Analisi » Vetro: un solo materiale per diverse percezioni
Vetro: un solo materiale per diverse percezioni
Come uscire dallo standard con la scelta consapevole dei materiali e le loro numerosissime finiture.
L’esigenza di involucri trasparenti in architettura ha portato all’evoluzione dell’utilizzo del vetro e dei materiali plastici che ne simulano caratteristiche tecniche ed espressive, tanto da portare una crescita nell’utilizzo di questi materiali e sopperire ad iniziali carenze tecniche e prestazionali.
L’utilizzo di involucri di vetro è assolutamente predominante nel settore garden; creano una barriera eterea fra interno ed esterno connotando l’edificio di un forte significato espressivo senza pregiudicare le prestazioni tecniche come l’isolamento termico, l’acustica, il contenimento dell’irraggiamento solare, il contenimento energetico, ecc.
Non ci poniamo più il problema del surriscaldamento generato da grandi superfici vetrate: è dato per scontato che le caratteristiche tecniche/prestazionali permettono la produzione di lastre schermate che soddisfano la necessità di tenuta al calore, al rumore e alle intemperie. Ormai abbiamo la possibilità di creare architetture totalmente di “luce” senza compromettere la funzionalità, la vivibilità e le esigenze di chi fruisce del punto vendita.
Non solo è data per scontata la possibilità di rendere etereo l’involucro costruito anche solamente di superfici vetrate, ma anche la possibilità di giocare con le lavorazioni che rendono lo stesso materiale percettivamente differente e ricco di nuovi contenuti.
Il valore intrinseco del materiale non cambia, ma cambia il valore estetico. Le possibilità di scelta sono vastissime: il materiale è lo stesso ma può assumere colori e densità differenti. Il vetro non perde la sua riconoscibilità ma assume, di volta in volta, grazie ai trattamenti a cui è sottoposto, una mutazione che lo rende assolutamente plasmabile e in linea con la nostra voglia di cambiamento e la necessità di riconoscibilità.
Gli esempi architettonici di riferimento per darci idee e consapevolezza delle numerosissime opportunità non sono da ricercare nell’universo “garden”, ma in altri esempi più legati all’architettura. Un mondo più sensibile a soluzioni innovative e creative e forse più incline alle sperimentazioni materiche ed espressive.
L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: da un lato dare un input al cambiamento e rendere esplicita la grande possibilità di cui disponiamo per rendere un punto vendita non solo un contenitore di prodotti e servizi ma un mezzo per comunicare unicità, e dall’altro stimolare la curiosità e poter scegliere in modo consapevole quello che ci rispecchia meglio e veicola meglio il nostro messaggio “estetico”.
È il trattamento che serve per ridurre la trasparenza del vetro e si ottiene tramite alcuni trattamenti, come l’acidatura o la sabbiatura.
Con l’acidatura la superficie viene trattata con acido fluoridrico o con i suoi vapori. Si ottengono gradazioni opache molto fini e la superficie risulta liscia e opaca con un aspetto molto omogeneo.
Con il trattamento di sabbiatura, invece, si utilizza della sabbia abrasiva che erode la superficie del vetro, con un’intensità differente a seconda della dimensione dei grani. Si possono ottenere con questa tecnica vetri semitrasparenti o opachi e ruvidi al tatto; inoltre c’è la possibilità di sottoporre al trattamento di sabbiatura solo alcune parti della lastra di vetro, così da ottenere texture e brandizzare il materiale.
Per modificare le qualità estetiche si possono anche applicare rivestimenti tramite i processi di pittura, smaltatura e serigrafia.
Con il trattamento di pittura, il vetro viene colorato, macinato finemente, sciolto in un liquido, applicato sulla superficie e ricotto a 550°C.
Con la smaltatura si applica uno strato di vetro macinato e additivato con pigmenti colorati alla lastra di vetro, che successivamente viene sottoposta a cottura, così da avere uno strato ceramico resistente alla corrosione.
Con il processo di serigrafia si riproducono disegni, scritte, fotografie e decorazioni a scopo artistico o funzionale con l'uso di telai serigrafici. Dopo l’applicazione dei pigmenti di colore (vernici e smalti) possono essere stabilizzati con un ulteriore trattamento termico.
Il vetro, con l’aggiunta di additivi, può assumere qualsiasi colorazione si desideri e giocare su sfumature sottili di trasparenza.
Se si necessita di una superficie perfettamente riflettente è possibile ricorrere a un processo di argentatura, che consiste nel depositare sulla superficie del vetro di argento metallico. Mediante questo processo si ottiene una superficie a specchio che verrà protetta mediante successiva verniciatura finale.
Abbiamo la possibilità di produrre degli involucri in vetro che giocano sulle sfumature della trasparenza grazie alle tecniche di rivestimento e trattamento delle superfici e scegliere se prediligere una superficie liscia, trasparente, opaca, incisa, specchiata o colorata.
Cambia, grazie a questa possibilità, l’immagine tradizionale di questo materiale, che perde il suo senso di fragilità assumendo un’immagine accattivante perchè mutevole.
L’esigenza di involucri trasparenti in architettura ha portato all’evoluzione dell’utilizzo del vetro e dei materiali plastici che ne simulano caratteristiche tecniche ed espressive, tanto da portare una crescita nell’utilizzo di questi materiali e sopperire ad iniziali carenze tecniche e prestazionali.
L’utilizzo di involucri di vetro è assolutamente predominante nel settore garden; creano una barriera eterea fra interno ed esterno connotando l’edificio di un forte significato espressivo senza pregiudicare le prestazioni tecniche come l’isolamento termico, l’acustica, il contenimento dell’irraggiamento solare, il contenimento energetico, ecc.
Non ci poniamo più il problema del surriscaldamento generato da grandi superfici vetrate: è dato per scontato che le caratteristiche tecniche/prestazionali permettono la produzione di lastre schermate che soddisfano la necessità di tenuta al calore, al rumore e alle intemperie. Ormai abbiamo la possibilità di creare architetture totalmente di “luce” senza compromettere la funzionalità, la vivibilità e le esigenze di chi fruisce del punto vendita.
Non solo è data per scontata la possibilità di rendere etereo l’involucro costruito anche solamente di superfici vetrate, ma anche la possibilità di giocare con le lavorazioni che rendono lo stesso materiale percettivamente differente e ricco di nuovi contenuti.
Il valore intrinseco del materiale non cambia, ma cambia il valore estetico. Le possibilità di scelta sono vastissime: il materiale è lo stesso ma può assumere colori e densità differenti. Il vetro non perde la sua riconoscibilità ma assume, di volta in volta, grazie ai trattamenti a cui è sottoposto, una mutazione che lo rende assolutamente plasmabile e in linea con la nostra voglia di cambiamento e la necessità di riconoscibilità.
Gli esempi architettonici di riferimento per darci idee e consapevolezza delle numerosissime opportunità non sono da ricercare nell’universo “garden”, ma in altri esempi più legati all’architettura. Un mondo più sensibile a soluzioni innovative e creative e forse più incline alle sperimentazioni materiche ed espressive.
L’obiettivo di questo articolo è proprio questo: da un lato dare un input al cambiamento e rendere esplicita la grande possibilità di cui disponiamo per rendere un punto vendita non solo un contenitore di prodotti e servizi ma un mezzo per comunicare unicità, e dall’altro stimolare la curiosità e poter scegliere in modo consapevole quello che ci rispecchia meglio e veicola meglio il nostro messaggio “estetico”.
Il trattamento delle superfici in vetro: l’opacizzazione
È il trattamento che serve per ridurre la trasparenza del vetro e si ottiene tramite alcuni trattamenti, come l’acidatura o la sabbiatura.
Con l’acidatura la superficie viene trattata con acido fluoridrico o con i suoi vapori. Si ottengono gradazioni opache molto fini e la superficie risulta liscia e opaca con un aspetto molto omogeneo.
Con il trattamento di sabbiatura, invece, si utilizza della sabbia abrasiva che erode la superficie del vetro, con un’intensità differente a seconda della dimensione dei grani. Si possono ottenere con questa tecnica vetri semitrasparenti o opachi e ruvidi al tatto; inoltre c’è la possibilità di sottoporre al trattamento di sabbiatura solo alcune parti della lastra di vetro, così da ottenere texture e brandizzare il materiale.
I rivestimenti applicati
Per modificare le qualità estetiche si possono anche applicare rivestimenti tramite i processi di pittura, smaltatura e serigrafia.
Con il trattamento di pittura, il vetro viene colorato, macinato finemente, sciolto in un liquido, applicato sulla superficie e ricotto a 550°C.
Con la smaltatura si applica uno strato di vetro macinato e additivato con pigmenti colorati alla lastra di vetro, che successivamente viene sottoposta a cottura, così da avere uno strato ceramico resistente alla corrosione.
Con il processo di serigrafia si riproducono disegni, scritte, fotografie e decorazioni a scopo artistico o funzionale con l'uso di telai serigrafici. Dopo l’applicazione dei pigmenti di colore (vernici e smalti) possono essere stabilizzati con un ulteriore trattamento termico.
Il vetro, con l’aggiunta di additivi, può assumere qualsiasi colorazione si desideri e giocare su sfumature sottili di trasparenza.
Se si necessita di una superficie perfettamente riflettente è possibile ricorrere a un processo di argentatura, che consiste nel depositare sulla superficie del vetro di argento metallico. Mediante questo processo si ottiene una superficie a specchio che verrà protetta mediante successiva verniciatura finale.
Abbiamo la possibilità di produrre degli involucri in vetro che giocano sulle sfumature della trasparenza grazie alle tecniche di rivestimento e trattamento delle superfici e scegliere se prediligere una superficie liscia, trasparente, opaca, incisa, specchiata o colorata.
Cambia, grazie a questa possibilità, l’immagine tradizionale di questo materiale, che perde il suo senso di fragilità assumendo un’immagine accattivante perchè mutevole.
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