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Il bricolage secondo Indicod-Ecr

24 June 2008
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Il 17 giugno è stato presentato l’Osservatorio Non Food 2008 di Indicod-Ecr, l’associazione che raggruppa 33.000 aziende industriali e distributive del settore dei beni di consumo, che evidenzia un aumento dell’1,9% dei consumi di prodotti non alimentari. In realtà si tratta di una rallentamento.
“Il non alimentare ha guadagnato un ruolo di grande di rilievo nell’economia della grande distribuzione moderna italiana sia despecializzata che specializzata – spiega Marco Cuppini, direttore del Centro studi e relazioni esterne di Indicod-Ecr – e l’Osservatorio di Indicod-Ecr risponde proprio all’esigenza di monitorare in modo sistematico il settore non food nei diversi comparti merceologici che lo compongono e nelle diverse formule distributive in cui si articola, nonché di rilevare le trasformazioni in atto”.
Secondo Luca Zanderighi, partner di TradeLab e docente di Economia e gestione delle imprese all’Università degli Studi di Milano, “se si vuole pensare a una evoluzione del comparto non food occorre prendere atto dei cambiamenti strutturali in atto nella società italiana: cambia il profilo delle famiglie (che crescono di numero ma sono formate da sempre meno elementi), si assiste a un generale impoverimento tendenziale, si modificano di conseguenza i comportamenti di consumo e le propensioni all’acquisto. Sono solo alcuni dei fattori che devono guidare le scelte per il futuro. Dall’Osservatorio Non Food di quest’anno emergono alcuni tratti del possibile quadro evolutivo: per le grandi superfici specializzate la necessità di focalizzare l’attenzione sui processi di consolidamento e di rafforzamento della rete, sulla produttività e sulla differenziazione dei format in funzione dei target e dei diversi poli commerciali in cui i punti vendita sono inseriti. Per le grandi superfici alimentari, invece occorre puntare in modo più deciso sulla multispecialità, sulla complementarietà di acquisto e sui servizi”.

Il bricolage entra nell’Osservatorio Non Food


Novità dell’Osservatorio Non Food di quest’anno è l’introduzione nell’analisi del comparto del bricolage.
Secondo Indicod-Ecr il fatturato brico supera i 10.127 milioni di euro e rappresenta il 9,5% del totale dei consumi non food.
Se negli ultimi 5 anni, il fatturato complessivo del comparto non food è cresciuto del 1,5% (tasso medio annuo), il bricolage ha quasi raddoppiato questo indicatore con +2,9%.
Nel breve periodo (anno 2007), i consumi nel comparto del bricolage sono cresciuti del +1,9%, in linea con la media del totale mercati non food .
Dal dossier emerge che il bricolage dispone di oltre 1.800 punti vendita appartenenti alla distribuzione noderna (550 punti vendita per le grandi superfici specializzate e, per gli spazi a esso dedicati, 750 punti vendita per la grande distribuzione alimentare con metrature superiori ai 2.500 mq di vendita, per i Mercatoni 116 punti vendita e 399 Cash and Carry): le strutture di vendita si localizzano per il 32,5% nell’area nord ovest, per il 25,3% al nord est, per il 19,9% al centro e per il restante 22,6 al sud.
Nei settori bricolage, elettronica di consumo ed edutainment (libri, dischi, dvd, videogiochi), le preferenze dei consumatori riguardo al canale di vendita vanno alle grandi superfici specializzate - per il 50-60% a seconda dei settori - e quindi a un’offerta di servizi commerciali ampia, differenziata e caratterizzata dalla convenienza di prezzo. In base alla sua propensione alla multicanalità e alla frequenza dei suoi acquisti, il comportamento dello shopper non food può essere classificato in quattro diverse tipologie: gli speculativi (il 35-49%, hanno un’elevata frequenza di acquisto dei beni e prendono in considerazione una pluralità di punti vendita), i selettivi (il 26-32%, che associano un’elevata frequenza di acquisto a una forte fedeltà), i “clienti per caso” (il 15-23% :comperano ogni tanto e prima visitano diversi punti vendita) e i non abituali (il 4-14%, che acquistano raramente e si rivolgono a un punto vendita di riferimento). Per tutti e tre i comparti analizzati oltre il 60 % dei consumatori si ripartisce tra i due cluster “i selettivi” e gli “speculativi”.

Guarda la sintesi dei risultati dell’Osservatorio Non Food 2008 di Indicod-Ecr.