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Interviste » Il valore aggiunto di Fervi

Il valore aggiunto di Fervi

Condividi Segnala a un amico 25 July 2014
“La nostra forza sul mercato non è dovuta solo alla qualità, alla sicurezza e alla praticità d’uso delle oltre 6.000 referenze a marchio Fervi, disponibili a prezzi estremamente competitivi, ma deriva anche dalla profonda condivisione aziendale di principi e di obiettivi comuni, dalla coesione di un teamwork affidabile e affiatato, dalla capacità di ascolto e dalle doti professionali dei nostri agenti”. E' quanto dichiara Fervi nel proprio company profile sul sito aziendale www.fervi.com, e l'impressione che abbiamo avuto visitando l'azienda modenese conferma assolutamente tale definizione. Il presidente Roberto Tunioli ci ha raccontato i passaggi storici principali che hanno portato all'attuale struttura societaria, sottolineando il valore aggiunto di Fervi nel mercato della ferramenta e del fai da te. 

Mondo Pratico:  Come nasce Fervi e come si è sviluppata nel mercato?
Roberto Tunioli: Nel 1978, dall'intuizione di giovani imprenditori del modenese, Veronesi, Predieri e Ugolini, nasce l'azienda Veprug e inizia il percorso di creazione del marchio Fervi, concettualmente ispirato ai modelli internazionali di distribuzione commerciale.  Tra il 1998 e il 2001 il marchio Fervi viene diffuso su tutto il territorio nazionale   con i cataloghi utensileria/ferramenta e strumenti di misura. All'inizio degli anni 2000 Veprug si sviluppa e si affaccia anche nel mercato estero tra i paesi emergenti dell'Est Europa. Nel 2001, nell'ottica dello sviluppo della logistica, viene introdotto il sistema di lettura a “bar code”, e nel 2004 si affaccia sul mercato estero presentando i prodotti a marchio Fervi. 

Mondo Pratico:  Per arrivare poi al 2011, quando c'è stata la svolta per Fervi...
Roberto Tunioli: Esatto. Roberto Megna e il sottoscritto abbiamo rilevato la proprietà aziendale con un progetto ambizioso: valorizzare l'esperienza dei fondatori e la continuità storica, rinnovare l'immagine e la comunicazione del marchio Fervi, formare un nuovo team di lavoro giovane e dinamico, creare un modello innovativo di eccellenza nel mercato italiano e straniero. Così, nel 2012, Fervi pubblica il suo catalogo rinnovato: oltre 35.000 copie, oltre 600 pagine con 36 famiglie di prodotto divise in 4 product group. I nuovi uffici direzionali, autosufficienti dal punto di vista energetico grazie all'installazione di impianti fotovoltaici, rappresentano la sede che vede il lancio del nuovo Catalogo “36”: 4.700 referenze destinate al mercato italiano ed estero. 

Mondo Pratico:  Qual è l'approccio nel mercato di Fervi?
Roberto Tunioli: Fervi è un'azienda in costante evoluzione e con un approccio “customer-oriented”, finalizzato a offrire sempre i migliori prodotti e i migliori servizi ai professionisti, alle industrie e agli artigiani, allo scopo di migliorarne la produttività e la qualità del lavoro quotidiano. 

Mondo Pratico:  In che modo ci riesce?
Roberto Tunioli
: Ricercando, selezionando, distribuendo e riparando prodotti di ferramenta e macchine utensili col miglior rapporto qualità/prezzo, garantendo standard qualitativi dei sicurezza e di servizio superiori alla media. 

Mondo Pratico: Quali prodotti offre Fervi al mercato?
Roberto Tunioli: Abbiamo concepito due fasce di prodotto: la prima, l'entry level, equivale al massimo livello possibile rispetto all'offerta classica da brico; la seconda, la semiprofessionale, rappresenta il prodotto base per l'artigiano o, in alternativa, il top di gamma per l'hobbista.  Riusciamo insomma a fornire il prodotto giusto per ogni tipo di utilizzo. 

Mondo Pratico:  Qual è il vostro metodo di lavoro?
Roberto Tunioli: Partiamo dallo scouting e il successivo restyling dei prodotti, per passare poi ai test di verifica, all'approvazione, alla certificazione, alla distribuzione e ai feedback: una serie di passaggi fondamentali che danno vita a un procedimento che garantisce efficacia e ottimi risultati. 

Mondo Pratico: In un settore spesso “chiuso” come il nostro non ci si aspetterebbero iniziative “artistiche” come la vostra: mi riferisco al vostro impegno verso l'arte. Di cosa si tratta nello specifico?
Roberto Tunioli: Da sempre abbiamo sposato l'arte nelle nostre iniziative di sponsorizzazione. In collaborazione con il prestigioso Istituto Europeo del Restauro, abbiamo contribuito al recupero del prezioso Coro Ligneo del XVII secolo patrimonio dell'Unesco, sito nella Chiesa di S.Giorgio a Ragusa Ibla, offrendo gratuitamente i macchinari di lavoro per il restauro. Altri progetti e collaborazioni sono in via di definizione con l'Accademia delle Belle Arti di Bologna e Fab Lab Firenze. Sempre in ottica di iniziative “impegnate”, mi piace sottolineare l'attenzione che abbiamo riposto verso l’ambiente: infatti, grazie all’installazione di impianti fotovoltaici di ultima generazione, abbiamo raggiunto l'autosufficienza energetica, lavorando in direzione di quella ecosostenibilità da cui, oggi, non si può prescindere.