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La protesta degli autotrasportatori danneggia anche la Ferramenta
Le manifestazioni di protesta che da qualche settimana agitano il mondo dell’autotrasporto in tutto il Sud Italia, come inevitabile, stanno colpendo anche il nostro settore.
I problemi maggiori riguardano il mondo dell’ingrosso, con alcune aziende che sono letteralmente ferme a causa dell’impossibilità di ricevere la merce o di consegnarla. Il tasso di adesione alle proteste tra i trasportatori è altissimo, ma anche chi vuole continuare a consegnare si trova in difficoltà a causa dei numerosi blocchi agli ingressi delle autostrade.
A questo si aggiunge che il blocco prolungato sta causando anche difficoltà nell’approvvigionamento del carburante, con molti distributori di benzina chiusi per esaurimento scorte.
Da un nostro sondaggio la situazione più grave si registra in Campania, Calabria e Sicilia, mentre in Puglia il quadro è solo leggermente meno grave, con consegne a singhiozzo.
Più di un grossista ci ha confermato che nella giornata di oggi, mercoledì 21 ottobre, nessun camion è uscito né entrato nel loro magazzino e tutti gli operatori contattati ci hanno descritto una situazione in cui la ricezione della merce risulta del tutto bloccata, l’evasione degli ordini è possibile solo con mezzi leggeri e su tratti brevi, con un’operatività complessiva che non arriva al 30%.
La situazione è leggermente migliore per quanto riguarda i negozi, che quantomeno da quello che ci risulta sono tutti aperti, anche se ogni giorno si vedono vuoti sempre più ampi sugli scaffali. Se non ci sarà un cambio di rotta nelle consegne della merce, è evidente che la situazione non possa che peggiorare.
Infine, il mondo della produzione vive un momento di altrettanta incertezza. Se da un lato non ci sono problemi nella circolazione delle auto, quindi i lavoratori possono raggiungere regolarmente il loro posto di lavoro e la produzione può proseguire, dall’altro il fatto di non poter consegnare gli ordini è un problema che può essere gestito solo per poche settimane.
Quello che sta soffrendo più di tutti è probabilmente il settore del florovivaismo, che per la natura dei suoi prodotti ha necessità di consegne rapide, pena la perdita del carico. Le piante e fiori infatti hanno un periodo di fioritura ben preciso e il rischio per molte aziende è quello di vedere perduto il lavoro di un anno intero.
Sabrina Canese, presidente di Assofermet Ferramenta, da noi interpellata, auspica che la politica possa dare delle risposte il prima possibile a un comparto che negli ultimi mesi ha pagato in prima persona i rincari dei carburanti. Le notizie ufficiali dicono che il prossimo incontro del governo con i manifestanti è in programma il prossimo 27 ottobre: la speranza è che anche prima di quella data si possa trovare un compromesso che rimetta in moto la filiera.
I problemi maggiori riguardano il mondo dell’ingrosso, con alcune aziende che sono letteralmente ferme a causa dell’impossibilità di ricevere la merce o di consegnarla. Il tasso di adesione alle proteste tra i trasportatori è altissimo, ma anche chi vuole continuare a consegnare si trova in difficoltà a causa dei numerosi blocchi agli ingressi delle autostrade.
A questo si aggiunge che il blocco prolungato sta causando anche difficoltà nell’approvvigionamento del carburante, con molti distributori di benzina chiusi per esaurimento scorte.
Da un nostro sondaggio la situazione più grave si registra in Campania, Calabria e Sicilia, mentre in Puglia il quadro è solo leggermente meno grave, con consegne a singhiozzo.
Più di un grossista ci ha confermato che nella giornata di oggi, mercoledì 21 ottobre, nessun camion è uscito né entrato nel loro magazzino e tutti gli operatori contattati ci hanno descritto una situazione in cui la ricezione della merce risulta del tutto bloccata, l’evasione degli ordini è possibile solo con mezzi leggeri e su tratti brevi, con un’operatività complessiva che non arriva al 30%.
La situazione è leggermente migliore per quanto riguarda i negozi, che quantomeno da quello che ci risulta sono tutti aperti, anche se ogni giorno si vedono vuoti sempre più ampi sugli scaffali. Se non ci sarà un cambio di rotta nelle consegne della merce, è evidente che la situazione non possa che peggiorare.
Infine, il mondo della produzione vive un momento di altrettanta incertezza. Se da un lato non ci sono problemi nella circolazione delle auto, quindi i lavoratori possono raggiungere regolarmente il loro posto di lavoro e la produzione può proseguire, dall’altro il fatto di non poter consegnare gli ordini è un problema che può essere gestito solo per poche settimane.
Quello che sta soffrendo più di tutti è probabilmente il settore del florovivaismo, che per la natura dei suoi prodotti ha necessità di consegne rapide, pena la perdita del carico. Le piante e fiori infatti hanno un periodo di fioritura ben preciso e il rischio per molte aziende è quello di vedere perduto il lavoro di un anno intero.
Sabrina Canese, presidente di Assofermet Ferramenta, da noi interpellata, auspica che la politica possa dare delle risposte il prima possibile a un comparto che negli ultimi mesi ha pagato in prima persona i rincari dei carburanti. Le notizie ufficiali dicono che il prossimo incontro del governo con i manifestanti è in programma il prossimo 27 ottobre: la speranza è che anche prima di quella data si possa trovare un compromesso che rimetta in moto la filiera.
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