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Oltre 11mila presenze a Safety Expo 2026

22 September 2026
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La sicurezza sul lavoro non si esaurisce nelle norme. Si misura nella capacità di governare la complessità dei luoghi di lavoro e dei processi produttivi, mettendo in relazione responsabilità, competenze e strumenti di prevenzione.
È il punto fermo che emerge dalla chiusura di Safety Expo 2026 – Sicurezza sul Lavoro, che si è svolto il 16-17 settembre alla Fiera di Bergamo: due giornate di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti, associazioni, tecnici e operatori del settore. Al centro, la necessità di una cultura della sicurezza capace di evolvere insieme al mondo del lavoro.

​Safety Expo 2026, con oltre 11mila presenze, ha rappresentato per due giorni un luogo di confronto nel quale mettere in relazione competenze, esigenze e punti di vista differenti. Il valore della manifestazione non è soltanto nella quantità degli appuntamenti proposti, ma nella possibilità di far dialogare mondi diversi intorno a una responsabilità comune: rendere la prevenzione sempre più concreta, comprensibile ed efficace. L’edizione 2026 di Safety Expo – Sicurezza sul Lavoro si chiude con questa prospettiva: non una conclusione, ma un punto di ripartenza per continuare a costruire una cultura nella quale la sicurezza non sia mai considerata acquisita, ma resti ogni giorno una responsabilità condivisa.

La cronaca degli ultimi giorni ricorda quanto gli incidenti continuino a produrre conseguenze gravissime. Il quadro resta particolarmente critico nei settori più esposti, dall’edilizia all’autotrasporto fino all’agricoltura, dove condizioni di lavoro e specifici fattori di rischio richiedono interventi mirati. Un fenomeno che, proprio per la sua frequenza, rischia di alimentare una pericolosa assuefazione. Gli infortuni sul lavoro non devono diventare una presenza costante nelle cronache al punto da essere percepiti come inevitabili. Al contrario, il ripetersi degli incidenti deve spingere a interrogarsi sull’efficacia delle azioni messe in campo e sulla capacità di intervenire prima che il rischio si trasformi in danno.
Prevenire significa tradurre le misure adottate in comportamenti concreti e scelte quotidiane capaci di incidere realmente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
In Italia in questo momento c’è un elemento che sta funzionando: il tema della sicurezza sul lavoro è sempre più al centro dell’attenzione e, dal punto di vista culturale, siamo sempre meno disposti ad accettare il fenomeno infortunistico. La domanda di sicurezza cresce e la grande partecipazione a una manifestazione come Safety Expo lo dimostra” – sottolinea Stefano Massera, esperto di sicurezza sul lavoro, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) e referente Health and Safety del Policlinico Gemelli (Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS)
“Quello che ancora non sta funzionando è il dato degli infortuni, che non diminuisce o diminuisce troppo poco. Continuiamo ad affrontare il tema con un’ottica eccessivamente prescrittiva: non riusciamo a semplificare e a snellire i processi e carichiamo la sicurezza di una serie di adempimenti formali che incidono poco sugli effetti concreti nei reparti e negli ambienti di lavoro. Come abbiamo ricordato più volte anche nel corso dei convegni di questi giorni, i fatti hanno la brutta abitudine di prescindere dalle sovrastrutture. Abbiamo bisogno di maggiore semplificazione e di concentrare energie e risorse su ciò che può produrre effetti concreti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.