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Il fai da te cresce, ed è sempre più rosa

17 September 2020
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Sondaggio tra i Valex Point sulle vendite primavera-estate: gli italiani sempre più autonomi nei lavori in casa, soprattutto tinteggiatura, taglio erba e potatura; nel 74% dei casi crescono gli acquisti femminili; cresce la consapevolezza ambientale ma non si traduce in disponibilità all’acquisto. 
 
Tagliare la siepe e tinteggiare casa: gli italiani fanno da soli, anche le donne. È il quadro che emerge da un’indagine di Valex, marchio italiano che da 40 anni fornisce prodotti per il fai da te e il giardinaggio, su un campione di 100 degli oltre 300 Valex Point distribuiti in tutta Italia.
Il campione sottoposto al sondaggio, equamente distribuito tra nord, centro e sud Italia, è costituito per il 40% da negozi di piccole dimensioni, con spazi inferiori ai 200 mq, per il 35% da negozi tra 200 e 500 mq e per il 25% da negozi oltre i 500 mq. Una panoramica quindi abbastanza equilibrata delle tipologie di offerta per il fai da te e il giardinaggio a disposizione degli italiani.
 
Le domande erano rivolte ad approfondire le tendenze di vendita di questa primavera-estate del 2020, quindi non solo nel periodo del lockdown ma anche nei mesi immediatamente successivi. Il bilancio è positivo per il 63% degli intervistati che hanno registrato un aumento delle vendite, per il 52% la crescita è addirittura superiore al 10%.
 
“I nostri Valex Point sono dei punti di osservazione privilegiati sui consumatori – spiega Stefano Volpin, Responsabile Commerciale Valex - grazie anche al fatto che questi negozi offrono una vasta gamma dei nostri prodotti e quindi intercettano un pubblico molto variegato. Non possiamo dire che il lockdown abbia “stravolto” le abitudini degli italiani, ma ha certamente accelerato delle tendenze che erano già in atto. In primo luogo, la crescita del giardinaggio e del fai da te per una serie di lavori di casa: se prima c’era un maggiore ricorso ai professionisti, gli italiani hanno scoperto che possono fare da soli, risparmiando e al tempo stesso facendo un buon lavoro.” 
 
I prodotti che hanno avuto gli incrementi più significativi sono quelli dedicati alla pittura della casa (36%), seguiti da tagliaerba, tagliasiepi e più in generale prodotti per la potatura (31%) e prodotti per la manutenzione di auto moto e bici, come caricabatterie e compressori (12%).
Guardando alla tipologia di questi incrementi in funzione della distribuzione geografica, non ci sono differenze significative, se non una leggera predilezione per i lavori di giardinaggio rispetto al fai da te al centro-nord (58% vs 42%) che al centro sud risulta curiosamente invertita: nel 58% gli incrementi riguardano utensili per i lavori di fai da te, mentre per il 42% riguardano il giardinaggio.
 
I dati confermano un’altra percezione che gli operatori hanno da tempo: ferramenta e negozi di bricolage non sono più negozi frequentati quasi esclusivamente da uomini. Il 74% degli intervistati infatti segnala che sono aumentati gli acquisti effettuati dalle donne. 
“Questa propensione delle donne al giardinaggio e al fai da te si accompagna a una serie di modifiche nella tipologia dell’offerta. In primo luogo una gamma di prodotti sempre più ampia, con tanti modelli tra cui scegliere; in secondo luogo, l’evoluzione tecnologica ha portato alla creazione di strumenti sempre più leggeri, sicuri e facili sia nell’apprendimento che nella manutenzione. Insomma, gli utenti sono meno “spaventati” dalla tecnologia e si cimentano in attività che qualche anno fa non avrebbero provato.”
 
Alla luce di queste considerazioni non sorprende che, andando ad approfondire il settore degli elettroutensili, il 58% dei negozi segnali il maggiore incremento delle vendite tra i prodotti a batteria ricaricabile, mentre nel 37% le crescite maggiori si sono avute tra i prodotti ad alimentazione elettrica. Entrambe le categorie sono più leggere e facili da gestire rispetto ai prodotti con tradizionale motore a scoppio. 
 
Infine, un’interessante considerazione in tema ambientale “Secondo il 63% dei nostri intervistati, i clienti sono favorevoli a prodotti che abbiano un minore impatto ambientale, ma al tempo stesso non sono disposti a pagare di più per questi prodotti. È sempre fondamentale quindi riuscire a comunicare meglio come il beneficio per l’ambiente si possa tradurre in un vantaggio immediato per l’utente.”