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Bricoteam entra in Evoluzione Brico: intervista al titolare Roberto Delle Cese
Bricoteam, realtà attiva a Roma con due punti vendita (2.500 e 800 mq), ha ufficializzato l'ingresso nel consorzio Evoluzione Brico dopo l’uscita da Bricofer. Abbiamo visitato lo storico punto vendita di via Rocca Cencia e intervistato il titolare Roberto Delle Cese per parlare di questa operazione di mercato e delle nuove sfide del retail specializzato.
MondoPratico: Roberto, partiamo dalla notizia più “fresca”, il vostro ingresso in Evoluzione Brico: come nasce questa scelta strategica?
Roberto Delle Cese: Inizialmente la nostra intenzione era semplicemente quella di uscire da Bricofer e proseguire in totale autonomia. Grazie ai miei 20-25 anni di esperienza dirigenziale e formativa nella catena, conoscevamo perfettamente le dinamiche operative.
Quando la notizia della nostra uscita si è diffusa, siamo stati contattati da diverse catene e gruppi d'acquisto. Tuttavia, le classiche formule di affiliazione in franchising richiedevano investimenti finanziari importanti e vincoli rigidi. Avendo già sostenuto costi significativi per l'operazione di uscita, non volevamo vincolarci nuovamente.
Il confronto con Benedetto Paolino e Giuseppe Lido di Evoluzione Brico ha aperto una prospettiva del tutto differente: una collaborazione commerciale flessibile, con minori investimenti iniziali, zero rigidità strutturali e la possibilità di condividere i problemi anziché subire decisioni calate dall'alto.
MondoPratico: Facciamo un passo indietro: Bricoteam nasce nel 2016 e il primo store di via Rocca Cencia ha segnato numeri da record. Qual è stata la leva commerciale vincente?
Roberto Delle Cese: Quando abbiamo fondato la società nel 2016, abbiamo aperto lo store di Via Rocca Cencia ottenendo, già nel giorno di inaugurazione e nella prima settimana, il fatturato d'apertura più alto d'Italia dell'intera rete Bricofer.
Il successo è dipeso da una strategia promozionale e logistica ben precisa: per un mese e mezzo prima dell'apertura abbiamo presidiato centri commerciali, cinema e centri sportivi della zona per fidelizzare la clientela e rilasciare carte fedeltà. Invece di proporre un volantino basato solo su sottocosto generici, abbiamo selezionato prodotti specifici per il bacino d'utenza.
Infine, abbiamo trasformato il punto vendita in uno showroom: i clienti prenotavano gli articoli ingombranti in corsia e li ritiravano comodamente a magazzino già imballati, evitando calca e code alla cassa.
MondoPratico: Venendo allo scenario attuale, come valuti lo stato di salute del mercato DIY dopo il picco del periodo Covid e dei bonus edilizi?
Roberto Delle Cese: Stiamo attraversando una fase di contrazione e sofferenza generalizzata. L'inflazione, l'aumento dei costi energetici e il calo del potere d'acquisto hanno ridotto la capacità di spesa della clientela.
Assistiamo a una contrazione dello scontrino medio: le famiglie rinviano gli acquisti importanti (come stufe o climatizzatori) e si concentrano sulla riparazione. Questo comporta un maggiore sforzo d'assistenza da parte del personale di vendita a fronte di un margine incassato più basso.
Inoltre, l'abitudine all'e-commerce consolidata durante la pandemia è diventata una costante per molti consumatori.
MondoPratico: Nel vostro layout e nella selezione del personale avete scelto di spingere molto sul cliente professionale: come si integra questa scelta nel format?
Roberto Delle Cese: Per bilanciare il calo della spesa privata, abbiamo ampliato la nostra offerta verso le piccole imprese, le officine meccaniche, i carrozzieri e gli artigiani della zona. Abbiamo inoltre potenziato reparti come idraulica, edilizia, elettricità, auto e attrezzature professionali.
Ma la vera differenza la fa il capitale umano: per gestire queste categorie abbiamo assunto figure professionali provenienti dai mestieri tecnici (ex idraulici, meccanici, riparatori). In questo modo, affianchiamo alla vendita al banco una vera e propria consulenza tecnica d'officina e di cantiere.
MondoPratico: Mi hai citato due fenomeni che a tuo parere stanno trasformando il cliente privato: la "cinesizzazione" e la "ikeizzazione": cosa intendi?
Roberto Delle Cese: La fascia di clienti under 40 ha un approccio al fai da te completamente diverso rispetto alle generazioni precedenti. Parlo di "cinesizzazione" perché la presenza massiccia di utensili a basso costo nella GDO alimentare e nei discount ha abituato l'utente a prezzi stracciati: quando vede un elettroutensile professionale da 150 euro spesso non ne percepisce il valore reale rispetto a uno da 20 euro.
La "ikeizzazione" riguarda invece la perdita del vero fai da te manuale: i giovani sono abituati ad assemblare moduli pronti con una chiave brugola, ma hanno difficoltà nell'uso dei classici materiali grezzi o nella misurazione di un progetto su misura. Il mercato del DIY tradizionale sta invecchiando e l'intero settore dovrà interrogarsi su come intercettare e rieducare queste nuove fasce di consumo.
MondoPratico: Un messaggio per i fornitori: come si riorganizza la filiera acquisti di Bricoteam con il passaggio in Evoluzione Brico?
Roberto Delle Cese: Abbiamo gestito la transizione con la massima trasparenza verso i partner industriali. Per ottimizzare la gestione aziendale e focalizzarci sulla vendita reale, anziché sulla logica dei premi a budget, abbiamo razionalizzato il parco fornitori del punto vendita, passando da 237 a circa 120 partner strategici. I fornitori che ci hanno sostenuto continueranno a lavorare con noi con la massima serenità.
Insieme ad Evoluzione Brico stiamo riaprendo e riassortendo alcuni settori merceologici che avevamo temporaneamente ridotto, integrando i listini del consorzio con le nostre partnership storiche.

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