotto e valorizzarne le caratteristiche tecniche, offrendo argomentazioni chiare per spiegare al cliente le diverse fasce di prezzo e il valore reale di ciò che sta acquistando.
MondoPratico: Anche la sostenibilità è diventata un pilastro. Con il progetto “Green Heart” cosa state facendo di concreto?
Gabriele Brucceri: Non vogliamo che sia solo un’operazione di marketing: il progetto Green Heart™ coinvolge tutta la filiera e punta a introdurre soluzioni davvero sostenibili nei nostri prodotti.
Produciamo, ad esempio, guanti da lavoro G-tek® realizzati con filati derivati dal riciclo di bottiglie di plastica, e applichiamo approcci specifici anche ad altre categorie, come giacche softshell, gilet e inserti auricolari, studiando per ciascuna le soluzioni più adatte.
Per noi è un tema fondamentale: continuiamo a investire in materiali e processi che riducano l’impatto ambientale, senza compromettere qualità e prestazioni.
Nel footwear, le linee Green Heart™ di PUMA Safety® e ALBATROS® utilizzano tomaie e solette in filati riciclati e puntali in fibra di vetro.
Danilo Peressini: Anche se la domanda “green” nel settore professionale non corre ancora come consumer, noi sentiamo la responsabilità di essere il motore del cambiamento. Siamo leader mondiali: se non iniziamo noi a proporre prodotti che rispettano il pianeta senza sacrificare la sicurezza, chi dovrebbe farlo? È un impegno morale prima che commerciale.
MondoPratico: Guardando al futuro, quali sono i vostri obiettivi per il 2026?
Danilo Peressini: I numeri ci stanno dando ragione: stiamo crescendo a doppia cifra, con picchi del 50% su base annua in alcune categorie. L’obiettivo è consolidare questo trend, aumentando la brand awareness. Stiamo investendo molto in diversi canali di comunicazione: siamo su Sky durante le partite di Serie A e non solo, sui principali quotidiani sportivi con pagine intere e con maxi-affissioni nei punti più strategici delle grandi città. Vogliamo che sia l’utilizzatore a cercare attivamente i nostri marchi presso i nostri distributori.
Gabriele Bucceri: A livello strategico, l’obiettivo è offrire al rivenditore il concetto “Good, Better, Best”. Vogliamo che sotto l’ombrello PIP Global Safety un partner possa trovare tutto: dal prodotto di primo livello ma certificato (Good), alla soluzione di fascia media (Better), fino all’eccellenza tecnologica assoluta (Best).
Il nostro scopo è vestire il lavoratore dalla testa ai piedi, garantendo sicurezza totale a chi lavora e valore reale ai nostri partner.
Per saperne di più, abbiamo incontrato Gabriele Brucceri (marketing manager) e Danilo Peressini (commercial leader footwear): ecco cosa ci hanno raccontato.
Da 4 anni circa Industrial Starter, nome storico nel mercato italiano dell’antinfortunistica, è entrata a far parte del gruppo internazionale PIP Global Safety.
Un rapporto nato da una visione comune: mettere insieme la forza di un grande gruppo internazionale come PIP con la profonda conoscenza del mercato italiano di Industrial Starter. Da un lato, PIP ha portato solidità finanziaria, capacità produttiva globale, ricerca e sviluppo e una rete internazionale strutturata; dall’altro, l’azienda italiana offre una rete distributiva consolidata e una conoscenza capillare delle esigenze del mercato. Ne abbiamo parlato con Gabriele Brucceri (marketing manager) e Danilo Peressini (commercial leader footwear).
MondoPratico: Partiamo dall’identità. Per molti Industrial Starter è un’istituzione, ma oggi il brand “ombrello” è PIP Global Safety. Cosa significa concretamente questo cambiamento per il cliente finale?
Gabriele Brucceri: Industrial Starter rimane il cuore pulsante e la nostra ragione sociale in Italia, ma oggi siamo orgogliosamente parte di PIP Global Safety. La differenza rispetto ad altre acquisizioni nel settore è la filosofia di PIP: non assorbe aziende per lasciarle lavorare nel loro “piccolo orto”, ma integra eccellenze globali per portarle sul territorio.
Prima eravamo distributori e produttori multi-categoria con il marchio Issaline; oggi PIP ha acquisito i “Power Brand” mondiali leader in ogni specifica categoria. Queste integrazioni ci hanno permesso di arricchire know-how e tecnologie, ad esempio nel footwear, con competenze che prima erano impensabili.
Oggi un rivenditore che si affida a noi non acquista solo un prodotto, ma accede a soluzioni globali sviluppate da centri di R&D internazionali, tutte implementate dalla storica forza vendita di Industrial Starter.
MondoPratico: Il footwear è forse il settore dove il cambiamento è più visibile. Oggi si parla di scarpe che “non sembrano da lavoro”. È solo una questione estetica?
Danilo Peressini: Assolutamente no, l’estetica è solo la punta dell’iceberg.
Noi partiamo da un presupposto ortopedico: il lavoratore moderno vive nelle sue scarpe per 10, 12 ore al giorno. Si mettono al mattino per portare i figli a scuola, si tengono in officina o in cantiere, e spesso si portano fino alla birra con gli amici a fine turno. Se la scarpa non è progettata con standard esecutivi altissimi, il conto da pagare sono fasciti, talloniti e problemi posturali che colpiscono schiena e articolazioni. Per noi la sfida è l’equilibrio: creare calzature che abbiano il look di una sneaker o di una scarpa da running, ma che all’interno nascondano tecnologie protettive d’avanguardia.
Il mercato oggi chiede leggerezza e flessibilità, e noi rispondiamo a queste esigenze con un design che emoziona e con una struttura che protegge la salute nel lungo periodo.
MondoPratico: Spesso c’è tanta disinformazione riguardo alla morbidezza della scarpa: possiamo fare chiarezza su questo aspetto?
Danilo Peressini: È un punto fondamentale. C’è una tendenza non corretta a confondere la “morbidezza estrema” con la qualità tecnologica.
Molti competitor spingono su prodotti molto soffici che danno un’ottima sensazione nei primi 5 minuti di prova, ma che dopo due ore di lavoro non sostengono più il carico e la naturale forma del piede in tutte le sue parti.
Una scarpa tecnica deve essere anche sostenitiva: se lavori su terreni dissestati o passi ore in piedi, hai bisogno di tecnologie come l’IMPULSE.FOAM® o l’EFFECT.FOAM®, che restituiscono energia invece di “affondare”.
Noi siamo tra i pochi a realizzare calzature pensate per destinazione d’uso e ad investire ancora in suole in gomma HRO ad alte prestazioni: pesano qualche grammo in più rispetto al poliuretano economico, ma garantiscono una durata e una protezione termica superiore.
Chi sceglie la nostra qualità scegliedi stare bene anche a fine giornata, non solo al momento dell’acquisto in negozio.
MondoPratico: Il canale Ferramenta sta vivendo una trasformazione profonda. Come si inserisce PIP in questo contesto dove il tempo per la consulenza è sempre minore?
Gabriele Brucceri: Sappiamo che in molte grandi ferramenta strutturate il cliente tende a servirsi in autonomia, quasi in modalità self-service.
Per questo abbiamo rivoluzionato il modo di presentare il prodotto. Siamo stati pionieri nel packaging, portando l’abbigliamento Issaline® fuori dai tradizionali sacchetti di plastica e inserendolo in box di cartone curati, come un vero prodotto di moda o sportivo.
Una soluzione più sostenibile e meno inquinante rispetto alla plastica, che facilita anche lo stoccaggio e l’ordine nei punti vendita, rendendo i prodotti più organizzati e facilmente gestibili anche nelle ferramenta più piccole.
Da anni supportiamo i nostri partner anche nell’organizzazione dell’esposizione a punto vendita con soluzioni dedicate all’abbigliamento Issaline®.
Oggi abbiamo ampliato questo approccio integrando sistemi espositivi anche per le calzature da lavoro, con corner metallici dedicati e un focus particolare sui brand
Puma Safety® e Albatros®.
Queste soluzioni permettono di elevare il valore percepito del negozio, trasformando l’area vendita da semplice scaffalatura a uno spazio più moderno, ordinato professionale.
Inoltre mettiamo a disposizione dei rivenditori cataloghi e materiali tecnici pensati come veri strumenti di vendita. Non sono semplici listini, ma supporti che permettono al punto vendita di raccontare il prodotto e valorizzarne le caratteristiche tecniche, offrendo argomentazioni chiare per spiegare al cliente le diverse fasce di prezzo e il valore reale di ciò che sta acquistando.
MondoPratico: Anche la sostenibilità è diventata un pilastro. Con il progetto “Green Heart” cosa state facendo di concreto?
Gabriele Brucceri: Non vogliamo che sia solo un’operazione di marketing: il progetto Green Heart™ coinvolge tutta la filiera e punta a introdurre soluzioni davvero sostenibili nei nostri prodotti.
Produciamo, ad esempio, guanti da lavoro G-tek® realizzati con filati derivati dal riciclo di bottiglie di plastica, e applichiamo approcci specifici anche ad altre categorie, come giacche softshell, gilet e inserti auricolari, studiando per ciascuna le soluzioni più adatte.
Per noi è un tema fondamentale: continuiamo a investire in materiali e processi che riducano l’impatto ambientale, senza compromettere qualità e prestazioni.
Nel footwear, le linee Green Heart™ di PUMA Safety® e ALBATROS® utilizzano tomaie e solette in filati riciclati e puntali in fibra di vetro.
Danilo Peressini: Anche se la domanda “green” nel settore professionale non corre ancora come consumer, noi sentiamo la responsabilità di essere il motore del cambiamento. Siamo leader mondiali: se non iniziamo noi a proporre prodotti che rispettano il pianeta senza sacrificare la sicurezza, chi dovrebbe farlo? È un impegno morale prima che commerciale.
MondoPratico: Guardando al futuro, quali sono i vostri obiettivi per il 2026?
Danilo Peressini: I numeri ci stanno dando ragione: stiamo crescendo a doppia cifra, con picchi del 50% su base annua in alcune categorie. L’obiettivo è consolidare questo trend, aumentando la brand awareness. Stiamo investendo molto in diversi canali di comunicazione: siamo su Sky durante le partite di Serie A e non solo, sui principali quotidiani sportivi con pagine intere e con maxi-affissioni nei punti più strategici delle grandi città. Vogliamo che sia l’utilizzatore a cercare attivamente i nostri marchi presso i nostri distributori.
Gabriele Bucceri: A livello strategico, l’obiettivo è offrire al rivenditore il concetto “Good, Better, Best”. Vogliamo che sotto l’ombrello PIP Global Safety un partner possa trovare tutto: dal prodotto di primo livello ma certificato (Good), alla soluzione di fascia media (Better), fino all’eccellenza tecnologica assoluta (Best).
Il nostro scopo è vestire il lavoratore dalla testa ai piedi, garantendo sicurezza totale a chi lavora e valore reale ai nostri partner.




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