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Garden center: comfort climatico per piante e persone
I garden center moderni sono, oggi, un connubio di vari tipi di strutture e di combinazioni architettoniche che hanno modificato il concetto di serra, spostandolo dalla serra di produzione trasformata per la vendita, alla struttura organizzata in spazi dedicati alle varie merceologie, ma sempre ispirata architettonicamente alle serre. Per ovvie ragioni di richiamo, visibilità e differenziazione, perché un garden center è diverso da un centro brico.
Il mix architettonico scaturisce dalle molteplici necessità: come per esempio il bisogno di accordare nello stesso ambiente la vendita di “piante vive” e di tanti altri articoli cosiddetti “secchi” che un tempo erano solo di contorno e che sono invece oggi, in taluni casi, la maggior fonte di reddito dei garden center e che occupano superfici espositive maggiori di quelle del verde.
In questo scenario la progettazione e realizzazione dell’impianto termico risulta a sua volta un mix di tipologie diverse di impianto che devono accordare comfort per le persone e le necessità di mantenimento per fiori e piante.
In altre parole la progettazione deve considerare il comfort invernale per le persone (che comunque entrano nel garden con cappotto o giaccone) ma tenendo conto di non superare i limiti massimi e minimi di mantenimento nelle aree con colture in vendita.
È importante che l’impianto sia diviso in “zone” a controllo differenziato; è così che si vanno a determinare le varie tipologie climatiche: serra calda, serra fredda, magazzino, animaleria (pet shop), ecc. ed è importante che il sistema di controllo sia un sistema per serre, in quanto le strutture utilizzate, anche se coperte in pannelli od oscurate, sono pur sempre serre e quindi hanno la necessità di controlli integrati tra riscaldamento, ventilazione, ombreggiamento e umidità.
La particolarità della progettazione degli impianti di riscaldamento è la possibilità di raggiungere gli stessi risultati utilizzando più tecniche e soluzioni, ovvero la possibilità di fornire la stessa energia termica con tipi diversi di impianto. Allora dobbiamo domandarci: come scegliere l’impianto giusto per ogni ambiente?
Ovviamente la regola principale è di rivolgersi ad aziende specializzate del settore, infatti spesso l’idraulico del posto non è in grado autonomamente di operare la scelta migliore e purtroppo spesso gli effetti di scelte non mirate sono disastrosi. A questo proposito, è bene ricordare che è molto più complicato e costoso mettere mano su un impianto inefficiente che costruirne uno nuovo.
La regola generale per gli impianti in serra è di sfruttare il più possibile i sistemi a irraggiamento diretto, come i pavimenti radianti che sono fra l’altro a bassa temperatura o i sistemi a tubazioni aeree e perimetrali; questi sistemi hanno una elevata efficienza energetica e sono assolutamente silenziosi (non c’è alcun rumore in serra).
L’uso di batterie a scambio aria-acqua (aerotermi) è legato agli interventi di compensazione dove i sistemi a irraggiamento sono insufficienti o dove è necessario un controllo maggiore della condensazione dell’umidità (per esempio con coperture in plastica) o dove comunque per ragioni economiche di budget siano l’unica soluzione possibile. Questi sistemi hanno una modesta efficienza energetica e per quanto silenziati producono rumore: non sempre è l’ideale specie se contrasta con la musica diffusa e con gli altoparlanti interni.
Tutti i concetti e le discussioni sui sistemi per riscaldare vanno trasferiti sulla centrale termica, vero cuore pulsante del sistema, e dalla quale dipende, assieme alla efficienza degli impianti, il consumo di combustibile.
Anche qui ci sono alcune considerazioni da fare per la scelta delle caldaie e dei bruciatori, poiché ci sono caldaie più adatte nel caso in cui prevalgano gli impianti a bassa temperatura o ad alta temperatura.
Scegliere in modo non accorto le caldaie può fare cambiare di molto il consumo di combustibile (anche del 15%) così da vanificare tutte le attenzioni rivolte alla scelta della tipologia di impianti.
È possibile oggi costruire anche centrali termiche ad alta efficienza energetica a biomasse, facendo attenzione a quale combustibile bruciare visto che la vita di una normale centrale termica è di almeno vent’anni e che quindi bisogna garantirsi la fornitura del combustibile per lo stesso periodo (questo aspetto spesso si scontra con veri problemi pratici di reperibilità: pellet docet).
Mentre per il solare termico le superfici in gioco sono solitamente troppo grandi e l’investimento troppo alto e quindi poco ammortizzabile: inoltre con il solare termico si incontrano notevoli problemi costruttivi relativi alla dispersione del calore prodotto dai pannelli nei periodi primavera-estate (i pannelli infatti funzionano sempre, anche quanto non serve riscaldare: il sole non si può spegnere).
Lo sviluppo vissuto dalla tecnica del settore garden ci ha portato ad avere strutture sempre più elaborate e sempre più belle in senso strettamente estetico.
L’estetica legata alla parte impiantistica non si limita alla cosiddetta “regola d’arte” ma deve essere un aspetto progettato; molte volte purtroppo vediamo tubi sospesi con il filo di ferro o valvole a vista in luoghi improbabili, per non parlare dell’uso ancora in voga presso alcuni costruttori delle tubazioni alettate che non trovano più applicazione nemmeno nei più obsoleti magazzini o capannoni.
In definitiva è ancora più importante interfacciarsi con aziende dedicate a questo settore e che cioè hanno elaborato nel tempo esperienze e accumulato il giusto know how necessario per legare il controllo del clima al comfort e all’estetica. Il risultato è tanto migliore quanto meno è visibile.
Il mix architettonico scaturisce dalle molteplici necessità: come per esempio il bisogno di accordare nello stesso ambiente la vendita di “piante vive” e di tanti altri articoli cosiddetti “secchi” che un tempo erano solo di contorno e che sono invece oggi, in taluni casi, la maggior fonte di reddito dei garden center e che occupano superfici espositive maggiori di quelle del verde.
Come progettare la serra per il garden center
In questo scenario la progettazione e realizzazione dell’impianto termico risulta a sua volta un mix di tipologie diverse di impianto che devono accordare comfort per le persone e le necessità di mantenimento per fiori e piante.
In altre parole la progettazione deve considerare il comfort invernale per le persone (che comunque entrano nel garden con cappotto o giaccone) ma tenendo conto di non superare i limiti massimi e minimi di mantenimento nelle aree con colture in vendita.
È importante che l’impianto sia diviso in “zone” a controllo differenziato; è così che si vanno a determinare le varie tipologie climatiche: serra calda, serra fredda, magazzino, animaleria (pet shop), ecc. ed è importante che il sistema di controllo sia un sistema per serre, in quanto le strutture utilizzate, anche se coperte in pannelli od oscurate, sono pur sempre serre e quindi hanno la necessità di controlli integrati tra riscaldamento, ventilazione, ombreggiamento e umidità.
Quali impianti?
La particolarità della progettazione degli impianti di riscaldamento è la possibilità di raggiungere gli stessi risultati utilizzando più tecniche e soluzioni, ovvero la possibilità di fornire la stessa energia termica con tipi diversi di impianto. Allora dobbiamo domandarci: come scegliere l’impianto giusto per ogni ambiente?
Ovviamente la regola principale è di rivolgersi ad aziende specializzate del settore, infatti spesso l’idraulico del posto non è in grado autonomamente di operare la scelta migliore e purtroppo spesso gli effetti di scelte non mirate sono disastrosi. A questo proposito, è bene ricordare che è molto più complicato e costoso mettere mano su un impianto inefficiente che costruirne uno nuovo.
La regola generale per gli impianti in serra è di sfruttare il più possibile i sistemi a irraggiamento diretto, come i pavimenti radianti che sono fra l’altro a bassa temperatura o i sistemi a tubazioni aeree e perimetrali; questi sistemi hanno una elevata efficienza energetica e sono assolutamente silenziosi (non c’è alcun rumore in serra).
L’uso di batterie a scambio aria-acqua (aerotermi) è legato agli interventi di compensazione dove i sistemi a irraggiamento sono insufficienti o dove è necessario un controllo maggiore della condensazione dell’umidità (per esempio con coperture in plastica) o dove comunque per ragioni economiche di budget siano l’unica soluzione possibile. Questi sistemi hanno una modesta efficienza energetica e per quanto silenziati producono rumore: non sempre è l’ideale specie se contrasta con la musica diffusa e con gli altoparlanti interni.
La produzione del calore
Tutti i concetti e le discussioni sui sistemi per riscaldare vanno trasferiti sulla centrale termica, vero cuore pulsante del sistema, e dalla quale dipende, assieme alla efficienza degli impianti, il consumo di combustibile.
Anche qui ci sono alcune considerazioni da fare per la scelta delle caldaie e dei bruciatori, poiché ci sono caldaie più adatte nel caso in cui prevalgano gli impianti a bassa temperatura o ad alta temperatura.
Scegliere in modo non accorto le caldaie può fare cambiare di molto il consumo di combustibile (anche del 15%) così da vanificare tutte le attenzioni rivolte alla scelta della tipologia di impianti.
È possibile oggi costruire anche centrali termiche ad alta efficienza energetica a biomasse, facendo attenzione a quale combustibile bruciare visto che la vita di una normale centrale termica è di almeno vent’anni e che quindi bisogna garantirsi la fornitura del combustibile per lo stesso periodo (questo aspetto spesso si scontra con veri problemi pratici di reperibilità: pellet docet).
Mentre per il solare termico le superfici in gioco sono solitamente troppo grandi e l’investimento troppo alto e quindi poco ammortizzabile: inoltre con il solare termico si incontrano notevoli problemi costruttivi relativi alla dispersione del calore prodotto dai pannelli nei periodi primavera-estate (i pannelli infatti funzionano sempre, anche quanto non serve riscaldare: il sole non si può spegnere).
Estetica e comfort
Lo sviluppo vissuto dalla tecnica del settore garden ci ha portato ad avere strutture sempre più elaborate e sempre più belle in senso strettamente estetico.
L’estetica legata alla parte impiantistica non si limita alla cosiddetta “regola d’arte” ma deve essere un aspetto progettato; molte volte purtroppo vediamo tubi sospesi con il filo di ferro o valvole a vista in luoghi improbabili, per non parlare dell’uso ancora in voga presso alcuni costruttori delle tubazioni alettate che non trovano più applicazione nemmeno nei più obsoleti magazzini o capannoni.
In definitiva è ancora più importante interfacciarsi con aziende dedicate a questo settore e che cioè hanno elaborato nel tempo esperienze e accumulato il giusto know how necessario per legare il controllo del clima al comfort e all’estetica. Il risultato è tanto migliore quanto meno è visibile.
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