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Ferramenta Messina, la prossimità nel cuore di Roma

28 April 2026
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Abbiamo visitato la Ferramenta Messina, negozio ubicato nel centro storico di Roma dal 1968: la titolare Giorgia Rivi, figlia dei fondatori, oggi guida il punto vendita, che ha saputo evolversi negli anni, resistendo così ai problemi derivanti dalla complicata logistica della Capitale.

Nel panorama della ferramenta di prossimità, il centro storico di Roma rappresenta un ecosistema unico, fatto di vincoli architettonici, sfide  logistiche e una clientela che evolve rapidamente.
Abbiamo incontrato Giorgia Rivi, che guida oggi l’attività fondata dai genitori nel 1968, per capire come una microimpresa con sette dipendenti riesca a mantenere alta la competitività in un mercato sempre più difficile e competitivo.

MondoPratico: La Ferramenta Messina ha superato il mezzo secolo di vita: com’è cambiata l’identità dell’azienda nel passaggio dai tuoi genitori a te?
Giorgia Rivi:
Siamo nati nel 1968. Mio padre veniva dalle colorerie, mia madre dai grandi magazzini; hanno unito le competenze per creare una realtà che oggi è profondamente diversa da quella degli anni ‘70. Se allora bastavano simpatia e fantasia dietro il banco, oggi siamo in una fase di transizione delicata. Cerchiamo di mantenere la nostra identità di “negozio di prossimità”, ma con un occhio costante al mercato elettronico e alla diversificazione dei canali di vendita.

MondoPratico: Operare in centro a Roma comporta complessità gestionali non indifferenti. Qual è l’impatto sulla vostra operatività quotidiana?
Giorgia Rivi:
La logistica è una sfida che ci tocca affrontare ogni giorno. Essendo in una zona di mercato, non abbiamo un’area dedicata al carico e scarico. Questo limita drasticamente la nostra capacità di gestire prodotti ingombranti, come le scale o l’edilizia pesante. Alcuni trasportatori ormai si rifiutano di entrare in centro o ci chiedono consegne alle 5 del mattino. Per una microimpresa con sette collaboratori, questi vincoli pesano sulla redditività e sull’organizzazione del magazzino.

MondoPratico: Nonostante i limiti di spazio, continuate a investire sullo stoccaggio: come bilanciate gli acquisti tra grossisti e fornitori diretti? 
Giorgia Rivi:
Abbiamo la necessità di acquistare direttamente dai produttori per mantenere margini e competitività, quindi il magazzino è fondamentale. Collaboriamo con fornitori storici, ma lavoriamo molto anche con i grandi distributori come Ferrari, Siropa e Viridex. Interagiamo con più grossisti perché, con oltre 100.000 referenze potenziali, la disponibilità immediata è l’unico modo per competere con l’e-commerce.

MondoPratico: Il tessuto sociale del centro è cambiato: molti artigiani hanno lasciato il posto a condomini e uffici. Chi è oggi il cliente tipo della Ferramenta Messina?
Giorgia Rivi:
È un mix. Abbiamo perso le carrozzerie e gli artigiani storici (ottonai, incisori) che non possono più operare nei condomini. Oggi lavoriamo moltissimo con gli enti pubblici, grazie alle consegne a domicilio, ma anche con il settore alberghiero e con interventi che riguardano il comparto sicurezza (cilindri, serrature, casseforti). Ci siamo dovuti adattare: ad esempio, abbiamo abbandonato il giardinaggio perché la GD, con i suoi ampi spazi espositivi, è imbattibile su quel segmento. Noi puntiamo sulla nicchia e sul servizio. 

MondoPratico: A proposito di GD, e aggiungo anche l’e-commerce, qual è la minaccia che avvertite di più?
Giorgia Rivi:
Paradossalmente l’e-commerce è più insidioso. Inizialmente le grandi superfici spaventavano per l’esposizione, ma il cliente ha poi capito che la qualità del prodotto spesso si equivale. L’online ha invece “drogato” l’aspettativa: il cliente vuole tutto e subito. Spesso riceviamo  ordini definiti “urgentissimi” che poi restano in giacenza da noi per dieci giorni. È un cambiamento culturale della percezione del tempo.

MondoPratico: Nel nostro settore il rapporto con l’agente di commercio è storico. È ancora alto il valore di questa figura?
Giorgia Rivi:
C’è carenza di figure tecniche. Molti nuovi agenti sono meno preparati rispetto al passato e i grandi gruppi tendono a eliminare la figura del rappresentante a favore dei portali online. Io, però, resto legata al catalogo cartaceo: sfogliarlo permette di scoprire referenze che online ignoreresti. Il confronto tecnico umano resta vitale per risolvere problemi complessi che un algoritmo non vede. 

MondoPratico: Il tema del passaggio generazionale è molto sentito nel settore: come vedi la ferramenta tra dieci anni?
Giorgia Rivi:
Sarò onesta: non vedo un ricambio generazionale all’orizzonte. Ho due figli giovani, ma non li ho spinti a proseguire. I costi del personale sono diventati quasi ingestibili e i sacrifici richiesti, tra orari spezzati e impegno costante, scoraggiano le nuove leve. Probabilmente le realtà fisiche come la nostra si ridurranno numericamente, diventando sempre più punti di consulenza specializzata.
La ferramenta di domani dovrà essere molto brava a trovare la propria nicchia, perché per vendere “un po’ di tutto” ci sono già i colossi del web.